InfoAut
Immagine di copertina per il post

Amazzonia, devastata dal coronavirus e dall’incuria dello Stato

||||

Laura Vicuña Pereira Manso

Nelle regioni amazzoniche e nelle periferie delle grandi città brasiliane la pandemia non ha fermato deforestazione e inquinamento. Le politiche di abbandono delle fasce di popolazione più fragili stanno favorendo la crescita di violenza e violazioni dei diritti. A tutto vantaggio delle elite al potere.

L’Amazzonia brasiliana sta vivendo un altro momento drammatico della sua storia. Innumerevoli massacri e atrocità sono stati commessi contro i popoli indigeni, così come da sempre è stata assente una vera politica pubblica per i popoli amazzonici: riberinhos, abitanti dei fiumi, seringheiros, raccoglitori di gomma, quilombolos, popoli di origine afro, e i molti migranti che popolavano questa terra.

L’Amazzonia è sempre stata una frontiera economica per i gruppi avidi di denaro e di potere che la sfruttavano, e continuano a sfruttarla, senza alcuna considerazione per le persone che vi abitano e le loro reali necessità.

La situazione è catastrofica per le innumerevoli comunità indigene di tutta la regione che già in passato hanno avuto la loro storia, i loro progetti di vita, interrotti da epidemie che hanno sterminato molti popoli, permettendo così libero accesso a potentati economici e colonizzatori che senza scrupoli hanno promosso una guerra biologica contro questi popoli, con la diffusione del morbillo, dell’influenza e di altre malattie letali per le popolazioni indigene.

Lo scenario che abbiamo oggi in Brasile non è affatto consolante, con un aumento costante dei casi di contaminazione e dei decessi per Covid-19. Ad oggi contiamo più di novemila morti confermate con uno spaventoso aumento dei decessi per problemi respiratori, ben al di sopra di quanto registrato nello stesso periodo dello scorso anno, che il governo non contabilizza come morti per coronavirus. Questa situazione caotica ha portato al crollo dell’intero sistema sanitario del paese, già prima precario.

In Amazzonia la situazione è la peggiore di tutto il Brasile; manca l´assistenza sanitaria di base e la situazione è molto preoccupante. Nella maggior parte delle città mancano i servizi essenziali di base come servizi igienici e unità di salute pubblica. Nella regione amazzonica si concentrano solo il 10% di questi servizi, rispetto al resto del paese.

Il caos che si è verificato negli stati di Amazonas, Amapá e Pará, soprattutto nelle capitali, è un esempio di ciò che può accadere negli altri stati dell’Amazzonia brasiliana e della regione Panamazonica, dove la povertà e la mancanza di politiche pubbliche sono simili. Di fronte a tale assenza dello stato di diritto, i sessantasette vescovi dell’Amazzonia brasiliana hanno pubblicato una nota in difesa della vita dei popoli indigeni e amazzonici.

I vescovi dichiarano pubblicamente che “i popoli tradizionali richiedono maggiore cura e un trattamento differenziato, assieme alle popolazioni urbane più fragili, soprattutto quelle che vivono nelle periferie delle grandi città”, e mettono in guardia: “La devastazione causata dal coronavirus e dalla crisi socio-ambientale, preannunciano l’immensa tragedia umanitaria causata dall’abbandono da parte delle autorità politiche regionali e nazionali”.

La pandemia ha infatti rivelato la mancanza di attenzione da parte delle istituzioni alle comunità più lontane in Amazzonia, nei centri urbani e nelle periferie, prive di politiche pubbliche. Per quanto riguarda i popoli indigeni la situazione non fa che peggiorare, perché oltre al problema sanitario stanno aumentando in modo sistematico anche le minacce ai leader e alle loro comunità, con un preoccupante incremento della violenza e delle violazioni dei diritti umani.

La pandemia agisce di pari passo con un governo che destabilizza l’intera nazione, la cui retorica favorisce il pregiudizio e la discriminazione, la mancanza di rispetto per la Costituzione e la democrazia. Questa politica nefasta e genocida, vuole consegnare al capitale economico internazionale i territori indigeni e le unità di conservazione ambientale.

