InfoAut
Immagine di copertina per il post

Cu cu, cu cu, le reti vanno giù!

Sull’iniziativa di domenica in Val Susa, presso i terreni del presidio di San Giuliano, riprendiamo queste riflessioni pubblicate su notav.info

A due settimane dalla violenta e illegittima occupazione del terreno che ospitava il presidio di San Giuliano di Susa, Telt e Questura di Torino, con signorile arroganza, “concedono” al movimento No Tav e ai legittimi proprietari di recuperare i materiali (la cucina, i gazebo, i tavoli, gli attrezzi, ecc.) contenuti al suo interno, malconci e impacchettati ai margini dell’appezzamento dopo la lunga notte di resistenza.

Impongono uno scadente copione poliziesco di sequestro e riscatto: sono loro a stabilire luogo e orario, loro a definire le regole della restituzione, ancora loro a compilare l’inventario delle nostre cose. Eppure, a presidiare quello che rappresenta l’ennesimo fortino militare ai margini della statale, (il quarto, con Chiomonte, San Didero e Salbertrand) non vola una mosca da giorni. Non una pattuglia, non una camionetta di celerini. Seppur privo di uomini, nulla al suo interno dovrebbe apparire normale: centinaia di reti, jersey in cemento, matasse di filo spinato. Un preciso scenario di preparazione alla guerra. Un deposito militare, prima ancora che un cantiere.

Il tentativo di normalizzare già da ora questi elementi di occupazione nella geografia della piana di Susa è evidente e sembra premonire: abituatevi, i prossimi dieci, quindici, venti anni avranno questo volto su tutta l’estensione del “cantiere unico Tav”: decine di chilometri di ferro, cemento, concertine, torri faro. Se, del resto, tutto l’affaire espropri, dallo sgombero al blocco della statale per giorni si è dimostrato uno spettacolare e muscolare atto di forza di Telt, l’epilogo non poteva che essere tale grande scenografia, a premettere le imminenti cantierizzazioni previste nella prossima primavera a Susa.

Non sono stati dunque né i muscoli di Telt e Questura né la fine pioggia di ieri pomeriggio a spaventare i e le no tav che, invece di attendere alle “gentili concessioni” di lorsignori, sono andati a riprendersi quello che, in fondo, è tuttora di loro proprietà. I passaggi per intrufolarsi nel terreno recintato sono troppo stretti? E allora ecco che diversi metri di jersey vanno giù. Le pesanti reti cedono, il cemento scricchiola sotto i colpi, il filo spinato tagliato. E mentre qualcuno constata come la nostra terra sia già stata devastata da un getto di asfalto sul bel prato verde del presidio, altre si lamentano di come le mani ladre di funzionari e poliziotti abbiano fatto sparire diversi oggetti dal presidio.

Intanto viene allestito un piccolo punto ristoro all’interno del presidio liberato, raggiunto nel corso del pomeriggio da altri e altre No Tav. Un dolce momento autunnale che fa assaporare per qualche ora il profondo significato che sta dietro alla parola riappropriazione.

Tra gli sguardi, le spallate e i tiri di corda alle reti, le castagne e i brindisi al vin brulé si accendono le domande: come potranno controllare, negli anni a venire, chilometri quadrati di cantieri e decine di infrastrutture laterali? Quante migliaia di uomini avranno ancora a disposizione per presidiare questi e altri recinti? Quanto profondi sono ancora i loro portafogli? Quanto ancora, insomma, durerà la rappresentazione se, proprio all’inizio della scena principale, alcuni degli attori primari sembrano traballare sul palcoscenico?

Prima di andare via qualcuno sussurra: loro di notte costruiscono fortini, noi di giorno ce li riprendiamo. Chi durerà un minuto di più, il loro denaro o la nostra determinazione? Lo vedremo presto. Avanti No Tav.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

movimento no tavpresidio san giulianoSGOMBERO SAN GIULIANO

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

“Vietato contestare il Salone dell’auto”: la Questura vieta la biciclettata cittadina nel centro di Torino

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato di Extinction Rebellion Torino, Fridays for Future, Fiab Torino Bike Pride, Toroller Collective, Clacsoon.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Di greenwashing, militarizzazione dei territori e questione energetica

La Toscana è sempre più al centro di una serie di interessi economici legati a doppio filo alla macchina bellica e al complesso militare-industriale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il 3 ottobre torniamo a marciare insieme

Da Sant’Ambrogio ad Avigliana. Una marcia popolare contro la nuova tratta nazionale Avigliana-Orbassano e per il futuro del nostro territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

