InfoAut
Immagine di copertina per il post

Il “popolo ignorante”, Trump e le nuove destre

La cultura, intesa come lo studio, la ricerca, l’informarsi, l’approfondire sono così nemici giurati poiché simbolo di una casta di privilegiati unicamente vista alla difesa delle proprie posizioni sociali, che utilizza quei saperi per difenderle e che costruisce con quella stessa cultura ideologie di delegittimazione di quell’”ignorante” che ora alza su la testa.

Una generica idea di “cultura” diviene cosi lo spartiacque tra condizioni esistenziali viste in aperta contrapposizione. La questione non è solo di sottobosco: è esplosa in maniera forte anche in editoriali molto letti, come questo di Gramellini sulla Stampa .

Pezzi di società non colti sarebbero in questa lettura esasperati da una società che li esclude in termini di possibilità, e invece di mendicare qualche briciola accumulano ed esprimono rancore contro i privilegiati la cui “cultura” è spesso accoppiata ad un tenore di vita non disprezzabile. Una lettura quella di Gramellini che come al solito si sofferma unicamente sul fare la morale a queste masse incolte che “sbagliano obiettivo” , votando Trump, Grillo o Le Pen.. e cosi facendo, Gramellini riproduce esattamente le stesse condizioni che danno carburante a questo processo, ponendosi come vecchio parruccone difensore della stabilità dei processi di esclusione sociale (quale del resto è).

Questo risentimento generazionale è espresso in maniera particolarmente lucida dall’ultima serie tv di Corrado Guzzanti, “Dov’è Mario?”, dove avviene lo sdoppiamento tra il maitre a penser della sinistra Mario Bambea e il suo alter ego Bizio Capoccetti. Il primo rappresenta il vecchio saggio filosofo di una “sinistra” in crisi di consenso, il secondo invece un comico da strapazzo,volgare cinico e sessista di quelli che riempiono il palco di trasmissioni come Colorado.

In un passaggio della serie, Mario Bambea, durante una trasmissione radio, viene accusato da un ascoltatore di essere preso per il culo da anni e anni da questi intellettuali parrucconi come lui, mentre nel frattempo la realtà sociale in termini di diritti e di cultura sprofonda sempre più e dove si impongono alla fama e al giubilo sociale personaggi orrendi come appunto Bizio Capoccetti. La scena simboleggia perfettamente il distacco tra un mondo e un altro, dove il primo segue vecchi canoni ormai sconfitti e il secondo è in perenne ricerca di riferimenti mentre è sempre più convinto del fallimento di quelli che aveva precedentemente.

Il fenomeno riguarda principalmente il mondo giovanile, specialmente quello che frequenta le scuole medie e superiori: è proprio qui che una retorica fatta di una società escludente e di assenza di immaginari allettanti si traduce in un nichilismo misto ad una rivendicazione positiva dei propri limiti; o delle proprie mancanze, per le quali sentono – giustamente! – di non avere alcuna colpa. Riguarda quindi tutta una fascia sociale che rispetto a questioni come l’attivismo politico o finanche il voto, non ha alcun interesse dato che quelle dimensioni sono viste alla meglio inutili, alla peggio come uno strumento di dominio sulle proprie vite, dinamiche che riproducono la loro subordinazione. Questi strumenti tornano interessanti solamente quando si abbattono con virulenza nella critica al “potere”, qualunque esso sia, visto come l’impersonificazione delle condizioni che portano a questa marginalizzazione. E chiunque riesca a indirizzarlo, a conquistarne il consenso, può contare su una enorme forza d’urto.

La vittoria di Trump alle elezioni Usa è uno splendido esempio di questo meccanismo: tutta una serie di segmenti della società, stigmatizzati dalla Clinton come “bifolchi” o “ignoranti”, hanno votato in massa l’”ignorante” Trump pur di dare uno schiaffone alla candidata democratica. Molto probabilmente, questi stessi soggetti sono stati negli ultimi anni inondati dalle retoriche gentiste di siti come Breitbart News, che negli Stati Uniti è specializzato nell’aggregare bufale di sapore gentista, meme semplicissimi che raccontano fatti mai accaduti, siti di (non)informazione dagli afflati complottisti e via via discorrendo. Su questo rinviamo a questo buon articolo. 

