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Brasile: i mondiali tra arresti, scioperi e proteste

Le motivazioni di questi arresti non sono nemmeno chiare dato che grazie alle leggi speciali sul terrorismo la polizia non è tenuta a fornire alcun chiarimento riguardo le accuse. È evidente però che gli arresti preventivi di ieri, che si sommano alle altre decine di misure cautelari e arresti, mirano a intimidire gli attivisti e a porre un freno alle manifestazioni previste per oggi in tutto il paese in concomitanza con la festa d’inaugurazione del campionato. Un tentativo del tutto futile dato che gli organizzatori hanno ribadito la loro ferma volontà a scendere in piazza, anche per i loro compagni arrestati.

Inoltre da mezzanotte ha preso via lo sciopero di 24 ore nei tre principali aeroporti di San Paolo. I lavoratori chiedono migliori condizioni lavorative, un adeguato orario e un aumento salariale. Lo sciopero è stato indetto dopo nove mesi di trattative, senza alcun esito, con i sindacati padronali.

In questo clima di terrore, con soldati che hanno militarizzato le città, arresti arbitrari e  per delitti d’opinione e persone lasciate in mezzo alla strada, tra qualche ora inizierà la cerimonia d’apertura dei mondiali 2014. Di fatto però non c’è nulla da festeggiare.

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