InfoAut
Immagine di copertina per il post

Siria, fallisce la tregua. Aggiornamenti dal corrispondente in Rojava

1. Il primo aggiornamento riguarda la situazione interna allo Stato Islamico, che inizia a scricchiolare anche nelle città che controlla, come Mosul, Raqqa o i villaggi vicino Bab, tra disertori e rivolte degli abitanti: “Lo stato islamico scricchiola dall’interno. Scontri a fuoco tra miliziani dell’Isis iracheni e internazionali in un campo di addestramento a Mosul, dove da mesi sono centinaia gli arresti contro gli abitanti della città che si rifiutano di combattere. Dodici disertori decapitati sulla pubblica piazza a Raqqa. Il portavoce in Siria Al-Adnani ucciso ad Aleppo, quello in Iraq Abu Isaac a Mosul, mentre un altro portavoce iracheno, Al-Iraqi ha disertato facendo perdere le sue tracce con la famiglia. Stesso genere di fuga per due alti ufficiali della polizia a Deir el Zor, Siria. Mahmud Suleiman, capo della polizia dell’Isis a Mosul, ha disertato una settimana fa. Al-Furqan, leader del gruppo nelle strategie della comunicazione, ucciso in un raid dei soldati iracheni a sud-est di Mosul. L’Isis fronteggia una vera e propria rivolta tra gli abitanti dei villaggi che controlla tra Bab e al-Rai vicino a Menbij, in Siria, abbandonandosi a brutalità nei confronti della popolazione”.

Ascolta:

{mp3remote}http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2016/09/corrispondenza-rojava-su-situazione-isis.mp3{/mp3remote}

 

2. Il secondo contiene aggiornamenti importanti sulla città di Bab, la via tra Menbij e Afrin che deve essere liberata dalle Forze Siriane Democratiche per collegare i cantoni di Kobane e Afrin, ancora divisi, dalla quale lo Stato Islamico (Isis) si starebbe ritirando per cederne il controllo all’esercito turco. Questo rappresenterebbe un fatto gravissimo e dagli esiti imprevedibili per tutta la guerra civile siriana. “Importante: fonti interne alla città di Bab, tra Aleppo e Afrin in Siria, dicono che centinaia di miliziani dell’Isis stanno abbandonando la città da loro controllata. Anche il palazzo comunale e la sede della polizia sarebbero già deserti. Nel frattempo l’Isis sta consegnando alcuni villaggi (sette) a nord di Bab alla Turchia, le cui milizie di mercenari quindi avanzano verso sud. Le Sdf sono avanzate verso Bab da Menbij nell’ultimo mese, ma hanno dovuto fronteggiare gli attacchi di Is, al Qaeda e Turchia. Ciò che accade in queste ore potrebbe preludere alla consegna di Bab da parte dell’Isis alla Turchia”.

Ascolta:

{mp3remote}http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2016/09/corrisppndenza-rojava-su-Bab.mp3{/mp3remote}

 

3. Il terzo approfondimento si concentra sulle ragioni della fine del cessate il fuoco sulla Siria proclamato una settimana fa e dichiarato concluso dal governo siriano nella giornata di lunedì, subito seguito da un bombardamento su un convoglio umanitario alle porte di Aleppo. Sei giorni di cessate il fuoco in Siria in cui al Qaeda ha attaccato ininterrottamente il cantone di Afrin in Rojava, lo stato islamico ha attaccato le Ypg ad Azawi e le Sdf a Um Hosh, Ahrar al-Sham, Israele, Usa, Australia e Uk hanno attaccato e bombardato il regime, la Russia ha bombardato le campagne di Aleppo e il regime ha distrutto con l’aviazione un convoglio umanitario destinato alla città. Ora però il cessato il fuoco, ha detto Assad, è finito, la guerra può ricominciare”.

Ascolta:

 {mp3}/images/mp3/rojava/3._Motivazioni_cessate_il_fuoco.mp3{/mp3remote}

4. Sempre a proposito del fallito cessate il fuoco, un approfondimento sulle contraddizioni della politica statunitense in Siria, tra gli interessi USA sull’area e il loro supporto alla componente islamica della rivoluzione siriana, in particolare al “Fronte Islamico”, attorno a cui i media occidentali tendono a creare molta confusione chiamandolo “opposizione siriana”:

Ascolta:

  {mp3}/images/mp3/rojava/4._Contraddizioni_USA.mp3{/mp3remote}

5. L’ultimo aggiornamento riguarda più nello specifico la situazione del Rojava, il Kurdistan siriano. Lunedì scorso, durante cessate il fuoco, si è tenuta una conferenza in Arabia Saudita cui ha partecipato anche l'”Alto comitato per i negoziati” siriano, sigla dietro cui si nasconde il Fronte Islamico. Quest’ultimo – alla presenza di Usa, Francia, Inghilterra, Arabia Saudita, Qatar e Turchia – ha presentato un documento contenente un’ipotetica soluzione del conflitto siriano che si presenta in totale continuità con la politica attuale del partito tuttora al potere, non riconoscendo il carattere multilunguistico e multicultuare della Siria e soprattutto non prevedendo alcun cambiamento in senso federale e di concessione di autonomia per il paese.

