
Città in guerra: dalla distruzione sistematica dello spazio urbano alla sua occupazione militare
Dalla Sarajevo degli anni 90 fino a Gaza, la guerra attraversa le città e le trasforma. I conflitti contemporanei assumono una dimensione sempre più urbana, sia nei teatri di guerra aperta sia nei contesti apparentemente in “pace”.
L’operazione militare israeliana contro Gaza ha dimostrato che i bombardamenti e le demolizioni puntano alla sistematica distruzione degli ambienti urbani come forma di punizione collettiva del “nemico esterno” e come strumento per mettere in difficoltà la sua ripresa. Alle nostre latitudini, invece, assistiamo progressivamente alla militarizzazione dello spazio pubblico, alla sorveglianza diffusa e all’imposizione sempre più frequente di “stati di eccezione”, strumenti da contesto bellico sistematicamente utilizzati contro il “nemico interno”. Dai quartieri di Torino pieni di forze dell’ordine e militari alle operazioni dell’ICE a Minneapolis, la distinzione tra guerra e mantenimento dell’ordine interno si assottiglia. È su questo terreno che si gioca oggi una parte decisiva dei conflitti metropolitani.
Ne abbiamo parlato con Francesco Chiodelli, autore del libro “Città in Guerra”.
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