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Otto tesi sulla Turistificazione

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Dossier a cura della redazione di Bologna di InfoAut sul tema della turistificazione, ovvero dei processi di ristrutturazione dello spazio urbano guidati dall’affermarsi dell’industria del turismo di massa. Il contributo, scaricabile qui, è pensato in vista del convegno “Per una critica della città globalizzata”, che sarà ospitato dal Laboratorio Crash di Bologna il 30/31 maggio a venire. Qui il programma del convegno, qui i contributi preparatori di Emilio Quadrelli e Giovanni Semi.

Il concetto di touristification, reso in lingua italiana con turistificazione, è salito in maniera rapida all’onore delle cronache nostrane negli ultimi tempi, grazie all’evidente impatto che l’industria turistica sta avendo nel ridefinire le nostre città in parallelo alla diffusione sempre più forte dell’utilizzo, come ospite o come ospitante, di portali come Airbnb, piuttosto che dei voli offerti da compagnie aeree low-cost come RyanAir. Tuttavia, la turistificazione è ancora qualcosa di difficilmente afferrabile in tutte le sue sfaccettature.

Una prima definizione minima potrebbe essere quella di concetto che racchiude al suo interno la molteplicità delle conseguenze del turismo di massa sulla ristrutturazione degli spazi urbani o di alcune loro sezioni. Indubbiamente molto vago: siamo ancora sprovvisti di una definizione utile a individuare, collegandole in un quadro interpretativo unico, tutte le tematiche che potrebbero essere riferite a una parolina sempre più in voga.

Nel dibattito accademico il concetto si è affermato in maniera forte nell’ultimo decennio, sviluppando le prime analisi e teorie (critiche e non) in merito alla più grande ondata nella storia di turismo di massa, dovuta all’emersione su scala planetaria di una possibilità inaudita di potersi muovere dai propri territori.

Proprio mentre paradossalmente (o no?) si blindavano sempre più le frontiere per alcune tipologie di persone, si è affermata sempre in maniera maggiore la possibilità di viaggiare verso lidi sconosciuti, fino all’esplosione dei flussi di turismo globali che che caratterizza il nostro mondo. Per autori come Marco d’Eramo, che nel suo “Il selfie del mondo” (Feltrinelli, 2017) ha studiato in profondità la questione, il turismo potrebbe essere pensato come la principale industria pesante del XXI secolo, a causa delle fortissime implicazioni sociali, politiche, ma anche spaziali, che porta intrinsecamente con sè.

Di conseguenza, ed è questo che ci interessa in maniera particolare, l’impatto del turismo in quanto fenomeno di massa è elemento da cogliere per poter innovare teoria e prassi politica dei movimenti sociali sul tema dell’urbano, della contesa dei suoi spazi, allargando e rinnovando quanto spesso espresso con l’etichetta “diritto alla città”.

Per evitare analisi troppo astratte, che rischiano di scadere in una generalizzazione slegata dalla dimensione reale, abbiamo provato ad affrontare il tema prendendo in esame alcuni casi specifici di processi di turistificazione. Partire da alcuni casi specifici è utile anche a costruire una definizione più ampia del concetto, tenendo in considerazione allo stesso tempo le peculiarità dei singoli contesti urbani e la riproposizione di alcune invarianti all’interno di questi.

Obiettivo di questo dossier è quello di verificare alcune ipotesi di ricerca sul tema dell’impatto del turismo di massa sulle trasformazioni dello spazio urbano, attraverso la discussione critica di saggi, articoli di giornale e di interviste raccolte con alcuni attivisti e/o docenti di diverse città europee come Atene, Barcellona, Berlino, Lisbona, Marsiglia e Parigi.

L’idea di costruirlo è nata dalla necessità di dotarci di una cassetta degli attrezzi sul tema della turistificazione nel momento in cui la città di Bologna è sconvolta da processi intensivi di ristrutturazione del suo volto e del suo spazio urbano affermatisi con l’utilizzo sempre più intenso dello scalo aeroportuale cittadino da parte di RyanAir, dalla brandizzazione della città costruita sulla valorizzazione della gastronomia locale, dall’aumento esponenziale di stanze e appartamenti messi in affitto breve su AirBnb, dalla costruzione di grandi opere infrastrutturali e commerciali come il Passante Nord, il People Mover, lo stesso FICO dell’imprenditore filo-renziano Farinetti.

Negli otto punti che compongono il dossier scaricabile, proviamo a far coincidere elementi di inchiesta e frammenti di teoria critica sul concetto di turistificazione. L’idea non è quella di offrire delle risposte e/o delle immediate indicazioni di azione politica rispetto alle domande che ci pone la ristrutturazione capitalistica del territorio e di cui stiamo ancora iniziando ad avere una prima esperienza, piuttosto quella di porre domande e di indicare punti su cui focalizzare la riflessione. Buona lettura.

 

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