Ascolta:

 {mp3}/images/mp3/rojava/5._Politica_curda.mp3{/mp3remote}

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Porto di Genova 6 aprile 2026

Sì stanno mettendo in viaggio diverse flottiglie che non puntano solo ad arrivare a Gaza, impresa già vissuta con alti rischi durante la navigazione, abbordaggi con forze speciali e detenzione israeliana , ma a restare a Gaza!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palantir e il capitale europeo: chi investe?

Chi finanzia le tecnologie della sorveglianza e della guerra? Ne parliamo con Daniele Grasso, data journalist di El País e dell’ICIJ, a partire da un’inchiesta sugli investimenti europei nel colosso Palantir di Peter Thiel.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Quale tregua tra Stati Uniti e Iran?

In queste ore è iniziato il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Se di tregua si può parlare.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Nuestra America Convoy

Pubblichiamo un importante contributo di un compagno appena ritornato dalla missione solidale a Cuba. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Proteste in Siria contro Israele

In questi giorni, a partire dalla notte tra il 31 marzo e il 1 aprile, si sono verificate in Siria proteste contro Israele immediatamente scattate a seguito della notizia del passaggio alla Knesset della legge che istituisce la pena di morte per i prigionieri palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tra le macerie di Gaza, le ragazze reagiscono, un pugno alla volta

Nella Gaza dilaniata dalla guerra, ragazze e giovani donne ricostruiscono un club di pugilato, usando lo sport per elaborare il dolore, sfidare le norme e trovare la forza in mezzo allo sfollamento.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele introduce la pena di morte per i palestinesi

Impiccagione, nessun appello e applicazione selettiva: la norma voluta da Ben Gvir e sostenuta da Netanyahu legalizza la disuguaglianza e istituzionalizza la punizione su base etnica.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

No Kings Italy: manifestazione nazionale a Roma “Together contro i re e le loro guerre” – cronaca della giornata

Sabato 28 marzo, a Roma, la manifestazione nazionale “Together – No Kings, contro i re e le loro guerre”. Appuntamento alle ore 14 in Piazza della Repubblica dopo il concerto di ieri, 27 marzo, alla Città dell’Altra economica, sempre nella Capitale, cui hanno partecipato migliaia di persone e decine di artiste e artisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

28 marzo a Niscemi: liberiamo i territori dalla guerra

Il 28 marzo alle ore 15 torniamo a scendere in piazza a Niscemi (CL), la città del MUOS, per dire con forza no alla guerra e all’uso delle basi militari statunitensi in Italia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La guerra come risposta alla crisi di egemonia statunitense conduce alla recessione globale

L’apprezzamento momentaneo del dollaro spinto dalla domanda aggiuntiva di petrodollari occulta una fragilità strutturale dell’economia americana.

Da Radio Blackout

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Trump pianifica il vertice internazionale anti-antifà

Gli Stati Uniti stanno organizzando una conferenza contro “Antifa”. È probabile che all’ordine del giorno ci sia anche la questione dell’inserimento del gruppo nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’UE. L’Ungheria e l’AfD si stanno preparando ad agire. Non è chiaro se il governo tedesco parteciperà al congresso anti-Antifa indetto da Trump; negli ultimi mesi, le sue risposte alle richieste di informazioni dell’AfD sull’argomento sono state vaghe.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

No alla sorveglianza speciale! Sosteniamo Stefano!

Il Questore di Torino Gambino ha richiesto due anni di sorveglianza speciale per Stefano, giovane compagno, studente e lavoratore che da anni si spende generosamente e in prima persone, nelle lotte a Torino e in Val di Susa. Il 14 aprile si svolgerà la prima udienza presso il Tribunale di Torino.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

MARCIA POPOLARE CONTRO LA SPECULAZIONE ENERGETICA, A DIFESA DEI CRINALI / SABATO 9 MAGGIO 2026

INVITO E APPELLO ALLA MOBILITAZIONE Sabato 9 e domenica 10 maggio 2026 per la difesa dell’Appennino Mugellano e della Montagna Fiorentina dalla trasformazione in sito industriale eolico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La Pasqua resistente delle giovani: 4-5-6 aprile campeggio studentesco No Tav

In questi giorni si è svolto in Val di Susa il campeggio studentesco al presidio dei Mulini.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 1

L’approfondimento dal titolo “L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia” si sviluppa in tre parti che pubblicheremo in sequenza.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Apocalisse imperiale?

Dopo l’estrema minaccia che ha fatto pensare a un attacco nucleare Trump si ritira. Il passo indietro del presidente americano è di portata storica: un colpo per la credibilità dell’american dream. Da vedere quanto durerà.