InfoAut
Immagine di copertina per il post

Il nemico interno e il silenzio della politica

All’appello è seguito un imbarazzante silenzio da parte delle autorità interpellate e della politica tutta, con l’eccezione di un noto senatore PD che una volta di più non ha perso occasione per coprirsi di ridicolo con le sue idiozie a 140 caratteri. Sollecitati nel merito di questioni importanti, quali gli impresentabili rapporti dell’Italia con paesi come la Turchia e l’Arabia Saudita, Renzi e il suo entourage diplomatico (gli stessi cui secondo qualcuno dovremmo affidare fiduciosi la gestione in via esclusiva di quanto sta accadendo nel quadro internazionale), hanno preferito trincerarsi dietro un emblematico muro di silenzio.

Diversa invece l’accoglienza che il video ha ricevuto sui media italiani, rispetto ai quali ci sembrano importanti alcune considerazioni: la decisione di alcune testate di rivelare l’identità del compagno in questione senza alcun assenso dell’interessato, oltre a essere scorretta, ha evidenziato una volta di più la povertà dei meccanismi che muovono le redazioni dei principali giornali italiani. Le esigenze di audience impongono di deviare la notizia verso dettagli morbosi, spoliticizzandola e svuotandola del messaggio per cui era nata. Non è importante approfondire il contesto in cui maturano le scelte di colui o colei che decide di mettere in gioco il proprio corpo nelle battaglie in cui crede, amplificarne il messaggio di denuncia o raccontare il movimento di cui fa parte: il giornalista italiano vuole sapere chi si cela dietro la maschera, che si tratti di un fazzoletto davanti a un cantiere a Chiomonte o di una kefia sul fronte contro l’ISIS, e andare a caccia di dettagli sulla sua vita privata.

È abbastanza sconfortante constatare come, a dispetto della disponibilità di inviati e di mezzi di cui dispongono, la maggior parte dei grossi mezzi di informazione sia schiacciata su un livello così basso e di “gossip”, quando non impegnata a fare vera e propria disinformazione e confusione su quanto accade in quei territori. Il tentativo di fare chiarezza, di individuare delle responsabilità e di costruire un’informazione di qualità ricade allora sulle spalle di chi ha fatto scelte come quella di Davide.

A questo proposito riportiamo le parole che lui stesso ha scritto sul proprio profilo nelle ultime ore: “Mi trovo nella sede dell’agenzia Anha News di Kobane, dove i giornalisti curdi tentano in condizioni estreme di fare informazione su ciò che accade. Ne approfitto per dire a tutti i giornalisti italiani che non rilascio interviste, l’importante è nel video e la mia vita privata non ha importanza in questo contesto. Dimostrate coraggio e rivolgete invece domande a Matteo Renzi, Federica Mogherini e Staffan de Mistura: loro devono delle spiegazioni, ma a loro nessuno chiede niente. Il lavoro del giornalista ha senso se sa sfidare i potenti. Rivolgere loro le domande che io pongo nel video è un dovere verso le popolazioni colpite, verso chi ha perso la vita negli attentati in Europa e verso i civili e i combattenti per la libertà che muoiono ogni ora sotto le violenze dell’Isis e i bombardamenti dell’esercito turco. Loro devono rispondere, noi dobbiamo resistere. Dimostrate che in Italia è possibile un’informazione libera!”.

A confondere poi ulteriormente le acque c’è la scelta di tutte le testate di parlare nei titoli di “foreign fighter”, un anglicismo solitamente usato per descrivere i miliziani che raggiungono lo Stato islamico, quasi a far passare il messaggio irricevibile che in fondo poco cambia partire per schierarsi dalla parte dell’Isis o da quella di chi lo combatte. La possibilità di compiere scelte nette come quella di Davide va screditata a priori come impropria perché mette in crisi la retorica rassicurante che ci vorrebbe impotenti e rassegnati di fronte alla complessità di certi fenomeni; secondo cui l’unico spazio che ci è concesso è al massimo quello di un po’ di opinionismo e indignazione da social network e per il resto non resta che aspettare fiduciosi che sia l’azione dei nostri governi a trovare una soluzione.