Lo sta facendo anche grazie alla Misura Provvisoria 910/19 che il governo ha inviato al Congresso Nazionale. Una misura che legalizza l’accaparramento delle terre, la deforestazione e di conseguenza l’invasione e la devastazione delle terre indigene e dei territori tradizionali.

Purtroppo, gli invasori non sono in quarantena e con più voracità stanno deforestando la foresta amazzonica e contaminando le acque e la terra. L’inefficienza dello Stato brasiliano nel frenare questa azione della criminalità organizzata nella regione fa si che deforestazione e violenza siano aumentate in questi ultimi mesi. E le popolazioni indigene sono le più vulnerabili.

È necessario, oggi più che mai, unire gli sforzi per garantire l’integrità fisica e culturale dei popoli indigeni e, soprattutto, dei popoli isolati. E’ necessario moltiplicare gli sforzi, investire molte risorse per la protezione e il controllo permanente dei territori, limitando qualsiasi azione illecita da parte degli invasori.

8 maggio 2020

Nigrizia

Da Comitato Carlos Fonseca

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

amazzoniaCORONAVIRUS

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Federico II di Napoli: assemblea di massa in solidarietà con il popolo palestinese

Napoli venerdi 12 aprile, h 11.30. Dopo aver impedito al direttore di Repubblica Molinari di portare avanti la sua propaganda guerrafondaia, dopo aver occupato il rettorato, gli studenti della Federico II hanno costretto ad un tavolo il rettore Lorito.  L’aula Conforti della facoltà di Giurisprudenza è stracolma, parliamo almeno di 500 persone.  L’intervento d’apertura da […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Le elezioni USA: non solo uno scontro tra un “rimbambito” e un “delinquente”

Dopo il Super Tuesday del 5 marzo, la partita delle primarie presidenziali negli Stati Uniti si è chiusa con lo scontato risultato della vittoria di Biden da un lato e di Trump dall’altro, che quest’estate verranno incoronati quali candidati per la corsa del novembre 2024 nelle Conventions dei rispettivi partiti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Messico: non ci sarà paesaggio dopo la trasformazione

In un recente comunicato, l’Assemblea Comunitaria di Puente Maderas, Municipio de San Blas Atempa, Oaxaca, intitolato significativamente “Non ci sarà paesaggio dopo la trasformazione”, ribadisce il suo rifiuto fondato e il suo impegno di resistenza alla megaopera del Corridoio Interoceanico dell’Istmo di Tehuantepec.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’obiettivo finale di Netanyahu e le ambizioni regionali dell’estrema destra israeliana

Gli eventi degli ultimi giorni suggeriscono che potremmo vedere prendere forma l’obiettivo finale di Israele. Gli obiettivi del governo di estrema destra di Netanyahu non si limitano a Gaza: vuole conquistare tutta la Palestina e iniziare una guerra anche con Hezbollah e l’Iran.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Napoli: cariche alla manifestazione contro il concerto “in onore” dei 75 anni della NATO. 10 gli attivisti feriti

Scontri e feriti alla manifestazione contro la Nato e le politiche di guerra, 10 i manifestanti feriti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sudamerica: crisi diplomatica dopo l’assalto della polizia ecuadoregna all’ambasciata del Messico a Quito.

Il presidente messicano Obrador ha annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche con l’Ecuador, dopo che la polizia ha fatto irruzione nell’ambasciata messicana a Quito per arrestare l’ex vicepresidente Jorge Glas, legato all’ex presidente Correa, da tempo rifugiatosi in Europa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Raid israeliano a Damasco: un quadro degli attori e delle strategie nel conflitto in Medio Oriente.

Proviamo a dare un quadro del clamoroso attacco dell’esercito israeliano contro la sede consolare iraniana nella città di Damasco (Siria), avvenuto lunedì 1 aprile, a cui ha fatto seguito l’attacco israeliano contro i convogli umanitari della WCK del 2 aprile.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tribunale della libertà conferma gli arresti per Anan, Alì e Mansour

L’Italia conferma la propria collaborazione con il progetto israeliano di repressione della resistenza palestinese. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Alcune valutazioni post elezioni in Turchia.