Un cloud mediale capace di rappresentarsi in alternativa ai media mainstream, immaginati contigui alla “cultura” ufficiale, e di essere ritenuti credibili a partire dalla contemporanea non credibilità di quello che le testate principali asseriscono. Il problema è che questi non sono soltanto generatori di notizie false o tendenziose, ma sono anche produttori di una cultura alternativa al “politically correct”: lotta al sessismo e al razzismo sono ad esempio considerate frivolezze intellettuali, e la finta ironia con cui si trattano alcuni temi (ripubblicazione di sextape rubati a modelle o presentatrici, musulmani chiamati kebabbari, messicani ladri e cinesi falsificatori) produce l’effetto di sedimentare visioni e comportamenti opposti che poi entrano nell’immaginario comune.

E il problema è che tutto questo non succede solo negli States: fatevi un giro su Calciatori Brutti, ChiamarsiBomber, Sesso Droga e Pastorizia…solo per fare alcuni nomi tra i più noti,su cui già alcune intelligenti considerazioni sono state espresse. Pagine da milioni di mi piace, likes e commenti che hanno un enorme appeal tra le fasce giovanili, e alle quali persino Salvini ha dedicato commenti di apprezzamento.

Perchè tutto ciò dovrebbe interessarci? Perchè avviene in un contesto di forte polarizzazione politica, dovuta alla crisi economica e sociale del nostro tempo, che fa perdere riferimenti e permette a nuovi “imprenditori politici” alla Trump di emergere. E non è escluso che qualcuno possa provare a replicare quel modello anche alle nostre latitudini, fondando parti del suo consenso anche sulla rivendicazione di questa “cultura ignorante”. Di conseguenza, non possiamo che prendere anche noi come punto di partenza dell’analisi questa crescente polarizzazione, questa diffusa sfiducia nella democrazia rappresentativa e nelle forze partitiche, e agirla sporcandoci le mani attraverso la presenza continuativa all’interno dei luoghi dove la cultura del “popolo ignorante” può attecchire e riprodursi!

Luoghi come le fabbriche della logistica, le scuole medie e superiori, i quartieri popolari vedono sempre più una compresenza tra migranti di prima/seconda/terza generazione e “indigeni”, sui quali è forte e presente una tendenza disgregatrice che punta ad attaccare la possibilità di una lettura comune delle proprie condizioni di sfruttamento. E’, molto banalmente, l’effetto delle retoriche gentiste simboleggiate dal classico “immigrati negli hotel dei 35 euro al giorno e italiani gettati fuori di casa e depredati a vantaggio del migrante”. 

Le ambivalenze, le difficoltà a far dialogare queste differenti figure impongono la necessità di non cedere di un millimetro rispetto a retoriche divisive, che rischiano di intensificarsi a partire dall’inasprimento dei processi di esclusione sociale. Basti pensare a quello che significherà nei prossimi mesi l’espulsione di decine e decine di nuclei familiari dalle case popolari sotto l’effetto del nuovo calcolo Isee.

Il rischio dell’esplodere di una rivendicazione identitaria, giocata sulla linea del colore e del “prima gli italiani” a partire dalla percezione di marginalizzazione sociale che è invece prima di tutto questione di classe, non può essere attaccata che attraverso un immaginario differente. Un immaginario basato su una alterità e che metta in luce l’obiettivo vero, la critica ad una società che utilizza la meritocrazia come strumento di marginalizzazione ed esclusione. Ma a questo immaginario è assolutamente ostile la retorica dell'”ignoranza”, che sotto la coltre di una presunta ironia non fa che riprodurre e diffondere, rendendoli “simpatici” e sdoganandoli, messaggi sessisti e xenofobi che a cascata si legittimano nella società a livello più ampio.

