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Genova, è scontro dopo la firma dell’accordo per l’Amt. In piazza il corteo contro le privatizzazioni

Dopo quattro ore di assemblea, che ha visto un’aula affollatissima e animata, la proposta è stata messa ai voti facendo spostare ai due lati della sala i favorevoli e i contrari e decretando poco dopo la vittoria dei favorevoli così come auspicato e caldeggiato a partire da questa mattina dai sindacati, che al termine della procedura hanno subito abbandonato la Sala Chiamata del porto dove, nel frattempo, è esplosa la dura reazione dei contrari, che ritengono l’accordo insufficiente dopo la straordinaria lotta esplosa a Genova negli ultimi giorni. Una parte della sala ha infatti messo in discussione anche la stessa modalità di votazione, sono riecheggiate urla di contestazione e di rabbia e qualche lavoratore ha significativamente stracciato la tessera del sindacato a sottolineare la delusione e l’insofferenza verso chi ha deciso di porre subito la parola fine a quanto si era mosso negli ultimi giorni.

Nel pomeriggio i primi autobus hanno ricominciato ad uscire dalle rimesse nelle quali erano rimasti bloccati da martedì ma una parte dei lavoratori ha deciso di proseguire lo sciopero. Nonostante l’accordo, è stato confermato anche il corteo indetto per oggi dal comitato cittadino contro la privatizzazione delle municipalizzate in solidarietà alla lotta dei lavoratori Amt. La manifestazione, composta da più di un migliaio di persone, è partita da Piazza Ferrari e sarebbe dovuta terminare in piazza Annunziata ma è poi proseguita verso Sampierdarena (dove si trova l’autorimessa degli autobus) su esplicita richiesta di alcuni lavoratori dell’Amt i quali hanno denunciato che l’azienda ha fatto partire i primi provvedimenti di precettazione individuale contro chi si rifiuta di tornare al lavoro (il che implica anche conseguenza penali individuali). Per rigettare questi provvedimenti il corteo si è quindi diretto verso l’autorimessa per organizzare un pichetto all’ingresso.

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