
Flottilla: Israele dopo aver torturato gli attivisti e le attiviste li espelle, presidi e conferenze stampa
Rilasciati tutti gli attivisti delle flottiglie detenuti a Ktziot, della Global Sumud Flotilla e della Freedom Flotilla Coalition, nella tarda mattinata di giovedì.
In seguito al rilascio i racconti dei partecipanti alla missione verso Gaza danno il quadro del trattamento riservato da Israele durante il sequestro in acque internazionali e il fermo nelle strutture detentive: privazione delle necessità primarie, torture psicologiche e fisiche, abusi sessuali.
Ancora una volta la missione per rompere l’assedio ha avuto il pregio di rompere la cappa di silenzio mediatico imposta dalla narrazione nostrana riportando al centro le responsabilità dell’entità sionista e genocidaria quale è Israele.
La mobilitazione continua in vista dello sciopero del 29 maggio con chiamate allo sciopero che sottolineano la necessità di contrapporsi alla guerra, al genocidio in Palestina e di indicare le responsabilità del governo italiano negli impatti materiali ed economici che la guerra sta già imponendo.
Ripubblichiamo da Radio Onda d’Urto
Pestaggi, torture fisiche e psicologiche, proiettili di gomma sparati contro gli attivisti e le attiviste, uso del taser, molestie sessuali…Dario Salvetti e Antonella Buntu in una conferenza stampa tenutasi nello stabilimento ex GKN hanno raccontato cosa è successo a loro e agli altri componenti della Global Sumud Flotilla dopo essere stati sequestrati in acque internazionali dalla marina israeliana con l’azione di pirateria e terrorismo di stato. “Qualsiasi cosa che abbiamo vissuto non è nulla rispetto a quello che le palestinesi ed i palestinesi vivono quotidianamente; e noi l’abbiamo vissuto nel privilegio di sapere che prima o poi sarebbe finito, cosa che non è data ai palestinesi. Ringraziamo la resistenza palestinese e chiediamo il boicottaggio verso Israele.“
La registrazione della conferenza stampa
Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.












