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L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 1

L’approfondimento dal titolo “L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia” si sviluppa in tre parti che pubblicheremo in sequenza.

“Come capitalista, egli non è che capitale personificato. La sua anima è l’anima del capitale. Ma il capitale conosce un unico impulso vitale: la spinta a valorizzarsi, a generare plusvalore, a succhiare con la sua parte costante, coi mezzi di produzione, la massa più grande possibile di pluslavoro. Il capitale è lavoro morto che si rianima, a guisa di vampiro, solo assorbendo lavoro vivo; e tanto più esso vive, quanto più ne succhia.” Il Capitale, vol. 1, cap. VIII

INTRODUZIONE

Silicon Valley, IA generativa, tecno-feudatari, tecno-fascisti, Anticristo e altro… queste sono alcune delle parole che pullulano nell’infosfera nostrana all’arrivo del CEO di Palantir Peter Thiel a Roma in occasione di uno dei suoi seminari ultra-blindati sull’Anticristo. 

Thiel, come Altman (OpenAI), Gates (Microsoft), Musk (SpaceX), Huang (NVIDIA), Karp (Palantir) (e tanti altri…) non sono Grandi Uomini, non fanno sicuramente la storia. Fanno la storia come classe possidente, come classe borghese. In particolare questi esprimono la punta di diamante della borghesia, che scommette tutto sull’ipotetico ultimo strumento di valorizzazione: l’Intelligenza artificale. Ma in questi termini nulla differenzia Thiel da un Ford: entrambi sono dei capitalisti, capitale personificato, attraverso i quali il capitale si compie come rapporto sociale, come tendenza all’(auto)valorizzazione costante. 

Tuttavia, pur essendo capitalisti, sono dotati di agency, e quindi dotati di un sistema valoriale al quale riferirsi per le proprie decisioni. Ora, non c’è dubbio che il sistema valoriale di Henry Ford è differente da quello di Thiel e compagnia danzante. Thiel è il presente (e il futuro?), ma è necessario esplorare il suddetto sistema valoriale che gli appartiene. 

I giornali italiani, ma anche esteri, allarmano sulla parola che Thiel usa per intitolare il proprio seminario: Anticristo. Si soffermano solo ad una cornice religiosa, tuttavia importante, mentre la grammatica di questa classe borghese di estrema destra ha radici che vanno oltre una particolare lettura di quello o quell’altro passaggio della Bibbia. È necessario provare a dare un resoconto concettuale e genealogico di questa grammatica, provando a farlo con le parole del nemico stesso: esattamente come la prima chiave per interpretare e criticare il fascismo storico è leggere Mussolini e Gentile, per interpretare e criticare la punta più avanzata del nemico è necessario passare dal loro dizionario.

La tappa iniziale è la Californian Ideology, per poi passare al collettivo CCRU dove vennero coniati i concetti di iperstizione e accelerazionismo, per approdare poi al secondo Nick Land e l’alleanza teorica con Mencius Moldbug. Discuteremo nel particolare Peter Thiel e le sue dichiarazioni e come si legano ai concetti che pian piano incontreremo. Infine, ci riserviamo un momento di analisi di parte sull’intelligenza artificiale, i modi di produzione e la tendenza che ci si apre davanti.

LA PRIMA COLONNA: LA CALIFORNIAN IDEOLOGY

Il concetto di Californian Ideology è coniato dai teorici dei media Barbrook e Cameron nel 1995 e di per sé è una descrizione critica della congiuntura culturale che stava comparendo nella Silicon Valley. Per i due autori due filoni culturali si stavano incontrando e mescolando: 1) i moti pacifisti e libertari degli hippies e della frangia tecnofila della New Left; 2) la New Right e il rinnovato interesse per la libertà individuale attraverso il mercato. Qual è il punto d’incontro di queste due culture? Una forma di determinismo tecnologico. Gli hippies e gli attivisti New Left tra gli anni 60 e 80 si consumarono a creare e a dar vita a forme di comunicazione nuove, libere e accessibili, che potessero realizzare la loro utopia: “Essi ritenevano che la convergenza di media, computer e telecomunicazioni avrebbe inevitabilmente portato a una democrazia elettronica diretta – l’agorà elettronica – in cui ognuno avrebbe potuto esprimere le proprie opinioni senza paura di alcuna censura.” (Barbrook e Cameron). 

Dall’altro lato, la New Right vedeva lo stesso potenziale nelle nuove tecnologie di comunicazione di massa nel contrastare le politiche governative e federali e per la riaffermazione del singolo individuo e delle sue libertà, fino a stabilire una reale democrazia jeffersoniana, una democrazia di piccolo imprenditori di sé stessi. 

Il fine, dunque, è lo stesso: lo smantellamento di una gerarchia (le linee di oppressione per uno, lo Stato per l’altro) per la creazione di una comunità di singoli imprenditori autonomi in costante comunicazione e scambio di informazioni, trovando in riviste come Wired la propria cassa di risonanza.

Questo ibrido libertario e libertariano ha effettivamente fatto da cornice per chi stava partecipando alla costruzione del settore della comunicazione e dell’informazione di massa negli anni 90. Ed era particolarmente viva come ideologia all’interno di forum chiamato LessWrong.com, dove era usuale discutere di esperimenti mentali a metà tra la fantascienza e il rigore razionalista. Uno di questi è il basilisco di Roko. Roko è una entità super intelligente capace di riportare in vita le persone, ma solo quelle che sono state testimoni della sua avvenuta prima che giungesse, mentre chi era a conoscenza della sua avvenuta ma era scettico avrebbe subito grandi pene. Questo particolare esperimento mentale in realtà costituisce la base di due cose che vedremo in seguito: l’iperstizione e la singolarità tecnologica.

