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Picchetto antisfratto “respinge” polizia e ufficiale giudiziario

La solidarietà sempre più attiva e partecipativa è riuscita a respingere l’arroganza degli ufficiali giudiziari e degli assistenti sociali che stavolta hanno dovuto rinviare lo sfratto al 5 settembre. Rispetto agli altri tre picchetti antisfratto che erano riusciti a rinviare soltanto di un mese il ritorno dell’ufficiale giudiziario, quello di stamani, rinviato di tre mesi, determina un passo indietro da parte di avvocati, tribunale e questura, che non hanno potuto eseguire lo sfratto di fronte alla rabbia ed al coraggio della famiglia stessa, a non abbandonare la casa senza che venisse trovata una soluzione concreta. Rispetto agli avvocati e sindacati inquilini che di fronte agli sfratti più duri consigliano di rinunciare a metterci la faccia e quindi a rinunciare a praticare il conflitto, il rapporto di forza messo in campo stamattina ha determinato, non solo il rinvio dello sfratto, ma è riuscito ad ottenere che la famiglia fosse inserita in una commissione di emergenza abitativa, che si svolgerà il 14 luglio. Un elemento importante che non si verificava da tempo e che può iniziare ad essere un precedente importante per tutti gli sfratti.

In tutti gli sfratti difesi dal Progetto Prendocasa e dalle famiglie sotto sfratto, l’unica soluzione offerta dalle Istituzioni era quella di un’ospitalità temporanea in un albergo privato a Stagno, in provincia di Livorno che non è neanche raggiungibile dai mezzi pubblici. Con l’inserimento della famiglia in Commissione Emergenza Abitativa si possono aprire spiragli per continuare la lotta al blocco degli sfratti per morosità.

Inoltre una Commissione Emergenza Sfratti, composta da Prefetto, Comune e Società della Salute e vari sindacati inquilini, si troverà il prossimo 2 luglio per discutere come intervenire in merito alla questione degli sfratti, data che potrà essere interessante dal punto di vista di nuove mobilitazioni.

Certi che non saranno mai esaustivi gli interventi delle Istituzioni a fronte delle 1200 udienze di sfratto in città, le mobilitazioni portate avanti in questi mesi con occupazioni temporanee di edifici pubblici sfitti e diversi presidi alla Società della Salute, sembra che abbiano fatto emergere il grande caso sociale e soltanto le lotte portate avanti direttamente da chi si trova a fare i conti con lo sfratto, potranno essere canalizzatore fondamentale del conflitto sociale per tutte le famiglie che ancora temono la visita degli ufficiali giudiziari.

Il prossimo appuntamento è per domani mattina, ancora per un nuovo sfratto nel quartiere di Cisanello.

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