Questa situazione ci pone di fronte ad un dilemma: come riuscire a non lasciare queste fette di popolazione alla mercè di una possibile alt-right all’americana? Come non fare di tutta l’erba un fascio identificando questa nuova composizione con tutto il “popolo” stigmatizzandolo come ignorante, xenofobo e sessista, che è esattamente ciò che spera chi vi vede un enorme bacino elettorale per una “nuova destra”? E come allo stesso tempo farlo senza cedere sul terreno culturale ai modelli che questi stanno introiettando? Questa sfida lanciataci da un certo tipo di “cultura” che si sviluppa all’interno dei social networks, decisiva nell’orientare il voto americano, non deve essere sottovalutata…

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Blocchi al porto di Livorno: la mobilitazione continua

Mentre lə lavoratorə e lə studentə in Europa e nel mondo, si ribellano contro un sistema che sfrutta e che schiaccia, e i perbenisti urlano alla violenza sulle vetrine, oggi arriva l’ennesima nave statunitense con rifornimenti militari per Sigonella.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli espropri di Milano, i riot di Belfast, la guerra ibrida

L’impiego inflazionato del concetto di «guerra ibrida» nel dibattito pubblico impone una chiarificazione. Nella dottrina strategica e nella sociologia dei conflitti, la guerra ibrida (hybrid warfare) non indica qualsiasi turbolenza sociale che transiti per le reti digitali, bensì una precisa architettura offensiva e deliberata in cui un attore statale o para-statale  combina operazioni informative, guerra psicologica e manipolazione computazionale per destabilizzare un sistema bersaglio mantenendosi sotto la soglia dello scontro militare aperto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: dal 17 ottobre al 24 la mobilitazione contro guerra e carovita continua

Riprendiamo due contributi da Radio Blackout per restituire alcune voci della piazza del 17 ottobre a Torino contro il carovita e la guerra e il rilancio al corteo di sabato 24 ottobre da parte del gruppo Italiainpiazza17.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Crisi agroalimentare: i risicoltori lottano contro la speculazione energetica e gli aumenti dei costi di produzione

Abbiamo raccontato in più di un’occasione le vicende di Andrea (qui e qui) che da ormai quattro anni  difende i suoi terreni dal progetto di una stazione elettrica di connessione al servizio di una serie di parchi di agro-fotovoltaico previsti nel territorio di Carisio (Vercelli).

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Agricoltori e autotrasportatori campani: i blocchi e presidi continuano

Come viene riportato da questo articolo su Altra Agricoltura, l’obiettivo della giornata di oggi per gli agricoltori campani era quello di portare la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi all’attenzione della Regione:

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

«No Data Center»: maxi scritta di Extinction Rebellion sull’edificio in cui dovrebbe sorgere il più grande data center d’Italia

Extinction Rebellion ha realizzato delle enormi scritte “No Data Center” sullo stabilimento dismesso dell’ex Ilte e appeso uno striscione con la frase “Fermare l’ecocidio”.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il 30 ottobre scendiamo in piazza uniti!

Il 30 ottobre sarà sciopero generale. Sarà una grande occasione per tornare in piazza, in tanti e tante, in tutte le piazze d’Italia per far sentire la voce di questo grande movimento che sta nascendo contro la guerra e il carovita. Grazie all’Unione Sindacale di Base ci sarà la possibilità per molti di poter scioperare e non entrare a lavoro e a scuola.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cerignola si ferma contro il carovita

Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento, continueranno a farlo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Viminale identifica i camnionisti per rimuovere i presidi. “Non ci fermiamo”, i blocchi a sud continuano

Contro il caro-carburanti Scaffali vuoti in Calabria, Basilicata, Campania (bloccata la A1) e in alcuni casi anche in Puglia e Sicilia; in queste 2 ultime Regioni solo alcune sigle sindacali hanno ritirato i blocchi mentre il governo, per bocca del ministro Urso, ha iniziato a identificare i camionisti “per rimuovere tutti i presidi nelle prossime ore”. I primi numeri del Viminale parlano di 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo, oltre a disporre scorte di polizia per i tir non in blocco.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Scuola: mobilitazioni in tutta Italia, una dozzina le occupazioni a Firenze. Picchetto e occupazione al Porta Romana dopo l’aggressione di un custode

