InfoAut
Immagine di copertina per il post

Il veleno della tecnologia uccide i lavoratori cinesi

Un problema di enorme portata dato che tre quarti della popolazione mondiale ha accesso ai cellulari, e che circa la metà di essi è prodotta in Cina, dove è consentito l’utilizzo, spesso senza adeguata protezione, del benzene, un solvente industriale vietato in molti paesi.
L’aumento della domanda di elettronica a basso costo è pagato a caro prezzo dai lavoratori cinesi, con la perdita della salute e della vita. Secondo le statistiche ufficiali del governo cinese ogni 5 ore un lavoratore è avvelenato da prodotti chimici tossici, per la maggior parte benzene, secondo gli esperti molti di più.
Le fabbriche di elettronica utilizzano oltre al benzene prodotti che sono tossine per il sistema riproduttivo come il toluene, e neurotossine come l’N-esano.
Nessuna merce prodotta nel sistema capitalistico, neppure un semplice cellulare, è inoffensiva in quanto frutto dello sfruttamento della forza lavoro, e dell’assoggettamento della vita umana al cieco profitto.

Per proteggere la salute dei salariati dell’elettronica esistono in realtà prodotti alternativi a quelli tossici, 626 secondo la lista stilata dall’organizzazione no-profit “Segretariato Internazionale per la Chimica”. Il costo dei loro sostituti si aggirerebbe su un misero dollaro per cellulare, a fronte di profitti miliardari intascati dal padronato. Ad es., nel 2013 Apple ha registrato profitti per $37MD!!!
La denuncia di questi omicidi bianchi comparsa originalmente sul sito della ong. Other Words è poi stata ripresa da grandi testate come Foreign Policy in Focus e da Asia Times, certo non per motivi umanitari ma per combattere la competizione “sleale” della Cina.
La Cina – capofila dei BRICS, i 5 maggiori paesi “emergenti” – è in realtà una grande potenza che già quest’anno si prevede superi il PIL Usa calcolato a parità di potere di acquisto. In competizione con l’India la Cina si è aggiudicata la sede della Banca di Sviluppo dei Brics istituita in occasione del sesto e più importante vertice riunito a metà luglio in Brasile. Banca di Sviluppo che rappresenta in prospettiva un’alternativa alla Banca Mondiale e all’FMI.

Le posizioni che il capitalismo cinese va conquistandosi a livello globale sono il frutto del plusvalore che estrae anzitutto dai salariati cinesi, dal loro supersfruttamento in condizioni di lavoro precarie subite per la mancanza o debolezza di un’organizzazione autonoma di classe. Il numero delle vittime di malattie professionali è aumentato negli ultimi anni in modo esponenziale, nel 2010 un nuovo caso diagnosticato ogni dieci minuti. Al di là del sindacato di Stato, ACFTU, esistono in Cina organizzazioni ong, come ad esempio Labour Action China (LAC) attiva soprattutto nel Sud, che forniscono ai lavoratori che vi si rivolgono strumenti culturali e organizzativi e para-legali a difesa dei loro diritti, anche nei confronti delle istituzioni governative. La rapida e violenta crescita del capitalismo cinese porta in ogni caso con se anche forti contraddizioni, che si riflettono nell’aumento delle proteste. LAC informa che dal 1996 al 2003 il numero annuale degli scioperi operai e delle proteste dei contadini è aumentato da 8700 a oltre 90 000, secondo alcuni ricercatori nel 2010 ci sarebbero state 180 000 manifestazioni di massa. È da prevedere che dall’esperienza di questi movimenti di lotta nasceranno e si rafforzeranno anche organizzazioni politiche di classe. Il gigante capitalistico cinese può generare un avversario di classe altrettanto potente che cercherà di abbatterlo.

