InfoAut
Immagine di copertina per il post

EsseNon: un primo traguardo, ora salviamo il parco!

||||

Riprendiamo dalla pagina facebook di EsseNon la riflessione sull’annuncio che è stata trovata una soluzione per evitare che il centro culturale Comala chiudesse a causa della costruzione della nuova Esselunga. La lotta però è ancora lunga…

In questi giorni la notizia riportata dai giornali cittadini è che gli spazi di Comala non subiranno modifiche e l’aula studio all’aperto più grande della città non verrà toccata. La strada di accesso ai camion che doveva passarci sopra è stata, infatti, spostata metri più in là, in base all’accordo raggiunto tra Comune ed Esselunga. Questo è un risultato molto importante per il percorso del comitato EsseNon e una bella notizia per Comala e per le centinaia di persone che la frequentano quotidianamente. Si tratta, infatti, della prima vittoria del movimento.

Sentiamo, tuttavia, la necessità di fare chiarezza su alcuni punti e di ripercorrere il percorso intrapreso da EsseNon in questi mesi.

EsseNon è un comitato nato a novembre scorso dall’attivazione di giovani, studenti e abitanti del quartiere che, di fronte all’ennesima svendita di un’area pubblica per la costruzione di supermercato, hanno deciso di mobilitarsi contro il progetto di trasformazione dell’area ex Westinghouse. Progetto che prevede la costruzione di un centro congressi in un’area industriale e la costruzione un grande supermercato Esselunga su un prato, e che avrebbe, inoltre, messo in pericolo gli spazi di Comala, uno dei pochi luoghi di socialità della zona.

Siamo partitƏ dalla difesa di Comala, minacciata dalla costruzione di una strada per i tir del per il supermercato, per poi mettere in discussione e contestare il progetto nel suo insieme. Abbiamo organizzato assemblee a cui hanno partecipato tantissime persone, abbiamo attraversato le strade e i mercati del quartiere per parlare e confrontarci con i residenti, stanchi di vedere sorgere sempre nuovi supermercati, abbiamo organizzato una passeggiata, violentemente repressa dalla polizia, abbiamo pedalato in centinaia per le strade del quartiere urlando che Esselunga qua non lo vuole nessun, abbiamo fatto vivere il parco con una festa di Carnevale, siamo andatƏ in università per discutere di trasformazioni urbane.

Grazie a questa attivazione dal basso, si è riusciti a raggiungere il primo obiettivo della mobilitazione, che aveva spinto tantissime persone a partecipare a un’assemblea pubblica una sera di novembre: far rivedere il progetto a Comune ed Esselunga, salvando gli spazi di Comala.

Tuttavia, la cementificazione del parco per costruire il centro commerciale non è stata messa in discussione in nessun modo. Infatti, l’altro punto su cui è necessario fare chiarezza è che il progetto nella sua interezza non è stato eliminato. Rimane in piedi la costruzione di un grande centro commerciale Esselunga (e di un centro congressi) che sorgerà nel Giardino Artiglieri della Montagna. Questo Giardino, con i suoi con i suoi alberi decennali ad alto fusto, è di grande rilevanza ambientale, in quanto rappresenta l’unica zona di verde in piena terra della Circoscrizione 3, dove la concentrazione di verde pubblico per abitante è la più bassa di tutta Torino. Esselunga andrà a distruggere completamente questo bene ambientale, che sorge in un quartiere che ne ha estremamente bisogno. Riteniamo che questo progetto sia inutile, nocivo per l’ambiente, dannoso per il commercio di prossimità e sicuramente non pensato per le persone che vivono il quartiere e la città.

Non accettiamo che le istituzioni sbandierino questo risultato come loro “vittoria”, non riconoscendo minimamente l’esistenza di un comitato, che dal basso, con il confronto e la lotta, si è messo a difesa di Comala e del parco che verrà cementificato. Troviamo pessime e fuori luogo le uscite di forze politiche locali che, pur definendosi ecologiste, rivendicano di aver salvato Comala, ma senza dare alcun valore alla mobilitazione degli ultimi mesi e ignorando la più grande criticità del progetto: la cementificazione di un prato.

La riqualificazione di quest’area è in linea con un’idea di città in cui regna la grande distribuzione, spariscono le aree verdi e non si investe nei servizi pubblici. Riteniamo che sia necessario opporsi a questo modello e seguire altri criteri, che tengano in conto i bisogni di cittadinƏ e residenti, mettano un freno al consumo di suolo e alla proliferazione della grande distribuzione.

Inoltre, da quanto emerso dalla cronaca cittadina, il progetto è legato a precise strategie politiche di (s)vendita delle aree pubbliche, tramite aste attualmente sottoposte al vaglio penale per la loro presunta illegittimità. È noto, infatti, che stia per iniziare un processo per turbativa d’asta nell’ambito dell’assegnazione dell’area di cui si discute.

Sta a noi confrontarci e mobilitarci per smascherare le fumose politiche speculative messe in atto dalle istituzioni che fanno solo gli interessi di grandi aziende. La nostra lotta collettiva va avanti, Esselunga non lo vogliamo e ci opporemo alla sua costruzione con le nostre idee, il nostro entusiasmo e prendendoci cura del Giardino Artiglieri da Montagna, dimenticato e abbandonato dall’amministrazione cittadina.