Con Murat Cinar facciamo il punto sulle condizioni delle elezioni in Turchia e gli scontri tra popolazione e forze dell’ordine nei giorni immediatamente successivi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Turchia: Erdogan tenta di delegittimare la vittoria di Dem nel sud-est del paese. Manifestazioni e scontri

Proseguono i tentativi del sultano Erdogan e del suo partito AKP di delegittimare i risultati espressi nel voto per le elezioni amministrative del fine settimana.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

La deforestazione dell’Amazzonia: una bomba a orologeria per nuove pandemie

Sede della più grande biodiversità del pianeta, l’Amazzonia è anche una bomba a orologeria per la comparsa o la ricomparsa di malattie dal potenziale pandemico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Amazzonia: la periferia della periferia

L’Amazzonia è una sorta di enorme territorio di sacrificio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha ucciso Eduardo Mendua?

Eduardo Mendúa è stato ucciso il 26 febbraio. Membro della nazione A’i Cofán, dirigente del settore Relazioni Internazionali della CONAIE, si è distinto per la lotta contro le attività di estrazione del petrolio, nonché per la difesa dei diritti umani, dei diritti collettivi, dei diritti della Pachamama, ovverosia il suo territorio, dove sono ubicate parti importanti delle selve umide che rimangono.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Brasile: Lula demarcherà 13 terre indigene e la Germania mette a disposizione fondi per il Fondo Amazzonia

Il governo di Lula deve realizzare, nel primo mese del suo mandato, la demarcazione di terre indigene che avevano già pronta tutta la documentazione di omologazione, in attesa della misura, da parte del governo di Bolsonaro.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Neocolonialismo nell’Amazzonia brasiliana: il caso del colonialismo del carbonio a Portel

Un nuovo studio illustra il caso di un’iniziativa nel comune di Portel, nello stato del Pará, nell’Amazzonia brasiliana, che indica quello che può essere definito “colonialismo del carbonio”.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’impronta mennonita: i popoli indigeni denunciano lo sfratto, il traffico di terra e la distruzione delle loro foreste in America Latina

Abbiamo tradotto da Desinformemonos questo interessante articolo sulla deforestazione in America Latina. Il reportage si concentra sulla penetrazione delle comunità mennonite (una delle più importanti tendenze derivate dal credo anabattista) all’interno delle foreste del continente latino-americano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Lecco: Condannato delegato sindacale per aver denunciato i guasti della malasanità

Il Tribunale di Lecco ha condannato a 8 mesi di reclusione Francesco Scorzelli delegato sindacale dell’ USB Unione Sindacale Di Base. Aveva denunciato su Facebook e non solo all’inizio della pandemia di Covid-19 la disastrosa situazione della Sanità lombarda – nello specifico della ASST di Lecco – accusando l’operato di una dirigenza manifestamente e volutamente […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il virus della disuguaglianza

Il rapporto Oxfam: cresce in Italia e nel mondo la concentrazione delle ricchezze, aumenta il numero dei poveri Da PopOff Quotidiano di Checchino Antonini La pandemia, spiega la Ong Oxfam, «ha aggravato le condizioni economiche delle famiglie italiane e rischia di ampliare a breve e medio termine i divari economici e sociali preesistenti. Nel primo […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

CARCERE E COVID: AUMENTA IL NUMERO DI DETENUTI POSITIVI. SOVRAFFOLLAMENTO AL 114%

Nelle carceri, secondo i dati aggiornati a ieri dal report ministeriale gestione Coronavirus, siamo a circa 4.300 positivi tra personale penitenziario (1.646) e detenuti (2.625) rispetto ai 2.300 complessivi del 7 gennaio quando i detenuti positivi erano 1500. Secondo l’associazione Antigone “la variante Omicron ha portato ad un’impennata dei contagi anche in carcere, dove la […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

+/ UN INVITO/+ /IL/SISTEMA/E/L/IMMUNITÀ/

Riprendiamo, con un po’ di ritardo, questo interessante scritto di Azione Antifascista Roma Est, che sebbene venga da un substrato teorico leggermente dissimile al nostro, ci pare convincente nell’analisi dei fenomeni pandemici, mantenendo i livelli di complessità con cui ci troviamo ad interfacciarci. Il testo è frutto di un’inchiesta sul campo come si può notare […]