InfoAut
Immagine di copertina per il post

Bijî YPJ! Bijî YPG!

E i curdi turchi lo sanno, certo che lo sanno, che se tornano poi c’è la polizia turca che li incarcera, perché li considera parte di un’organizzazione illegale. Sanno benissimo che per diverso tempo saranno in pericolo nelle loro terre. Tutti coloro che stanno dall’altra parte a difendere concretamente la loro terra, siano turchi, siriani o anche nelle decine di occidentali presenti, sanno che potrebbero rimanere bloccati dall’altra parte del confine per mesi se non anni, perché è sempre possibile che l’ISIS si prenda anche questo lato della città. Questi combattenti non solo sanno che potrebbero essere rapiti o morire, ma anche che potrebbero vedere i loro migliori amici.

Le informazioni ufficiali parlano di circa 1000 donne dentro le YPJ e qualche migliaio di uomini dentro le YPG. Qualcuno mi ha detto che è come la rivoluzione in Spagna. Qualcuno mi ha detto che è per la libertà. Qualcuno spiegava che è la guerra delle donne, che sono loro le protagoniste. Qualcuna, cantava canzoni (le canzoni dicono molto, da queste parti, dove praticamente l’unica canzone italiana che conoscono è bella ciao). Qualcuno combatte anche per poter parlare la propria lingua, e ancora una volta canta canzoni, perché quando era proibito scrivere o leggere in curdo era tramite le canzoni che si tramandavano le storie.

Qualcuno diceva che dentro l’ISIS ci sono tutti gli interessi occidentali, e vuole combatterlo per difendere la proposta fondamentalmente diversa che è rappresentata dal Rojava. Qualcuno difende la libertà del Rojava, appunto, la partecipazione diretta alle decisioni, l’antiautoritarismo. Qualcuno, spiega che il vero nemico dei curdi è Erdogan, e che l’ISIS è solo un suo riflesso. Qualcuno va perché le foto della sua casa, della sua famiglia, della sua gente, dei suoi animali…tornino ad esser vita reale. Qualcuno perché da il cambio al fratello, che è giusto che si riposi. Qualcuno, dice che comunque non riuscirebbe a vivere sapendo di non avere combattuto. Qualcuno combatte per i bambini, che alzano le due dita in segno di vittoria, e che urlano “Bijî YPJ! Bijî YPG!” (viva YPJ; viva YPG), perché sanno che è l’unica possibilità, per loro, di tornare a casa e non passare la vita come profughi.

E chi va a combattere, ma anche chi resta da questa parte in solidarietà, è “Heval”. “Heval” cerca di indovinare di cosa hai bisogno prima che tu lo chieda. “Heval” sta al tuo fianco quando sei malata. “Heval” porta aiuti per i profughi da Istanbul, o da Amet, o da qualsiasi altra città. “Heval” imbraccia un fucile e combatte. “Heval” sa che è importante condividere tutto. “Heval” non si declina al maschile o al femminile, è lo stesso per tutte/i. Se chiedi la traduzione di “Heval”, qui rispondono che significa amico. Il fatto è che qui ci si chiama con l’appellativo di “Heval” anche tra persone che non si conoscono. Tra persone che non parlano la stessa lingua (ma, si sa, l’essenziale non si comunica a parole). “Heval” si usa tra persone che sono accomunate da qualche cosa di più dell’essere amici. Da un obiettivo comune, molto molto concreto, che ha poco a che vedere col sogno e molto con la vita vissuta. La traduzione esatta di “Heval” è compagno/a, ed è una parola bellissima. “Heval” è già di per se una buona ragione per combattere.

E vorrei gridare in faccia a tutti questi buonisti, a cui la guerra sembra una cosa brutta perché non hanno ancora trovato la loro ragione per combattere, vorrei dichiarare di fronte a questi perbenisti che si sentono abbastanza in alto da giudicare negativamente qualsiasi arma od uniforme, che se io non sono dall’altra parte con un fucile in mano, forse è davvero solo perché ancora non amo la vita abbastanza. Non amo la vita abbastanza da rischiare di perderla per averne una che valga la pena di essere vissuta.

da libera-palestina.blogspot.it

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Isiskurdistanypg

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La tigre di carta: il fallimento della macchina da guerra americana da mille miliardi di dollari

 Il popolo americano ha fatto enormi sacrifici per finanziare questa macchina da guerra obsoleta, troppo costosa e inefficace. Molti hanno pagato con la vita, con l’integrità fisica o con la salute. Tutti noi paghiamo il costo della bellicosità dei nostri leader e dello sperpero sconsiderato della nostra ricchezza nazionale, che ci lascia privi dei sistemi di supporto fondamentali che i nostri vicini negli altri paesi sviluppati danno per scontati, dall’assistenza sanitaria universale gratuita e un’istruzione pubblica di qualità a salari dignitosi e ferie retribuite.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ricostruisce Gaza? Ricostruzione e resistenza indigena

Dopo il recente annuncio di Hamas di voler cedere il governo di Gaza al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza, sono riemerse con urgenza domande su chi plasmerà il futuro di Gaza e a quali condizioni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Lettere dal carcere di Ahmad Salem

Ahmad Salem, 24enne palestinese cresciuto in uno dei più grandi campi profughi palestinesi, Al-Baddawi, ha lasciato il paese per cercare un futuro. Dopo un primo passaggio in alcune città europee, è arrivato in Italia e si è presentato alla commissione territoriale di Campobasso per richiedere la protezione internazionale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi sono i New IRA nel 2026 e di cosa sono ancora capaci?

