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28F: Sciopero Generale della Logistica. Il conflitto paga! [Audio-Video]

A Bologna e Modena bloccata la Granarolo! Ma è sciopero anche nel resto d’Italia!

Contemporaneamente alla giornata di sciopero generale della logistica, si è svolta in prefettura a Bologna una nuova fase della trattativa per il reintegro dei lavoratori della Granarolo. Rispetto ai precedenti incontri in cui non veniva posto sul tavolo niente di concreto, ma soltanto vaghe promesse e tempi incerti, questa volta si sono aperte  possibilità reali per arrivare ad un accordo che sia soddisfacente per i lavoratori.
Aldo Milani giudica questa trattativa come un momento assolutamente positivo e che pone un punto di vittoria nella lotta dei lavoratori e di tutti i solidali.
“La trattativa l’abbiam vinta perché si è spostata su un piano politico. – dichiara Aldo Milani in una intervista ai nostri microfoni – E’ una trattativa che rende evidente che non è possibile resistere soltanto sul piano sindacale”.
Questa lotta, come dichiarato dallo stesso sindacalista, apre un capitolo importante perché mostra che per vincere è importante riconnettere vari settori sociali e del lavoro.
Nei prossimi giorni il sindacato dovrà definire i dettagli dell’accordo che in linea di massima dovrebbe vedere il reintegro entro giugno dei lavoratori ex-soci della cooperativa in appalto alla LegaCoop mentre il ricollocamento in altre aziende o una liquidazione economica per i lavoratori della cooperativa in appalto alla Cogefrin.

 

 

IL RIEPILOGO DELLA GIORNATA:
E’ giornata di sciopero generale nazionale davanti ai cancelli della Logistica: confermati picchetti, blocchi e braccia incrociate da molte città di tutta la penisola. Oggi è il quinto sciopero nazionale del settore, un settore che vede ancora le condizioni dei lavoratori essere tra le peggiori nella scala occupazionale, in un contesto in cui alle prime vittorie in alcune vertenze si accompagna una ristrutturazione capitalistica che inizia a rimodellare la propria attività a seconda dell’intensità dei conflitti che si danno con scioperi e picchetti. Nel contratto nazionale della logistica, per fare un esempio, ancora non è previsto il pagamento dei primi 3 giorni di malattia: la battaglia per conquistare la dignità sul posto di lavoro è lungi dall’essere conclusa..

Sono le sei quando a Cadriano, frazione di Granarolo, nel bolognese, centinaia di facchini e solidali di collettivi e altre aziende si concentrano davanti ai cancelli della CTL/Granarolo, al consueto grido di “Granarolo Ladri!”. Ma si fa forte l’eco della battaglia bolognese in tante altre città: particolarmente importante il caso di Modena, in cui facchini di aziende quali TNT, Nuova Moscato, Menu hanno raggiunto i cancelli Granarolo nella prima provincia cittadina, attuando un picchetto con il quale si è impedita la possibilità per Granarolo di spostare a Modena l’attività produttiva giornaliera. Un momento importante di solidarietà che mostra la determinazione di tutto il settore della logistica nel voler porre fine alle angherie della Granarolo e del modello LegaCoop che ha appena raggiunto le poltrone governative sull’onda proprio di questa arroganza nei confronti nei lavoratori che tanto piace alla Troika.

Una giornata di lotta quella di oggi che abbiamo anche seguito con approfondimenti e dirette su RadioInfoaut. Qui puoi ascoltare gli audio registrati delle dirette dai picchetti!

E’ cominciata così la grande giornata di lotta ai cancelli della logistica, con lo sciopero indetto dal Sindacato intercategoriale Cobas, il primo da quando si è insediato il neo-Governo Renzi che, tra le altre cose, annovera appunto come Ministro del Lavoro l’ (ex)- presidente nazionale di Lega Coop Poletti, ossia il presidente di quella Lega che non è stata capace di rispettare l’accordo da lei stessa sottoscritto con il vecchio Prefetto di Bologna per il reintegro dei facchini della Granarolo ingiustamente licenziati.

E’ normale dunque che i primi discorsi scanditi al megafono siano rivolti anche contro il neo-ministro, che non a caso si trova ai posti di comando, rappresentando quel sistema cooperativistico basato sullo sfruttamento e la normalizzazione delle condizioni di precarietà che è riuscito in qualche modo sinora a darsi un’immagine di responsabilità etica e di attenzione verso i diritti quando in realtà è tra le prime realtà del Paese dove questi vengono sistematicamente calpestati e il razzismo istituzionale viene eretto a caposaldo delle relazioni contrattuali.

