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Colombia: FARC confermano cattura generale Alzate

Alzate è stato catturato domenica 16 novembre in una zona rurale vicino a Quibdo, la capitale della provincia occidentale di Choco, dove era a capo di una forza speciale dell’esercito, la Fuerzas de Tarea Cojunta. A quanto pare, Alzate si trovava nel Choco in abiti civili e senza una nutrita scorta armata, nonostante nell’area sia forte la presenza sia delle Farc che dell’Eln.

Ieri, martedì 18 novembre, il Bloque Ivan Rìos – braccio armato delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) aveva confermato in un comunicato (clicca qui) di avere in ostaggio il generale Rubén Darío Alzate Mora.Il Bloque specifica che il generale, trattenuto in buona salute, è a capo delle Fuerzas de Tarea Cojunta, struttura “disegnata dal Pentagono per la guerra frontale e controrivoluzionaria ai danni del popolo colombiano. Grandi sono le responsabilità pendenti del generale Alzate con la giustizia popolare”.

Il rapimento del generale aveva spinto il governo di Bogotá del presidente Santos a sospendere i colloqui di pace in corso con l’organizzazione armata marxista ormai da due anni all’Avana.

Nella notte italiana tra martedì 18 e mercoledì 19 novembre è arrivata la replica politica della delegazione Farc ai colloqui cubani: la “delegazione di pace” (clicca qui per la nota ufficiale) ha espresso la propria “sorpresa per l’annuncio del presidente Santos. Il confronto deve andare avanti, non può essere sottoposto a decisioni impulsive di un governo – dicono le Farc – che ha negato la possibilità di siglare una tregua o un armistizio realmente bilaterale che aiuti a raffreddare il conflitto”.

Abbiamo chiesto un commento sui fatti degli ultimi giorni in Colombia a compagne e compagni di “Nuova Colombia”, associazione di solidarieta’ nei confronti del popolo colombiano che dall’Italia appoggia “le organizzazioni contadine, studentesche, indigene, comunitarie, di lavoratori, di donne, ecc.che lottano per costruire una Nuova Colombia, in pace e con giustizia sociale”

 

Ascolta il commento di Lucio Bilangione, dell’associazione “Nuova Colombia”:

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da radiondaurto

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