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Il 30 ottobre scendiamo in piazza uniti!

Il 30 ottobre sarà sciopero generale. Sarà una grande occasione per tornare in piazza, in tanti e tante, in tutte le piazze d’Italia per far sentire la voce di questo grande movimento che sta nascendo contro la guerra e il carovita. Grazie all’Unione Sindacale di Base ci sarà la possibilità per molti di poter scioperare e non entrare a lavoro e a scuola. 

Gli studenti bloccano e occupano le scuole da settimane  scendendo in strada a migliaia.  A Milano, Torino, Bologna, Brescia e in tante altre città e paesi i giovani hanno travolto le strade con la propria vitalità, voglia di contare e farsi sentire. I giovani di questo paese stanno mostrando a tutti che per essere ascoltati bisogna essere visibili: bisogna destare clamore. Intanto, al Sud, gli autotrasportatori e gli agricoltori hanno bloccato le autostrade e i rifornimenti della grande distribuzione per difendere il loro lavoro e la loro dignità. Il 30 ottobre sarà l’occasione per unire queste lotte: generazioni diverse ma con gli stessi problemi e gli stessi nemici.

Oggi, a mettersi in movimento, sono masse di persone in Francia, Spagna, Albania, Italia e questo fa tremare i potenti di ogni paese europeo e le élites che comandano l’Unione Europea. Tremano perchè dal basso arrivano richieste chiare: basta soldi per la guerra e il genocidio, basta alimentare la guerra in Ucraina, le risorse vadano per migliorare le condizioni di vita del popolo. Se il movimento avrà la forza di imporre queste richieste senza indietreggiare, l’intera architettura del loro potere può crollare. Anni di prese in giro verranno smascherate e soprattutto sarà possibile aprire un orizzonte collettivo in cui sapremo che dal basso si possono cambiare le cose. 

Il Governo Meloni, risponde alle proteste con razzismo e polizia, cerca di isolare i giovani che hanno dimostrato forza e un profondo senso politico di cos’è la lotta. Il nostro compito collettivo deve essere quello  di contrastare i tentativi di isolare e perimetrare la parte più importante di questo movimento: occorre costruire legami e difendere tutti i modi di stare in piazza. Perché che sia un blocco, un esproprio, una stazione occupata, un trattore in autostrada o un semplice corteo tutto sta contribuendo a far sentire forte la voce di chi sta in basso.

Invitiamo tutti e tutte a scendere in piazza il 30 ottobre, lasciando da parte le divisioni politiche tra organizzazioni e collettivi, la spontaneità delle piazze di queste settimane ci dimostra che l’unità e la forza sono già fra di noi. Organizziamoci insieme per bloccare tutta l’Italia. Blocchiamo i porti, le fabbriche, le autostrade, le scuole, le università. Obblighiamo il Governo, i politici, i padroni delle aziende, i presidi delle scuole, i rettori delle università a fare i conti con il popolo. 

Contro il carovita di guerra! Contro il Governo Meloni! Blocchiamo Tutto.

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