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Trieste antifascista. Martedì 19 Maggio manifestazione in contestazione del rito neofascista del Presente

Ripubblichiamo il comunicato dell’Assemblea Antifascista di Trieste dal canale Contro Vecchi e Nuovi Fascismi.

Ogni anno il 19 maggio in Via Paduina a Trieste si tiene l’unico rito neofascista del “Presente” della Regione Friuli Venezia Giulia, in cui impunemente decine di persone esibiscono il saluto fascista. 

Non è un caso: nel 1987 in quella esatta giornata il neofascista e picchiatore triestino Almerigo Grilz muore in Mozambico da mercenario al servizio della milizia RENAMO. In quel paese è presente per fungere da ufficio stampa al gruppo paramilitare, finanziato dalla Rhodesia e del governo dell’apartheid sudafricana in funzione anticomunista e divenuto tristemente noto per massacri, stupri e mutilazioni della popolazione civile e atti di violenza indiscriminata contro scuole ed ospedali. 

Dal 1988 a oggi, un gruppo neofascista chiamato “Nessuno resti indietro” si riunisce in Via Paduina, presso l’ex sede del Fronte della Gioventù, per “onorare” il loro “camerata caduto”, tra saluti nazisti e ritualità del ventennio fascista. 

In più occasioni a tale rito hanno partecipato personalità politiche ricoprenti importanti cariche pubbliche, come l’Assessore Regionale Fabio Scoccimarro che nel 2023 ha rivendicato la sua presenza al rito neofascista per ricordare “il giovane leader della destra parlamentare e amico, anzi fratello maggiore” assicurando che si sarebbe ripresentato anche gli anni successivi. 

Fin dalla sua morte il neofascismo triestino ha provato a fare di Almerigo Grilz il suo martire, cercando di pulire la sua figura attraverso la sua attività giornalistica. 

Nonostante l’estrema destra istituzionale proclami da anni che la sua figura sia stata dimenticata, è sufficiente una rapida cronistoria per dimostrare il contrario: per citare solo alcuni esempi nel 2002 l’amministrazione comunale di Trieste gli intitola una via del rione sloveno di Barcola; a più riprese vengono organizzate mostre e commemorazioni in spazi pubblici volte ad esaltare il “primo giornalista italiano caduto su un campo di battaglia dalla fine del Secondo conflitto”; nel 2023 gli viene intitolato un premio giornalistico dedicato ai “per i giornalisti under 40 che rischiano sul campo”; nel 2025 esce nelle sale “Albatross”, film biografico su Grilz finanziato con 1,5 milioni di fondi pubblici e incassante 36.000 euro al botteghino; nel 2026 il partito di governo istituisce il 3 maggio Giornata per i Giornalisti uccisi intitolandola in primis ad Almerigo Grilz.

Ogni anno quindi avviene una doppia celebrazione di Almerigo Grilz, inserita in una pericolosa ed efficace operazione di revisionismo storico: da un lato le istituzioni e la stampa guidate dai suoi ex camerati, Fabio Scoccimarro e Fausto Biloslavo tra tutti, sdoganano la sua figura politica neofascista puntando i riflettori sul suo ruolo di “giornalista morto per la verità; dall’altro il neofascismo di strada storico e attuale rivendica il passato squadrista e violento di Almerigo organizzando un rito fascista in pieno centro città. 

Per fare fronte a questa situazione si è svolta una partecipata assemblea pubblica antifascista, lunedì 11 maggio, nonostante il tentativo di censura da parte dell’Università sotto ordine del partito di governo Fratelli d’Italia. 

Da questo incontro è emersa la ferma decisione di costruire una risposta collettiva ed ampia contro i vecchi ed i nuovi fascismi, ponendosi come primo obiettivo quello di svelare un’operazione di revisionismo storico che unisce la riabilitazione del neofascismo del dopoguerra ai sedicenti postfascisti al potere. 

Oggi è stato presentato in Via Paduina 4, in una conferenza stampa, un appello alla mobilitazione rivolto alla città, alla società civile, alle istituzioni e ai membri della giuria del premio Grilz. 

Una chiamata volta ad esortare alla presa di posizione, contro l’indifferenza, verso un’operazione che dimostra come il neofascismo di strada possa saldarsi al potere istituzionale, dilagando incontrastato. 

Un invito che risulta ancora più significativo in questo anno dove cade l’anniversario dei 50 anni del processo ai Comandanti tedeschi della Risiera di San Sabba. Procedimento dove ricordiamo nessun collaborazionista è stato imputato.

Link Appello e raccolta firme: https://forms.gle/jaYQViQAQCj8eNh39

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