Continua a crescere la protesta nel mondo della scuola. Sono sempre più numerose quelle occupate contro il collasso della scuola pubblica, contro il dl Valditara e il tetto agli alunni di origine migrante nelle classi. Istituti occupati dagli studenti a Napoli, Bologna, Torino, Roma, Firenze e Cosenza. In altre scuole studenti e studentesse stanno dando vita a scioperi improvvisi e a macchia di leopardo. È successo a Legnano, nel Milanese, a Cesano Maderno (Monza-Brianza), a Iseo, in provincia di Brescia e a Trento, dove stamattina centinaia di studenti e studentesse stanno sfilando in corteo.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Spagna chiama Italia: casa e finanziarizzazione

La lotta per il diritto alla casa negli ultimi trent’anni è sempre stata un’invarianza della rigidità che le classi subalterne hanno imposto al potere nella più generale tendenza neo liberista di attacco alle condizioni materiali di vita delle persone.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il terreno sta cedendo? Lo yen, il dollaro e l’autunno caldo in Francia

Diciotto mesi fa, dopo la pubblicazione del nostro primo articolo, “Su un terreno instabile”, abbiamo ricevuto numerosi commenti da parte di lettori tanto benevoli quanto perplessi: che farsene di queste analisi e, in fin dei conti, a che pro tutto questo arrovellarsi il cervello?

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Carcere di Torino: cimici dei letti e condizioni degradanti. Il diario di un detenuto racconta la realtà del carcere

Ieri è stato sollevato in Consiglio Regionale il problema delle cimici dei letti all’interno della sezione maschile del carcere di Torino. La questione è uscita grazie a dei fogli di diario, alcuni passaggi sono stati letti anche in seduta di Consiglio.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Lottare nell’Antropocene: tossicità, grandi opere e conflitti territoriali

Se la crisi ecologica è una crepa nel sistema, quali strumenti di pratica e d’analisi possiamo usare per forzare la breccia? Quali categorie ci permettono una lettura del presente che colga nella catastrofe reali possibilità di conflitto?

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Smascherare il merito

Smascherare il merito è un’iniziativa che si è tenuta il 28 e 29 maggio 2026, due giorni di interventi e assemblee organizzati dallə studentə della Normale e della Sant’Anna, le scuole superiori universitarie di Pisa.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Acqua e Terre

Perché un’azienda italiana del comparto digitale sta comprando centrali idroelettriche e miniere?

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Chi ha parlato della fine del mondo?

All’inizio del mese di settembre, sul social network X è comparso un post di Jacob Coxon, ricercatore appena dimissionario dall’azienda di intelligenza artificiale Anthropic. Il testo annuncia le dimissioni e sostiene che un’intelligenza artificiale di tipo “forte” potrebbe sterminare l’umanità entro la fine del decennio.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Le nuove regole della Resistenza

Gli Houthi – o più propriamente Ansar Allah -, negli ultimi giorni hanno colpito e conquistato territori e isole fondamentali per il controllo dello stretto di Bab El-Mandeb, minacciando la chiusura alle petroliere saudite e paventando la possibilità di un inasprimento della crisi energetica globale, andando ad aggiungersi alle significative conseguenze del blocco di Hormuz.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Anatomia di un furto: noi e Navier-Stokes

In data 8 settembre, sul blog dell’azienda di intelligenza artificiale OpenAI è comparso un post il quale sostiene che un modello di IA generativa non disponibile al pubblico – ed evidentemente più potente del loro ultimo modello: GPT-6 Astra – abbia risolto le equazioni di Navier-Stokes, uno dei sette problemi del millennio.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dibattito su Imperialismo digitale @Blackout Fest 2026 con Dario Guarascio

Il saggio di Dario Guarascio “Imperialismo digitale” analizza la forma del capitalismo attuale a partire dalla militarizzazione del paradigma tecnologico. Di seguito ripubblichiamo il podcast del dibattito tenutosi al BlackoutFest 2026 e condiviso da Radio Blackout.