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A testa alta – Lettera aperta dal Quarticciolo

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In questi giorni abbiamo letto in rete e sentito in giro accuse infamanti nei confronti degli attivisti e degli abitanti del Quarticciolo, abbiamo sentito parlare di anni’20, di squadrismo, di spaccio. Non ci siamo mai premurati di rispondere a chi cerca di screditarci in questi due anni di attività.

Crediamo, però, che in questo caso possa valere la pena di mettere qualche puntino sulle i. Non tanto per chiarire come stanno le cose a chi si fa promotore di queste calunnie, quanto per evitare che chi non ci conosce possa dargli credito ( e per rigettare fermamente tutte le accuse che ci sono state mosse in questi giorni).

 

Nelle periferie romane il razzismo e lo squadrismo sono parole precise: negli ultimi anni abbiamo visto moltiplicarsi i banglatour, le fiaccolate contro i campi rom, le aggressioni ai compagni, le intimidazioni davanti le scuole, le azioni contro i centri di accoglienza, le sfilate delle organizzazioni neofasciste. Abbiamo visto e non siamo rimasti a guardare, abbiamo coltivato solidarietà nel deserto che avanza, abbiamo costruito intervento sociale fuori dalle 4 mura dei nostri spazi, ci siamo misurati con le difficoltà e le contraddizioni di questa fase pagandone spesso il prezzo in termini di denunce, perquisizioni e misure cautelari. Abbiamo fatto troppo poco per la gravità della situazione, abbiamo sbagliato molto e continueremo sperando di “sbagliare meglio”, ma siamo certi di star facendo tutto quello che è nelle nostre possibilità. Contro il razzismo e lo squadrismo combattiamo ogni giorno, chi sale sul pulpito dei social affibbiando etichette però, non lo abbiamo mai incontrato. Forse perché non hanno mai attraversato davvero questo quartiere? Altrimenti avrebbero potuto verificare la solidarietà e il sostegno che abbiamo dato alle vertenze dei lavoratori.

 

Le relazioni che abbiamo costruito con la gente del Quarticciolo sono il risultato di un lavoro quotidiano e costante: dello sport popolare, dei laboratori nelle scuole medie, delle feste in piazza, dello sportello legale, del corso di chitarra. In questi due anni abbiamo dato priorità al lavoro con i ragazzi più piccoli cercando di essere punto di riferimento per la borgata per una aggregazione non veicolata dallo spaccio o dal consumo. Lo abbiamo fatto senza guadagnarci un soldo (anzi molto spesso rimettendoci), togliendo tempo al lavoro, allo studio agli affetti. Lo facciamo senza sacrificarci, lo facciamo ridendo, lo facciamo perché è ciò che siamo. Chi ci sta intorno, dal Brasile a via Castellaneta, molto spesso se ne è accorto e per questo abbiamo legami solidi e amicizie profonde, che non sono state scalfite dalla macchina del fango messa in moto in questi giorni.

 

Le calunnie sono state alimentate in queste ore dalla difficoltà per chi non è in quartiere a capire cosa sta succedendo al Quarticciolo, la curiosità o la voglia di informarsi sono esigenze legittime, sono segnali di un’attenzione che è la base di ogni amicizia politica. Per questo vi invitiamo a passare dalle nostre parti, a farvi un giro per i bar e per le comitive della borgata, nessuno più di chi vive queste strade tutti i giorni vi può spiegare cosa sta succedendo e cosa è Red Lab Quarticciolo. Il nostro è un invito esplicito a informarsi senza passare dalle bacheche Facebook, dai quotidiani online, dalle chiacchiere tra compagni. La prima occasione buona è sabato 24 giugno quando saremo ancora una volta in piazza al Quarticciolo, per fare festa. In questo momento abbiamo bisogno di tutti, vi chiediamo di far girare queste poche righe, di pubblicizzare la festa di sabato prossimo. Vi chiediamo di esserci.   

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