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DIVERSI MEDIA ALTERNATIVI DELLO STATO SPAGNOLO SONO SOTTO ATTACCO INFORMATICO DA DIVERSI GIORNI

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Dallo scorso venerdì diversi media alternativi dello Stato spagnolo sono bersaglio di un attacco informatico che ancora oggi blocca a singhiozzi l’accesso ai loro siti. I progetti colpiti sono El Salto, La Marea, Kaosenlared, Arainfo e altri, tutte realtà che si appoggiano su Nodo50, fornitore di servizi Internet senza scopo di lucro autodefinitosi «un progetto autonomo di controinformazione telematica dedicato ai movimenti sociali». Questi server sono il principale supporto di rete di tantissime realtà di sinistra, antifasciste e anticapitaliste nel mondo ispanofono.

Di Pedro Castrillo

I server di Nodo50 stanno subendo un attacco di tipo DoS (Denial of Service), che consiste nella richiesta massiccia organizzata di accessi ad un determinato sito, in modo che le risorse del suo sistema informatico vengano esaurite, denegando così automaticamente qualsiasi altra richiesta di accesso.

Anche se questi enormi pacchetti di richieste di accesso provengono da fuori dello Stato spagnolo, si crede che l’attacco abbia in realtà un’origine locale. Ci sono sospetti che il responsabile ultimo (a livello organizzativo e di finanziamento) sia Steve Bannon, politologo e banchiere statunitense, ex direttore responsabile di un giornale online di estrema destra e «capo stratega della Casa Bianca» nell’amministrazione di Donald Trump.
Come curiosità, l’attacco è iniziato il 20 novembre, data della morte di Francisco Franco in cui solitamente vengono celebrati eventi di commemorazione e omaggio al dittatore nazionalcattolico. Una coincidenza oppure no, come il fatto che nel caso della rivista El Salto, la URL presa di mira non sia stata quella principale — l’home — ma quella della sezione «Capitalismo».

Oltre alle perdite economiche — di decine di migliaia di euro — causate dall’attacco, in un comunicato diffuso su twitter, La Marea ed El Salto hanno voluto rimarcare «le conseguenze politiche nella società» dell’attacco, derivate dal fatto di venire estromessi, seppure temporaneamente, dalla vita pubblica. «Non è la prima volta che si verifica un attacco del genere […] quest’azione e i suoi precedenti rappresentano un serio avviso per il futuro. La storia ci ha insegnato che l’informazione e la libertà sono i principali antidoti contro gli attacchi alla democrazia. In un contesto di crescita dei discorsi dell’odio è importante considerare che quelli che oggi sono solo discorsi, domani possono diventare decisioni politiche: mettere all’angolo chi disturba, limitando così la libertà di espressione e annullare le vie di comunicazione di coloro che sono impegnati per i diritti umani e usano il loro mestiere per informare su di loro e difenderli».

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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