RitardaTav: quando i treni non sono mai in orario, dal 2033 si passa al 2035

Il tempo passa ma le vecchie abitudini restano. Se c’è un punto fermo nella costruzione della Torino-Lione è sicuramente che non si può mai dire — nemmeno per scherzo — che i cantieri siano un esempio di puntualità ed efficienza. La grande piaga che ci portiamo appresso da trent’anni continua infatti con i suoi ritardi cronici.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

A Travagliato (BS) il Comitato contro il data center ottiene una prima vittoria

I progetti per costruire nuovi data center in Lombardia e per gli allacciamenti alla rete Terna aumentano di giorno in giorno.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’effetto isola di calore dei data center

Ripubblichiamo i risultati di questo lavoro di ricerca utile per approfondire il tema dei data center e analizzarne uno degli impatti quale le isole di calore, il contributo è stato ripreso da la Bottega del Barbieri.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Continua la lotta in difesa degli orti urbani a Livorno

A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Da 14 anni questo rifugio climatico è minacciato dalla speculazione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

L’accanimento continua: Giorgio di nuovo in carcere

Nella serata di venerdì, senza alcuna avvisaglia, Giorgio è stato prelevato dai Carabinieri di Susa dalla sua dimora sopra la Credenza a Bussoleno e tradotto nel carcere delle Vallette.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Difendiamo il polmone verde di Livorno dal cemento dalla speculazione.

5 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE
CAMPEGGIO LIBERO DAL 3 AL 6 SETTEMBRE
A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Un polmone
verde utilizzato da cittadini e residenti in queste estati caratterizzate
da caldo estremo con temperature che, complice il cambiamento climatico e
l’inquinamento, saranno sempre più la normalità.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Corteo No Ponte a Messina sabato 8 agosto

Ricondividiamo l’appello del Movimento No Ponte invitando alla partecipazione alla manifestazione di sabato 8 agosto a Messina contro il ponte e contro le grandi opere inutili

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: al via l’abbattimento del Bosco Ospizio. Dall’alba presidio resistente

È iniziato questa mattina, lunedì 3 agosto, il contestato (e già bloccato) cantiere finalizzato a distruggere il Bosco Ospizio di Reggio Emilia per far spazio all’ennesima colata di cemento, ovvero un centro polifunzionale e un supermercato Conad.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Presidio di solidarietà al carcere delle Vallette: mercoledì 5 agosto ore 18.30

Mercoledì 29 luglio, i due giovanissimi attivisti tedeschi arrestati per la straordinaria manifestazione del 25 luglio al cantiere di Chiomonte, hanno ricevuto la convalida della misura cautelare in carcere. I capi d’imputazione sono devastazione, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Prendiamo fiato e guardiamo lontano: alcuni dati politici sull’estate di lotta 2026

Da destra a sinistra, passando per il centro, il dibattito della politica istituzionale ha subìto una virata repentina e la questione Tav, che negli ultimi anni si era cercato di mettere sotto al tappeto con una buona collaborazione dei media mainstream, è tornata ad occupare il centro delle preoccupazioni di tutti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Conferenza stampa del Movimento No Tav “C’eravamo, ci siamo e ci saremo”.Blocchi e identificazioni ma il movimento rilancia e ribadisce “La lotta rende giovani”

Si è conclusa poco fa la conferenza stampa convocata dal Movimento No Tav in seguito ai posti di blocco istituiti questa mattina a conclusione del Festival Alta Felicità: un’intera porzione di Valsusa è stata perimetrata.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Siamo sempre qui!

Si è conclusa una grande giornata di lotta per la Val di Susa. Il movimento No Tav, a distanza di 15 anni dall’esperienza Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Ermelinda ci scrive dagli arresti domiciliari

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri una lettera che ci ha fatto arrivare la nostra cara amica e compagna Ermelinda, arrestata e posta in detenzione domiciliare il 23 aprile per una pena di 6 mesi e mezzo per un oltraggio a pubblico ufficiale che non ha commesso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

25 luglio: in marcia verso i cantieri della devastazione

Quindici anni fa, il potere politico ed economico decise di trasformare la Val di Susa in una zona di sacrificio e in un laboratorio di militarizzazione per imporre un’opera già rifiutata dall’intera comunità nel 2005.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

1° giorno di Campeggio di lotta: da Venaus a San Didero

Si è concluso ieri sera il primo giorno del Campeggio di Lotta No Tav, appuntamento estivo che ogni anno anima la Valle e desta sempre grande preoccupazione per la controparte.