Il sequestro di una bomba contenente quasi 400 grammi di Semtex ha riacceso i riflettori sulla rete, sul reclutamento e sulla persistente minaccia rappresentata dal gruppo repubblicano dissidente.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

I coccodrilli di Ben Gvir sono l’ultima arma utilizzata da Israele nella sua guerra animale contro i palestinesi

Dagli scritti coloniali di Herzl ai cani da attacco, dai cinghiali alle prigioni con fossato di coccodrilli, gli animali sono stati a lungo impiegati nel progetto sionista per terrorizzare i palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Territorio infrastruttura di guerra: esce il secondo numero del bollettino “HUB”

Questo secondo numero di HUB raccoglie articoli e approfondimenti sui flussi bellici, sui nuovi investimenti nelle infrastrutture “civili” dual use, sulle fabbriche di armi e sulla loro filiera nei territori, con un approfondimento dedicato a Leonardo S.p.A.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La scintilla a Tell: come la Resistenza di un villaggio ha sconvolto la strategia israeliana in Cisgiordania

La Cisgiordania non rimarrà in silenzio per sempre; si solleverà nel momento e nel luogo scelti dal suo popolo, rendendo inutili le previsioni politiche convenzionali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

India: il movimento degli “scarafaggi” continua le mobilitazioni e si estende. Gli agricoltori si uniscono alla protesta

I giovani in India sono stanchi, ci sono disoccupazione e sotto-occupazione molto alte. Se il governo non tratterà seriamente sulle richieste concrete del movimento degli Scarafaggi, quest’ultimo dilaga.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Rojava: in partenza anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”

In partenza ieri, sabato 24 gennaio 2026, anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”, direzione: Rojava, Siria del nord-est.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La rivoluzione in Rojava è sotto attacco! Chiamata internazionalista per raggiungere il Nord-Est della Siria

“Questa è una guerra che ci è stata imposta. O una vita degna oppure un martirio onorevole”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

SIRIA. Aleppo, i miliziani legati alla Turchia sparano sui quartieri curdi

Le sparatorie cominciate il 22 dicembre, proseguite durante la notte, hanno ucciso due persone e ferito almeno 15 civili secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa siriana SANA.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Anche con l’avvenuto scioglimento del Pkk, la fine del conflitto curdo-turco appare lontana

Nonostante il PKK si sia auto-dissolto con il XII Congresso, da parte di Ankara non si assiste a comportamenti speculari.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pkk annunciato lo scioglimento della struttura organizzativa e la fine della lotta armata

Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, il Pkk, ha annunciato di avere tenuto a inizio maggio il 12/mo congresso, che ha deciso di sciogliere la struttura organizzativa e porre fine alla lotta armata.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Kurdistan: appello storico di Ocalan. “Tutti i gruppi devono deporre le armi e il PKK deve sciogliersi”

cL’atteso appello del leader e cofondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, Abdullah Ocalan, è stato diffuso oggi pomeriggio, giovedì 27 febbraio 2025, ma senza l’atteso video-messaggio, evidentemente bloccato da Ankara. A parlare quindi deputate-i del partito della sinistra curda e turca Dem che si sono recati recata sull’isola-carcere di Imrali, dove Ocalan è detenuto da 26 anni. […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

150 realtà politiche e sociali si incontrano a Vienna per la People’s Platform: alcune valutazioni sulla 3 giorni

Riprendiamo da RadioBlackout: Centinaia di organizzazioni politiche e sociali, per un totale di 800 delegati/e, si sono incontrate a Vienna tra il 14 ed il 16 febbraio in occasione della People’s Platform Europe. Si è trattato di un incontro internazionalista organizzato da collettivi e realtà vicine al movimento di liberazione curdo con l’obiettivo di creare […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’escalation di Erdogan contro il Rojava

La Turchia e le milizie islamiste filo-turche, in particolare l’Esercito nazionale siriano (SNA), stanno sfruttando lo spostamento di potere a Damasco per colpire le aree di autogoverno controllate dai curdi nella Siria settentrionale e orientale. Ankara giustifica queste azioni sostenendo che i gruppi che operano nella regione, in particolare le Unità di difesa popolare curde […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Gli USA minacciano la Siria: via le sanzioni solo se Damasco abbandonerà Teheran

Caduta Aleppo, si combatte intorno a Hama. Ieri migliaia di miliziani di Ha’yat Tahrir al Sham (Hts) e di altre formazioni jihadiste appoggiate dalla Turchia hanno ripreso ad avanzare verso la città un tempo roccaforte dell’islamismo sunnita. Incontrano la resistenza delle forze governative che sembrano aver in parte ricompattato i ranghi dopo il crollo ad […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Siria: jihadisti filo-turchi entrano ad Aleppo. Attacata anche la regione curda di Shehba

In Siria a partire dal 27 novembre, milizie jihadiste legate alla Turchia hanno lanciato un’offensiva dalla regione di Idlib e raggiungendo i quartieri occidentali di Aleppo. Come sottolinea ai nostri microfoni Jacopo Bindi, dell’Accademia della Modernità Democratica, l’Esercito nazionale siriano, responsabile di attacchi nella regione di Shehba, è strettamente legato ad Ankara. Questo gruppo, che […]