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Atene: dichiarazione dei 15 arrestati del corteo motociclista antifa

 

“Oggi lo stato ha dichiarato l’inizio della guerra civile. Quelli che non periscono dalle coltellate fasciste vengono spediti in prigione dalle decisioni dei tribunali greci, decisioni degne dell’epoca della dittatura dei colonnelli. Invitiamo tutti i nostri compagni/persone in lotta e tutti coloro che pensano che DIGNITA’, SOLIDARIETA’, UGUAGLIANZA E LIBERTA’ non siano solo delle parole vuote ma un modo di vita a prendere piena coscienza del periodo storico che stiamo vivendo e ad agire di conseguenza.

LE IDEE non possono essere represse e non possono essere imprigionate.

I 15 antifascisti-antifasciste arrestati/e”.

 

“Sempre di più gli ultimi tempi si stanno moltiplicando i segni che gli ultimi “pretesti democratici” usati dallo stato cominciano ad apparire meno chiari, sono sempre più offuscati. E’ chiara la scelta dello stato per una repressione violenta nei confronti di quelli che hanno scelto la strada dello scontro diretto ma anche verso coloro che stanno semplicemente lottando e rivendicando l’evidenza. E’ evidente come sia ormai impossibile parlare e ragionare con gli stessi termini e schemi teorici utilizzati durante gli ultimi decenni. La crisi economica galoppante spinge sempre più cittadini nella povertà e la miseria mentre, parallelamente, cresce il cannibalismo sociale, la violenza classista, aumenta l’influenza sociale delle frange estremiste fasciste. Questi fenomeni sono indici di un ribollire sociale e nessuno può dire con certezza dove porterà e con quali modalità.

Di fronte ad una eventuale esplosione sociale TOTALE lo stato intensifica la repressione e rafforza il suo armamentario legale cercando di tenere sempre più oppositori come “ostaggi giudiziari”. Le sue tattiche sono le solite: divieto delle manifestazioni, repressione degli scioperi, dura violenza nei confronti dei manifestanti e scioperanti, pubblicazione di foto, identità e dati personali, sgomberi degli spazi occupati, invasioni poliziesche nelle scuole e nelle università, arresti, fermi preventivi….l’elenco e’ lungo come anche la perversità dell’azione statale repressiva……

 

Contemporaneamente vengono sostenute le bande fasciste incaricate della “pulizia” delle retrovie, spazi in cui non arriva facilmente la mano dello stato ufficiale. Insieme ai pogrom contro gli immigrati, la sinistra e gli anarchici, gli incendi di case, negozi e spazi autogestiti e occupati, gli accoltellamenti e i pestaggi, arriva la campagna orchestrata che presenta l’estrema destra come forza antisistemica, come una nuova proposta alternativa. Bisogna sempre scrivere in maiuscolo che il fascismo non ha MAI offerto qualcosa di nuovo alla società, e’ stato DA SEMPRE un sostegno dello stato e sopratutto nei periodi di crisi (economiche, politiche o sistemiche) si incaricava di sostenere le scelte del potere, ha cercato a guadagnare del tempo necessario per lo stato per far fronte e superare le scosse.

 

Partendo dalle nostre analisi sulla situazione sociale abbiamo deciso di partecipare come combattenti, anarchici/e, antifascisti/e al corteo motociclistico antifascista del 30/9, un corteo che e’ partito da piazza Exarchia e ha attraversato i quartieri nei quali negli ultimi tempi si sono verificati i più violenti attacchi razzisti/fascisti contro gli immigrati. Volevamo appoggiare gli immigrati, rompere il clima di paura instaurato, trasmettere forza e coraggio e contemporaneamente diffondere la proposta di auto-organizzazione e resistenza a tutte le persone che stanno vivendo sulla loro pelle il razzismo. Volevamo mostrare che non tutta la società greca e’ fascista e che esistono delle persone che continuano a lottare per L’UGUAGLIANZA, LA LIBERTA’, LA DIGNITA’, LA SOLIDARIETA’.

 

Il corteo e’ stato attaccato violentemente dalle forze di repressione e dopo i pestaggi sono state arrestate 15 persone che sono state torturate e detenute con delle accuse gravi. Non vogliamo in questa dichiarazione riportare i fatti successi dopo il nostro arresto e la detenzione per 5 giorni a GADA (la centrale della polizia di Atene), non vogliamo contribuire a creare una logica di vittimizzazione. Vogliamo solo spiegare a chi non l’ha ancora capito che lo stato ci sta attaccando usando tutti i mezzi possibili a sua disposizione, si tratta di una guerra apertamente dichiarata durante la quale ci saranno perdite e sofferenze. Consideriamo molto importante sottolineare il clima da guerra civile che stanno coltivando settori statali e organi istituzionali e tutti gli organi polizieschi. I continui riferimenti a “Grammos e Bitsi” (sono delle montagne dove si sono svolti dei combattimenti durante la guerra civile), alla guerra civile e i nostri nonni indicano chiaramente gli obiettivi della propaganda. Stanno cercando di terrorizzare le persone in lotta, spingerli in una condizione di illegalità e di paura (ci sono state minacce di “visite” al domicilio), minacce alla vita e diverse altre amenità…

 

Le autorità giudiziarie si stanno comportando in una maniera pienamente conforme alla logica da guerra civile e stanno dando una mano forte al tentativo di terrorizzare ed impaurire con le minacce di incarceramento e abolendo nella prassi le leggi che in teoria stanno applicando.

 

SICCOME….ce ne rendiamo conto dell’importanza del momento storico e del dovere dettato dalla nostra coscienza non possiamo fare a meno dal ribadire: MANCO UN PASSO INDIETRO!!! Siamo decisi ad organizzarci, raccogliere la sfida e rispondere ai colpi del potere. Vogliamo rafforzare i nuclei di resistenza e ogni movimento che lotta contro le barbarie che ci stanno imponendo.

 

“…durante questo cammino molti sono morti o sono rimasti prigionieri nelle mani del nemico, molti altri sono stati messi fuori combattimento oppure feriti e non potranno più partecipare alla lotta. E’ successo che il coraggio abbandonasse alcuni che si sono ritirati ma mai, oso dire mai, la nostra formazione ha deviato dalla nostra linea che punta dritta al cuore della catastrofe…”

 

SALUTI DI LOTTA AGLI ANTIFASCISTI ARRESTATI A PATRASSO, AI 4 COMPAGNI SOLIDALI ARRESTATI A EYELPIDWN E A TUTTI I COMPAGNI SOLIDALI CON NOI NELLA GRECIA E ALL’ESTERO.

 

NON E’ FINITO NIENTE, TUTTO CONTINUA.

 

I 15 anarchici/e, antifascisti/e, persone in lotta (alcuni di noi sono dei nipoti orgogliosi di banditi anarcocommunisti) [il termine anarcocomunista viene dalla terminologia da guerra civile utilizzata dal potere]

 

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