BERLINO: IL MOVIMENTO ANTAGONISTA E’ VIVO E RESISTE A SGOMBERI E PANDEMIA

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Il movimento antagonista berlinese stra esprimendo, nonostante le difficoltà materiali dovute alla pandemia da nuovo coronavirus, una vitalità e  capacità di mobilitazione che non si vedeva da tempo.

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Nel corso dell’ultimo anno in tutte le sue forme di proposta politica sui temi che da sempre sono nell’agenda di questa città, come antifascismo, ecologismo, internazionalismo e lotta alle speculazioni immobiliari (al quale si è aggiunta la lotta al “negazionismo” della pandemia), ha sempre messo in campo numeri e pratiche che lo rendono tra i movimenti più all’avanguardia in Europa.

Questo nonostante una situazione che vede spesso collettivi, spazi liberati e squat essere sotto attacco  sia degli interessi privati che  istituzionali.

Nel corso di questo ultimo anno sono diversi gli sgomberi di spazi, spesso protagonisti di esperienze ultradecennali, messi a segno nella capitale tedesca, al quale comunque si sono registrate risposte di massa e radicali.

Ci offre un quadro di questo ultimo anno di mobilitazioni una compagna italiana che vive a Berlino con la quale parliamo anche dei rapporti tra il movimento e la giunta rosso – rosso – verde che guida la città.

 

In particolare adesso sotto attacco e a rischio sgombero c’è una delle esperienze più conosciute in Europa: il Kopi Wagenplatz che da metà febbraio ufficialmente si trova a rischio sgombero e che sta preparandosi alla resistenza. Ce ne parla un compagno italiano che milita nel collettivo del Kopi.

Da Radio Onda d'Urto

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