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Bilbao, in 80.000 per chiedere la fine della dispersione dei prigionieri politici

La mobilitazione, lanciata dallo slogan “NOW! Euskal Herria”, è iniziata intorno alle 17,50, una ventina di minuti più tardi del previsto, a causa della fortissima affluenza di persone che si sono riunite nel capoluogo basco da tutte le provincie di Euskal Herria, con nutrite delegazioni anche da Spagna, Francia, Catalogna, Irlanda, Kurdistan e Italia. I parenti dei prigionieri politici hanno aperto la manifestazione senza bandiere e in silenzio, mentre a poco a poco, le due colonne avanzavano lungo calle Autonomia e Hurtado de Amezaga.

Joseba Azkarraga, portavoce di Sare, ha espresso la speranza che questo evento “sia l’ultimo contro la dispersione” e ha sottolineato che sono stati “migliaia e migliaia i cittadini a mobilitarsi per una giusta causa, tutti hanno urlato silenziosamente che è giunto il momento di porre fine alla violazione dei diritti”.

Presenti in piazza tutte le anime della sinistra indipendentista basca, che hanno richiesto a gran voce una risoluzione immediata della questione. In un momento di evidente fragilità delle istituzioni spagnole, anche a fronte del referendum che appena due mesi fa ha portato milioni di catalani ad esprimersi a favore dell’indipendenza, la situazioni in Euskal Herria continua ad essere condizionata da una fortissima repressione. Da quando ETA ha dichiarato un cessate il fuoco permanente, infatti, la politica di Madrid non ha accennato a cambiare, soprattutto in materia di detenzione illegale dei militanti, che da sempre denunciano le torture e la folle politica penitenziaria dello Stato spagnolo.

Nella tarda serata, poi, circa un migliaio di persone hanno preso parte al corteo indetto da Amnistia ta Askatasuna (ATA) nel centro storico di Bilbao, scandendo slogan come “Sin amnistía no hay paz” per ribadire un’altra importante rivendicazione del movimento indipendentista basco.

 

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