Sintesi dell’inchiesta documentario



Il filmato inizia vantando l’esperienza di Apple nella produzione di prodotti elettronici capace di migliorare la vita di tutti coloro che li utilizzano, bambini cinesi che studiano o giocano, giovani occidentali, neri, orientali ripresi in varie attività di svago e di lavoro. La tecnologia che aiuta…
E poi la domanda: Chi ne paga il prezzo? seguono interviste a lavoratori dell’elettronica. Un ragazzo a circa 13 anni ha interrotto gli studi e abbandonato il villaggio per andare a lavorare, per integrare il salario guadagnato in miniera dal padre, e la madre sparita nella grande città alla ricerca di un lavoro. Le luci e i grattacieli di una grande metropoli, una ragazza di 14 anni entra in fabbrica, perché i genitori devono lavorare sodo un intero anno per pagarle gli studi.
In Cina ogni anno oltre 12 milioni di adolescenti se ne vanno da casa per trovare un lavoro, fanno parte dei 260 milioni di cinesi costretti a migrare dalle campagne per guadagnarsi da vivere. Poi la catena di montaggio di una fabbrica di cellulari, dalle 8 alle 23 … condizioni di lavoro insostenibili, polveri … ventilazione assente.
Un giovane operaio di 26 anni, dovrebbe essere il miglior periodo della sua vita, invece si ammala di una forma aggressiva di leucemia, causata dal benzene, un carcinogeno di prima categoria … un padre di famiglia in ospedale, stessa diagnosi … 28 trattamenti di chemioterapia, dolore alle ossa, come se migliaia di formiche lo stessero divorando… Un altro operaio ammalato, da sei anni in ospedale: mi sento prigioniero, sento che la vita è finita, non so proprio cosa fare. Ci sono voluti 19 mesi per dimostrare che la malattia era causata dal lavoro … ho mandato petizioni al governo, sono sempre state respinte. Il mio compagno di lavoro è stato chiamato dal capo, gli ha intimato di non dire agli altri operai perché ero ammalato.
Il primo ragazzo intervistato è ora in ospedale, gli è stata negato il riconoscimento di malattia professionale e di conseguenza il risarcimento. I suoi compagni di lavoro lo hanno accompagnato in ospedale, e gli pagano le cure. Ha lavorato tanto, troppo, per aiutare la madre, tutto però adesso è finito.
In Cina circa 200 milioni di salariati lavorano in condizioni pericolose.

da combat-coc.org

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

applecinagiovanilavorosfruttamento

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ricostruisce Gaza? Ricostruzione e resistenza indigena

Dopo il recente annuncio di Hamas di voler cedere il governo di Gaza al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza, sono riemerse con urgenza domande su chi plasmerà il futuro di Gaza e a quali condizioni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Lettere dal carcere di Ahmad Salem

Ahmad Salem, 24enne palestinese cresciuto in uno dei più grandi campi profughi palestinesi, Al-Baddawi, ha lasciato il paese per cercare un futuro. Dopo un primo passaggio in alcune città europee, è arrivato in Italia e si è presentato alla commissione territoriale di Campobasso per richiedere la protezione internazionale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi sono i New IRA nel 2026 e di cosa sono ancora capaci?

Il sequestro di una bomba contenente quasi 400 grammi di Semtex ha riacceso i riflettori sulla rete, sul reclutamento e sulla persistente minaccia rappresentata dal gruppo repubblicano dissidente.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

I coccodrilli di Ben Gvir sono l’ultima arma utilizzata da Israele nella sua guerra animale contro i palestinesi

Dagli scritti coloniali di Herzl ai cani da attacco, dai cinghiali alle prigioni con fossato di coccodrilli, gli animali sono stati a lungo impiegati nel progetto sionista per terrorizzare i palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Territorio infrastruttura di guerra: esce il secondo numero del bollettino “HUB”

Questo secondo numero di HUB raccoglie articoli e approfondimenti sui flussi bellici, sui nuovi investimenti nelle infrastrutture “civili” dual use, sulle fabbriche di armi e sulla loro filiera nei territori, con un approfondimento dedicato a Leonardo S.p.A.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La scintilla a Tell: come la Resistenza di un villaggio ha sconvolto la strategia israeliana in Cisgiordania