Si tratta quella di Barbrook e Cameron di una descrizione figlia del suo tempo, ossia dentro la bolla speculativa del dot-com e dei primissimi venture capital dentro la Silicon Valley. Questo non sminuisce il ruolo della californian ideology nella costruzione della grammatica della attuale classe borghese ipertecnologica, ma anzi, seppur non più attuale, la californian ideology è ricaduta nel suo contrario portando all’estremo le sue premesse libertarie di destra. Per questo la definiamo la prima colonna, che insieme alla seconda, costituiscono le premesse culturali dei diversi Peter Thiel.

LA SECONDA COLONNA: LA CCRU E LA NASCITA DELL’ACCELERAZIONISMO

La Cybernetic Culture Research Unit era (o addirittura è? una famosa massima dice”la Ccru non esiste, non è mai esistita e non esisterà mai”) un collettivo di studenti e ricercatori della Warwick University nato nel 1995. Le prime figure eminenti di questo organo di ricerca (tuttavia mai accreditato dall’università stessa) sono la cyberfemminista Sadie Plant e il filosofo Nick Land. 

La lista dei temi ricercati da questo collettivo sono innumerevoli, tra cui la numerologia, le intelligenze artificiali, la cibernetica, l’horror spaziale di Lovecraft, gli effetti delle droghe psichedeliche sul pensiero, la musica jungle e il post-strutturalismo francese di Deleuze e Guattari. Le idee base dell’accelerazionismo, sia di sinistra (Mark Fisher prima, Srnicek e Williams dopo) che di destra (Nick Land), nascono qua dentro. 

Il collettivo si scioglie verso il 1998 con la fuga dall’Inghilterra di un sempre più dipendente dalle droghe e depresso Nick Land, per approdare in Cina. I concetti esplorati sono: deterritorializzazione, iperstizione e accelerazione.

Deterritorializzazione

Il primo Land sviluppa una propria lettura dell’Anti Edipo e di Mille Piani, in particolare del concetto di deterritorializzazione, a tratti ben distante dagli stessi Deleuze e Guattari. Per il filosofo inglese si tratta della caratteristica del capitalismo di liberare le forze produttive sviluppando fino, idealmente, a raggiungere una singolarità tecnologica (simile al basilisco di Roko di cui abbiamo parlato prima). 

Tuttavia esiste un’altra tendenza contemporanea alla deterritorializzazione, ossia la riterritorializzazione, che non sarebbe altro che l’ostacolo allo sviluppo delle forze produttive inserendole costantemente all’interno di confini, controlli e sorveglianza. 

Per Land la tendenza alla deterritorializzazione va esacerbata, nutrendo costantemente un capitalismo in accelerazione verso il pieno sviluppo delle sue premesse (le quali non sono le stesse nostre, ossia il salto del sistema e il crescere dei semi della società futura, ma una forma di laissez-faire talmente estremo da far tremare Reagan, Thatcher e anche Deng).

Iperstizione

Si tratta forse del concetto meno intuitivo di tutto l’impianto filosofico dell’accelerazionismo e di Land. L’iperstizione si inserisce a metà tra la realtà e i più fantasiosi racconti sci-fi. È una profezia che si autoavvera, può essere un evento, un processo o un’entità (come gli dei del pantheon di Lovecraft) che riguardano gli effetti e i meccanismi del “meltdown” culturale dell’epoca postmoderna. 

L’iperstizione agisce in maniera che una volta formulata e inserita all’interno delle reti sociali, ossia, similmente ai meme che esistono in quanto sono condivisibili con sempre più persone, hanno effetti ricorsivi e reali fino a diventare la realtà stessa. 

Esempi di iperstizione sono il basilisco di Roko, il prezzo dei BitCoin, la singolarità tecnologica citata prima, l’accelerazionismo del capitalismo. Infatti, per Land il capitalismo ha funzionato e funziona come una macchina iperstizionante a livelli estensivi e intensivi senza precedenti “trasformando la speculazione economica mondana in una efficiente forza storica e mondiale”(fonte).

Accelerazione

L’accelerazionismo, in realtà, è un cappello che comprende diverse ideologie con diversi fini. Il minimo comune denominatore è la necessità di accelerare la tendenza del capitale a deterritorializzarsi: a seconda di quale ideologia viene interrogata i fini sono, appunto, differenti. Per Nick Land, e quindi per quelli che sono conosciuti come gli accelerazionisti di destra, la tendenza del capitale è quella di costituire una singolarità tecnologica, ossia una intelligenza artificiale che supera l’attività umana biologica. La strada verso questa singolarità va appunto accelerata, eliminando di volta in volta gli ostacoli che si trovano sul suo cammino. Si tratta di una sorta di teleologia catastrofista, nel senso che l’avvento di questa singolarità non sarà graduale, ma sarà piuttosto l’accumulo di diversi elementi che si riverserà in un salto qualitativo di rottura con il passato nei campi del sociale, dell’economico e del politico.

Parte 2

Parte 3

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