Il messaggio che ci viene lanciato dal Kurdistan è esattamente l’opposto: il nemico non è alle porte perché ce l’abbiamo già in casa, è chi ci governa qui in Italia e in Europa, sta a noi metterli davanti alle loro responsabilità. Il disimpegno, l’ignavia, il nascondersi dietro alla complessità dei fenomeni mediorientali per evitare di prendere posizione sono errori che non possiamo più permetterci. Sono comportamenti che si riflettono non solo sulle vite di migliaia di persone che stanno lottando per la propria libertà in Siria ma sulle nostre stesse vite qui in Occidente, questo ultimo anno e mezzo di attentati dovrebbe averci insegnato almeno questo.

Un’ultima postilla vorremmo dedicarla alle anime belle che in questi giorni si sono indignate per la presenza di un compagno in Kurdistan o per quella di un kalashnikov nel video, riducendo tutto a inutili chiacchiere su precedenti penali e pericolosità sociale. Lasciamo nuovamente che siano le parole di Davide a rispondere sul punto: “Repubblica ha scritto che adesso sarei latitante per la procura di Torino… Perché’? Perché mi contrappongo a persone che compiono continui massacri, responsabili dello stupro di migliaia di donne, che decapitano i bambini iracheni che ascoltano musica rock, che hanno riempito di 15.000 cadaveri fosse comuni in tutta la Siria, che hanno trucidato centinaia di civili inermi in Belgio e in Francia? Dicono che sono pericoloso perché ho in mano un Kalashnikov… Venite voi a trasportare i cadaveri smembrati dei vostri amici, a vederli morire dissanguati sotto i colpi delle mitragliatrici, venite voi nelle città dove ai prigionieri vengono asportati entrambi gli occhi con i coltelli, segate le gambe e le braccia… Ma di che parlate? Venite voi senza un’arma in mano. Nessuno può vivere in Siria senza un’arma, e combattere senza armi non si può. Lo stato italiano, l’ho già detto, pensi piuttosto a ciò che fanno i suoi alleati in questa regione… la Turchia, l’Arabia Saudita, il Qatar. Allora forse saprà distinguere tra la violenza inaudita messa in atto o propiziata dei suoi alleati e la violenza necessaria di chi lotta per la fine di questa barbarie”.

Davide, e tanti compagni con lui, stanno facendo il loro. Noi facciamo il nostro.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dalla dottrina Mitterrand alla perfida Albione, le mirabili acrobazie complottiste del giullare Fasanella

E’ uscita nelle librerie una nuova edizione di Che cosa sono le Br, Rcs, la lunga intervista che ventidue anni fa Giovanni Fasanella realizzò con Alberto Franceschini. Il volume viene riproposto al pubblico senza alcun aggiornamento critico del testo redatto nel 2004 e ormai ampiamente datato, nel quale l’ex brigatista dava ampio sfoggio della sua presa di distanze dal passato esercitandosi nel rito dell’autocritica (e della calunnia) degli altri.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Aziende di tutta la Silicon Valley, unitevi!

Qualche giorno fa l’azienda Palantir ha pubblicato sul proprio profilo X un manifesto in 22 punti su quanto riguarda società, Silicon Valley, tecnologia e gestione del potere. In realtà si tratta di una estrema sintesi del libro The technological Republic scritto a quattro mani da Alex Karp e Nicholas Zamiska.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ucraina, l’imperialismo e la sinistra.

In questa intervista con Rob Ferguson, il ricercatore e scrittore ucraino Volodymyr Ishchenko discute i nodi sorti nel suo libro Towards the Abyss: Ukraine from Maidan to War e altre pubblicazioni

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 3

Siamo partiti parlando di agency di questa parte della classe borghese, dei loro sistemi valoriali, fino a spingerci ad analizzare un CEO come Thiel. Tuttavia, non va persa la bussola per muoversi dentro questo marasma ultra-destro. Le tendenze del capitale, la sua necessità continua di rivoluzionare i propri strumenti di estrazione del valore, prescindono da qualsiasi nome e cognome, da qualsiasi nome d’azienda, da qualsiasi ideologia, rimane la stessa da secoli: lo sfruttamento del lavoro vivo separato dalle sue condizioni oggettive.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Albania tra crisi di potere e rappresentanza: uno sguardo più ampio

