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Due nuovi episodi di Radura in attesa della seconda stagione

Radura, il podcast sui conflitti nell’hinterland italiano festeggia il suo primo compleanno. Qui di seguito due nuovi episodi in attesa dell’inizio della seconda stagione con diverse novità.

11 Radura || Senza neve: la crisi climatica ed il turismo di massa

Questo inverno è stato arido. Un segnale chiaro che un certo modello di sviluppo e turismo legato alla montagna non è più sostenibile. Eppure le follie del capitale alla ricerca dell’ultimo giro di giostra non si arrestano: un esempio palese è il progetto dello Skydome di Cesana.

Ne abbiamo parlato con Maurizio Dematteis, giornalista ed autore di Inverno Liquido.

Qui la puntata.

12 Radura || Sul porto: guerra, lotte ed automazione

Il fronte del porto ha ripreso a ribollire da alcuni anni. Diversi sono i temi caldi del momento, ma in particolare andiamo ad esplorare con Riccardo dei CALP i motivi che li hanno spinti ad intraprendere la lotta contro il traffico di armi.

Qui la puntata.

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La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

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Il memorandum d’intesa siglato tra Usa e Iran, cristallizza su carta in 14 punti la complessità dell’evoluzione della guerra imperialista americana e israeliana. Va innanzitutto segnalata la vaghezza dell’accordo firmato. Tutti i punti sono più che altro una scaletta di lavoro per i negoziati che si dovrebbero tenere nei prossimi 60 giorni. Cessate il fuoco su tutti i fronti, soprattutto in Libano, scongelamento delle sanzioni e ipotetiche riparazioni di guerra americane, vago impegno iraniano a non sviluppare un’arma nucleare e infine sblocco di Hormuz, non si sa in che forme. 

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