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Accordo Libano-Israele, tregua o normalizzazione dell’occupazione?

Il 26 giugno a Washington, con la mediazione dell’amministrazione Trump, Israele e Libano hanno firmato un accordo quadro in 14 punti.

Da Radio Blackout

Il cuore del trattato prevede il disarmo totale di Hezbollah da parte dell’esercito libanese, che dovrebbe riacquisire il controllo del sud del paese. Tuttavia, il ritiro delle forze di occupazione sionista (IOF) avverrebbe solo dopo la verifica del disarmo da parte di Israele, con la concreta possibilità che questo non avvenga e che la fascia lungo il confine meridionale, la cosiddetta “zona cuscinetto” resti sotto occupazione sionista.

I giornali si sono affrettati a definire questa intesa come “primo passo verso la pace tra Beirut e Tel Aviv”, mentre le fazioni della resistenza libanese e palestinese l’hanno additata come “una resa a Israele“. Migliaia sono stati i/le manifestanti che sono scesi in piazza a Beirut, accusando il governo del presidente Joseph Aoun di aver ceduto alle pressioni di Washington.

Ne abbiamo parlato con Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri e giornalista per Il Manifesto.

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