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Un 25 aprile di lotta!

Da Torino a Pisa, passando per Milano e Roma la giornata del 25 aprile è stata partecipata in maniera significativa in tutta Italia. Proponiamo alcuni racconti della giornata.

dal Movimento No Base a Pisa

PER IL 25 APRILE LIBERIAMOCI DALLE BASI E DALLE GUERRE!

Ieri in mille abbiamo attraversato il nostro territorio militarizzato, per resistere a guerra e basi militari.

Siamo partitə da Camp Darby, arsenale americano da cui partono le bombe e gli esplosivi per le guerre in Iran, in Palestina, in Libano, ovunque nel mondo.

Mille voci si sono alzate, mille ragioni, mille volti, mille pensieri diversi e plurali uniti nell’obiettivo comune di fermare la guerra e resistere ogni giorno per costruire la pace.

Un nuovo passo è stato fatto: siamo tornatə insieme al presidio di Pace “Tre Pini”, l’abbiamo riaperto dopo lo sgombero per mano dell’Ateneo.

Siamo tornatə dieci volte di più di quantə eravamo la prima volta che l’abbiamo aperto: se loro attaccano e distruggono, noi costruiamo spazi di pace sempre più grandi.

Con la storia e la rabbia partigiana nel cuore, rilanciamo un percorso che sarà lungo: lottare per la pace bloccando la guerra laddove passa, disertando e scioperando dai suoi apparati, per difendere collettivamente le nostre vite.

Ora e sempre partigiani e partigiana della pace!

A Torino la fiaccolata del 24 sera ha visto uno spezzone sociale chiamato all’interno del percorso della Torino Partigiana di oltre 6 mila persone. Una partecipazione inedita, una grande voglia di esserci e di schierarsi contro la guerra. Al termine della manifestazione i giovani e le giovani dello spezzone sono saliti sul palco istituzionale per portare le proprie parole d’ordine: contro la guerra imperialista all’Iran, con la resistenza palestinese.

Il 25 aprile ha visto diversi cortei mattutini in diversi quartieri della città: tutti sono stati partecipati da migliaia di persone. Da Barriera a Valdocco a Vanchiglia: una città scesa in strada non per una commemorazione retorica ma per cogliere l’occasione di una data di ricordo per riattualizzare una memoria storica. In Vanchiglia il corteo è partito da via Balbo, alle spalle del centro sociale Askatasuna sgomberato a dicembre scorso e ancora militarizzato. Ha attraversato le vie del quartiere per poi tornare sotto il palazzo di corso Regina 47 con un momento di sonora battitura ai jersey ancora posizionati a sua protezione. Si è concluso con una grande giornata di socialità, popolare nelle vie e nella piazza del quartiere con un concerto e con un pranzo popolare. Al pomeriggio si è tenuto il tradizionale corteo del 25 aprile in San Paolo, anch’esso partecipato da tantissimi giovani e persone di ogni età.

da Milano riportiamo il punto di vista dei Giovani Palestinesi d’Italia

“Vittoria storica: fuori i sionisti dal corteo nazionale del 25 aprile!”

leri a Milano la storia l’ha scritta il popolo antifascista e antisionista!

La piazza di Milano ha cacciato lo spezzone sionista della Brigata Ebraica dal corteo nazionale del 25 aprile.

Una vittoria storica, conquistata dal basso, con la forza di un movimento che non si è piegato alla logica istituzionale e non ha accettato che il 25 aprile diventasse un palcoscenico per gli apologeti del genocidio.

Mostriamo solidarietà alla cittadinanza di Milano e ai membri dell’A.N.P.I. che hanno contribuito all’esclusione dello spezzone sionista dal corteo e a cui sono seguite false accuse di antisemitismo.

La città di Milano ha deciso da che parte stare, dalla parte del popolo Palestinese e della sua resistenza!

Per troppo tempo le istituzioni, dal Comune ai partiti, si sono inchinate al sionismo – hanno tollerato, normalizzato e coperto.

leri il popolo ha detto basta.

Ha tracciato una linea che non si cancella: da una parte chi porta avanti lo spirito della Resistenza, dall’altra chi marcia sotto le bandiere di un’entità genocida.

Non esiste via di mezzo.

Non esiste compromesso.

Come realtà palestinesi abbiamo quindi deciso di concludere in Piazza Duomo, cuore della città, per sancire insieme questa vittoria.

Perché appartiene a tutti noi: a chi ha lottato in questi mesi, a chi è sceso in piazza, ma soprattutto al popolo palestinese che resiste e che in questa giornata ha visto il proprio sacrificio riconosciuto da un movimento che non si arrende.

E da questa vittoria non ci fermiamo, anzi rilanciamo, con più forza e più determinazione di prima.

Il 16 maggio, per la Nakba, saremo di nuovo in piazza con un grande corteo nazionale a Milano, perché quella catastrofe non è finita 78 anni fa ma continua ogni giorno in Palestina.

E il 29 maggio sarà sciopero generale contro il genocidio e contro la guerra, e quel giorno torneremo a bloccare di nuovo tutto: fermeremo le città, fermeremo le fabbriche, fermeremo le merci di chi arma il massacro.

Perché la solidarietà con la Palestina non è un gesto simbolico, non è una bandiera da agitare e poi riporre:

è una scelta di campo radicale, è costruire concretamente le condizioni perché la resistenza vinca.

E la resistenza vincerà.

ANTIFASCISMO È ANTISIONISMO

Ora e  sempre  resistenza

A Roma il Quarticciolo ha ribadito l’importanza delle esperienze popolari dal basso.

“Lottare insieme per non lasciare nessun indietro con il percorso scolastico, ma allo stesso tempo rendere l’educazione politica attiva”.

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