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“Jone il popolo è con te”. La polizia basca aggredisce e arresta giovane indipendentista

Lunedì di mercato in Gernika, uno dei molteplici scenari che Jone aveva scelto per portare avanti quel suo sogno di libertà infranto il passato 24 novembre, quando, dopo un processo che la vede seduta al banco degli imputati, il tribunale supremo si pronuncia per una pena di 18 mesi da scontare interamente in carcere.

L’accusa è di essere la responsabile dell’affissione di uno striscione in favore dei prigionieri politici baschi, nel gaztetxe –casa dei giovani- di Gernika. Le prove, che poggiano su di un’impronta rimasta impressa sul rotolo di scotch rinvenuto nei pressi dello striscione, spingono il tribunale supremo a ordinare l’immediata cattura della giovane.

Dal 24 Novembre sino a ieri Jone Amezaga sceglie di percorrere e farsi avvolgere, come chi prima di lei si è vestito di arancione, dalla dinamica di LIBRE. Dunque la via dei boschi, delle montagne o meglio ancora delle tante persone che le danno ospitalità nelle loro case, spinge Jone a fare una scelta coraggiosa. Attraverso l’intervista rilasciata a naiz.eus, la giovane lancia un appello alla città di Gernika e alla popolazione basca tutta, scegliendo di ricominciare a condurre una vita pubblica e libera.

Ieri mattina a pochi giorni dalle dichiarazioni della giovane, tra i banchi del mercato compare Jone, accompagnata dai genitori, in un atto carico di significato. Il sorriso di una giovane sulla quale pende un ordine di busca y captura, è reso forte dalla solidarietà che raccoglie passo dopo passo.

Ma questo momento dura assai poco ed è cosi che; assalita in un primo momento da agenti in borghese muniti di ordinari “sfollagente” e poi dall’arrivo della ertzaintza (che si adopera a smantellare l’improvvisato Herri Harresi/Muro popular) che la giovane viene arrestata e trascinata sino al blindato. Nella carica sono rimasti coinvolti decine di passanti solidali con Jone e la brutalità della polizia non ha risparmiato nemmeno una donna di 94 anni che ha riportato gravi lesioni su tutto il corpo.

In serata migliaia di persone si sono radunate nella piazza principale della città per dimostrare vicinanza e solidarietà alla giovane compagna al grido di “Jone Maite Zaittugu!” dimostrando ancora una volta la pronta reazione del popolo basco di fronte all’ennesima provocazione dello stato spagnolo.

 

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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