Invitiamo quindi tuttƏ a raggiungerci il 17 giugno per una giornata di Sport contro il cemento

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

esselungaESSENON

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

100 mila in piazza solo a Torino

Anche in occasione dello sciopero generale, chiamato grazie all’Unione Sindacale di Base, Torino ha saputo dare un segnale forte.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: Rivendicazioni della Sapienza Occupata. “Noi la guerra non la paghiamo”

Ripubblichiamo il comunicato del Collettivo Universitario Autonomo di Pisa in merito alle rivendicazioni dell’occupazione avvenuta a conclusione del corteo del 30 ottobre in occasione dello sciopero generale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Abbiamo la ragione e la forza

Nella giornata di ieri, 30 ottobre, abbiamo partecipato allo sciopero generale che ha coinvolto moltissime città in tutta Italia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Prendiamoci il futuro

Oltre 10mila persone sono scese in piazza a Livorno in occasione dello sciopero generale e dello sciopero internazionale dei porti contro carovita, guerra e riarmo. Oltre un milioni di persone scese in piazza in tutta Italia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Francia verso l’acte III

Il movimento contro il carovita e la crisi sociale in Francia non accenna ad arrestarsi.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate e deportate da Israele

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate lo scorso 22 ottobre dalle forze di occupazione israeliane a Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata, e successivamente espulse dal Paese.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Movimento 24 ottobre: la generazione Z rompe i divieti e si prende le piazze

Italia-Città blindate, quasi 5mila identificati, 371 fermati di cui 110 minorenni, 9 persone arrestate, tensioni e scontri in diverse piazze al termine di manifestazioni pacifiche molto partecipate.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma: alcune riflessioni sul corteo di ieri contro carovita ed economia di guerra

Ieri mattina il clima a Roma era surreale per giorni non avevano fatto altro che militarizzare sempre di pro la città e cercare di dissuadere le persone dallo scendere in piazza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino è contro riarmo, carovita e data center: più di 20 mila persone sfidano il Governo Meloni

In decine di migliaia ci siamo radunati in Piazza Castello, riempiendola fino a farla traboccare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Blocchi al porto di Livorno: la mobilitazione continua

Mentre lə lavoratorə e lə studentə in Europa e nel mondo, si ribellano contro un sistema che sfrutta e che schiaccia, e i perbenisti urlano alla violenza sulle vetrine, oggi arriva l’ennesima nave statunitense con rifornimenti militari per Sigonella.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Futuro senza futuro: nuovo PRG e verde urbano nella Torino della “riqualificazione”

«Torino ha l’ambizione di superare la contrapposizione asfittica tra innovazione competitiva e coesione sociale. E la tutela ambientale sarà la piattaforma orizzontale. Non cerchiamo modelli, saremo il modello»

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Urbanistica: cosa hanno in comune Milano e Torino?

Fa notizia in questi giorni (finalmente!) come una giunta sedicente di sinistra abbia stravolto la città di Milano, ma in realtà non molto diversa è la situazione di quell’altra metropoli del nord che è Torino.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Compaiono scritte per denunciare le falsità dei manifesti dell’amministrazione: la riqualificazione del Comune targata Politecnico non è verde!

Pubblichiamo il comunicato stampa congiunto a firma Comitato Salviamo il Meisino, Comitato Salviamo gli Alberi di Corso Belgio, EsseNon e Ecologia Politica Torino in merito a un’iniziativa per denunciare la narrazione falsa del Comune di Torino rispetto alla riqualificazione “verde” della città.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Esselunga di Firenze: qualcosa si muove

A due settimane dal crollo nel cantiere per la costruzione di un nuovo negozio Esselunga nel quartiere di Rifredi, che ha provocato la morte di cinque operai, la popolazione locale continua a mobilitarsi

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Firenze: crollo in un cantiere Esselunga. Cinque operai morti, lunedi sciopero sindacati di base

L’azienda committente e la ditta appaltatrice del crollo nel cantiere Esselunga a Firenze sono gli stessi degli incidenti avvenuti nel cantiere di un altro supermercato del gruppo lombardo della Gdo a Genova, nella zona di San Benigno

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Salone del libro Torino: interrotto intervento della ministra Roccella.

Interrotto l’intervento della ministra per la famiglia, Eugenia Roccella, nel padiglione della Regione Piemonte, da parte di diversi movimenti di Torino, da Extinction Rebellion a Non Una di Meno. “Siamo di fronte alla cecità di un governo che continua a investire in combustibili fossili e in politiche volte a restringere il diritto all’aborto” dichiarano le persone presenti. Molte le attiviste pedinate e perquisite senza motivo. Striscioni e sit-in anche all’esterno del Salone.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Lottare per difendere le aree verdi dalla cementificazione è di vitale importanza per preservare il nostro futuro

Il problema principale degli ultimi decenni è che la velocità con cui stiamo saccheggiando la natura non lascia il tempo a quest’ultima di rigenerarsi, disegnando, così, geografie di una distruzione che va accelerandosi, materializzando il concetto dell’Antropocene, l’epoca segnata dal massimo impatto dell’uomo sull’ambiente.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

EsseNon – Sgomberata la Laboratoria Ecologista in difesa del parco

Riprendiamo di seguito il comunicato di EsseNon sullo sgombero della ex-caserma La Marmora occupata pochi giorni fa contro l’ennesima costruzione di un centro commerciale e la cementificazione di uno dei pochi parchi di quell’area di Torino.