ore 18:30: il lungo pomeriggio di lotta all’ Interporto di Bologna si conclude, dopo la pressione fatta dai lavoratori all’ingresso dello stabilimento Artoni: scanditi cori ben udibili all’interno come “Vogliamo i facchini tutti fuori! Sciopero!”, poi il mini-corteo è ritornato verso l’ingresso dell’ Interporto, per poi sciogliersi con la promessa che se oggi era Sciopero Generale, le lotte vere si affrontano tutti i giorni, e il rilancio per la piazza di domani che vedrà scendere il migrantato per un primo marzo in cui la  lotta per diritti e dignità per antonomasia è proprio quella dei facchini della logistica. Alla fine della giornata di lotta è sopraggiunto anche il segretario del Si.Cobas Aldo Milani, reduce dalla trattativa, andata a segno, con il Prefetto di Bologna e le controparti della vertenza Granarolo, che ha commentato a caldo, lasciando poi anche delle dichiarazioni di natura strettamente politica. Testimonianza, ancora una volta, che se c’è la volontà di lottare i diritti si conquistano eccome, ma si conquistano solamente “a spinta“, andando oltre la semplice vertenza!

ore 17,30: prosegue il corteo dentro l’Interporto. Si grida “Assassini!” di fronte alla Camst, altro colosso dell’economia cooperativa bolognese che sfrutta le sue maestranze; si solidarizza con le lavoratrici licenziate dalla GrandiSalumi; si ricorda Gabriel, facchino morto sul lavoro qualche tempo fa. Si procede quindi nella lotta!

ore  17:00:  i manifestanti alzano la sbarra di ingresso ed entrano nell’ Interporto!

ore 16:45:  il picchetto davanti ai cancelli della Cogefrin (Interporto di Bologna) si trasforma in un corteo diretto all’imbocco dell’Interporto. Si susseguono interventi contro granarolo, LegaCoop e Poletti, neo-ministro del Lavoro; la celere si attesta a qualche decina di metri dietro al blocco compatto degli scioperanti.

ore 15:30 – 16:30 prosegue lo sciopero nazionale della logistica. Nel bolognese è partito il blocco dei tir in entrata e in uscita all’ Interporto: in pochi minuti code chilometriche lungo la strada. Ora il blocco continua all’altezza dei cancelli della Cogefrin,l’altra azienda coinvolta insieme a Granarolo, che avevano tutte e due in appalto i 51 facchini poi licenziati. Al grido di “sciopero, sciopero”, “Granarolo ladri”,” Cogefrin ladri!” si attende l’arrivo imminente di altri lavoratori e solidali che stanno sopraggiungendo a dar man forte. Sul posto sono sopraggiunti due reparti di carabinieri. E’ arrivato anche un furgone con tanto di impianto audio per dare ancor più voce durante questa splendida giornata di lotta! In picchetto dalle 6 ma si va ancora avanti, e come dicono in Val Susa: A sarà düra! (per loro)

ore 12: Anonymous Italy annuncia ora dal suo account twitter il TANGODOWN al sito http://www.granarolo.it …”e il sito della Lola non c’è più!”. Ancora una volta il conflitto sociale e la solidarietà si rilancia dalle strada alla rete e dalla rete alla strada! 

ore 9:30: gli scioperanti a Cadriano si spostano in blocco davanti al cancello principale della Granarolo. A Modena intanto una delegazione, tra cui alcuni facchini licenziati alla Granarolo di Bologna, sono stati fatti entrare nel magazzino modenese per parlare con la dirigenza Granarolo/Ctl della città. La richiesta è che i dirigenti facciano pressioni perché nella trattativa di oggi pomeriggio alla prefettura di Bologna, la Granarolo e Lega Coop portino delle proposte soddisfacenti per la riassunzione immediata degli operai. Nel caso in cui i manager non si comportino in questo modo il blocco ai cancelli della Granarolo di Modena continuerà. A Milano è arrivano notizie dallo sciopero alla DHL di Settala con adesione pressoché totale e blocco ai cancelli. La via principale di Settala è paralizzata.

ore 07:40: la celere tenta di sgomberare il picchetto all’ingresso principale del magazzino centrale della Granarolo a Cadriano. Ma il tentativo non riesce grazie anche all’arrivo tempestivo di altri scioperanti accorsi dall’ingresso (anch’esso bloccato!) della Zero4.

Intanto, numerosi interventi durante il blocco ribadiscono la solidarietà militante a Vincenzo del Laboratorio Crash!, costretto ai domiciliari in seguito ai fatti avvenuti durante il blocco dell’ingresso del centro Ikea di Casalecchio di Reno del 18 dicembre 2012.

 

ore 07:00: la celere arriva in forze dentro i cancelli della CTL, committente della Granarolo, a Cadriano, Bologna.

 

ore 06:30: Anche a Modena è blocco davanti ai cancelli della filale della Granarolo! Uno striscione eloquente recita: “LegaCoop al Governo.. lavoratori in lotta per la dignità e i diritti!”

 

 

 

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