La Cisgiordania non rimarrà in silenzio per sempre; si solleverà nel momento e nel luogo scelti dal suo popolo, rendendo inutili le previsioni politiche convenzionali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

India: il movimento degli “scarafaggi” continua le mobilitazioni e si estende. Gli agricoltori si uniscono alla protesta

I giovani in India sono stanchi, ci sono disoccupazione e sotto-occupazione molto alte. Se il governo non tratterà seriamente sulle richieste concrete del movimento degli Scarafaggi, quest’ultimo dilaga.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Lo Stato penale divora lo Stato sociale: l’ennesimo decreto sicurezza criminalizza i giovani

Dalla povertà al disagio giovanile, dall’immigrazione alle periferie: ogni problema sociale viene trasformato in una questione di ordine pubblico. L’ultimo disegno di legge del governo Meloni ribalta un principio cardine della giustizia minorile e conferma una deriva in cui il carcere sostituisce il welfare e la repressione prende il posto delle politiche sociali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lunga frattura: presentazione del libro al campeggio di lotta a Venaus

La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Governo, istituzioni, cricche di potere: giù le mani dalla lotta dei disoccupati e delle disoccupate organizzati di Napoli

La lotta delle disoccupate e dei disoccupati organizzati di Napoli è ad un passaggio cruciale. E sostenerla attivamente è oggi un dovere per tutti quelli che non sono dei ciarlatani.
Vediamo perché.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Intelligenza Artificiale come «Macchina», «Iperindustrializzazione» e «Combinazione Attiva» alla luce della teoria della mercificazione dell’esperienza di Romano Alquati – di Emiliana Armano

l presente articolo propone una rilettura critica dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale attraverso alcune categorie analitiche elaborate da Romano Alquati (1935-2010), sociologo e intellettuale italiano tra i più originali del secondo Novecento. Alquati si autodefiniva «marxiano» — e non marxista — per distinguersi dai marxismi ortodossi e per indicare un rapporto diretto, critico e non canonizzato con l’opera di Marx: i suoi strumenti concettuali non vanno intesi come dottrina, ma come dispositivi analitici aperti, da ripensare continuamente alla luce delle trasformazioni del capitalismo.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO NELL’ECONOMIA DI GUERRA

DIRITTO DI SCIOPERO E LOTTE OPERAIE NELL’ECONOMIA DI GUERRA APPELLO PER UN’ASSEMBLEA DI TUTTE LE FORZE SINDACALI, SOCIALI E POLITICHE COMBATTIVE: Riprendiamo da Si Cobas sindacato intercategoriale – lavoratori autorganizzati : La delibera della Commissione di Garanzia dell’11 marzo, che colloca il settore della logistica sotto la Legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali, costituisce un […]

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Amendolara: mai più schiavi

Riprendiamo il comunicato pubblicato da Fem.in cosentine in lotta, Usb Reggio Calabria, Colpo Popolare, Addunati di Lamezia e La Base Cosenza in merito al corteo di ieri ad Amendolara in risposta alla strage da caporalato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’amor mio non muore

È difficile trovare parole quando nemmeno l’animo riesce a raccontare un sentimento come questo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Trump a Pechino da Xi Jinping

MercoledìTrump è volato in Cina per un vertice di alto profilo con il leader cinese Xi Jinping, accompagnato da diversi amministratori delegati: una delegazione di imprenditori di spicco provenienti da diversi settori, tra cui agricoltura, aviazione, veicoli elettrici e chip per l’intelligenza artificiale. Dopo due giorni, il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato Pechino affermando di aver concluso “accordi commerciali fantastici, ottimi per entrambi i paesi”, ma sono emersi pochi dettagli su ciò che le due superpotenze hanno concordato dal punto di vista commerciale.