Pubblichiamo un contributo di Immigrital, Cua Torino e Cua Pisa in merito agli avvenimenti in Albania degli ultimi mesi.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Spunti contro la società pacificata

Riprendiamo questa intervista comparso originariamente su Machina.org in avvicinamento al Festival Altri Mondi Altri Modi che si terrà a Torino, quartiere Vanchiglia, a partire dal 22 aprile. In questa occasione un dibattito che si terrà dal titolo “Militarizzazione e Sicurezza nella Deriva Autoritaria” vedrà tra gli ospiti anche Enrico Gargiulo.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 2

Mencius Moldbug è lo pseudonimo di Curtis Guy Yarvin, un informatico, teorico politico e blogger statunitense. È il fondatore di Urbit finanziato tra gli altri da Peter Thiel stesso, oltreché essere un suo grande mentore (come il CEO di Palantir lo è di JD Vance).

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 1

L’approfondimento dal titolo “L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia” si sviluppa in tre parti che pubblicheremo in sequenza.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista all’Accademia della Modernità Democratica 

Abbiamo svolto questa intervista all’Accademia della Modernità Democratica per approfondire il contesto più ampio relativo alla guerra all’Iran e il punto di vista delle comunità curde sui territori coinvolti e che potenzialmente verranno coinvolti nelle dinamiche di guerra guerreggiata. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Youssef Boussoumah: “i militanti anti-imperialisti devono rispondere all’appuntamento con la storia”

Abbiamo svolto questa lunga intervista a Youssef Boussoumah, militante di lungo corso di estrema sinistra, anti-imperialista e decoloniale che oggi contribuisce al progetto di informazione autonoma Parole d’Honneur e di QG Décoloniale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Trump alle prese con Hormuz e papa Leone

La guerra di Trump all’Iran ha tutta l’aria di essere un fallimento per gli Stati Uniti: l’ultimo passo indietro rispetto al Project Freedom per sbloccare Hormuz ha dimostrato l’ennesima debolezza.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Opec (-) 1

In uno dei momenti più delicati dall’inizio dell’aggressione imperialista all’Iran, cominciano a sorgere delle fratture in seno alla principale alleanza politico-strategica ed economica del Medio Oriente.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla di nuovo in viaggio!

Come annunciato più volte la flottilla non si arrende!

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove

Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni?

Immagine di copertina per il post
Formazione

7 Maggio: Sciopero della scuola!

Domani, 7 Maggio, sarà sciopero del comparto scuola contro la riforma criminale degli istituti tecnici.
Di seguito riprendiamo il comunicato di indizione del Cobas scuola, in cui si spiega quanto sia centrale mobilitarsi insieme contro questo enorme attacco al mondo della scuola e della formazione. Ad essere favorite, come sempre, sono le logiche aziendaliste e di messa a lavoro degli studenti e delle studentesse.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Utili monstre per banche e aziende energetiche, pagano i consumatori. Schettino: “un’economia che si basa sull’antagonismo di classe”

Utili milionari per i colossi energetici e bancari. Profitti record anche per le aziende italiane, come Italgas che chiude il primo trimestre con ricavi in crescita del 44,1%, cioè 661milioni.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Meno tutela ambientale, più sicurezza per i monopoli energetici: le rinnovabili sotto scacco secondo Legambiente

A inizio marzo è uscito il nuovo Rapporto di Legambiente “Scacco matto alle rinnovabili 2026”. Come da qualche anno, presso la Fiera di Rimini KEY – The Energy Transition Expo, Legambiente riporta le proprie considerazioni riguardanti la “rinnovabilizzazione” dell’energia in Italia. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stretto di Hormuz: tra navi militari, missili, droni e propaganda il golfo Persico resta un pericolosissimo teatro bellico

Iran. Con il perdurare dello stallo dentro e attorno allo Stretto di Hormuz, nuovo pesante allarme Fmi sul caro energia che colpisce in particolare le classi popolari dell’Europa. “Con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perde 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”.