
Antifa: sentenza d’appello a Budapest, mentre Parigi conferma l’estradizione di Gino verso la Germania
Sentenza a Budapest, mercoledì 30 settembre 2026, nel processo d’appello ai danni di Maja T., Gabri e Anna, tre delle persone antifasciste nel mirino della repressione ungherese per aver partecipato – nel febbraio 2023 – alle manifestazioni contro il raduno neonazista del cosiddetto “Giorno dell’onore”.
Maja, persona non binaria tedesca, è stata condannata a 8 anni in primo grado, diventati ora 7 in appello. Gabriele, compagno italiano che si trova attualmente, libero, nel nostro Paese, era stato condannato in primo grado a 7 anni, diventati in appello 6. Anna, compagna tedesca oggi in Germania, in primo grado si era vista comminare 2 anni e mezzo; la sentenza d’appello ha confermato la condanna, ma con sospensione della pena carceraria. Il tribunale di Budapest ha chiesto alla Germania di farsi carico dell’esecuzione della pena di Maja. Cosa significa? L’aggiornamento da Budapest con la giornalista Marta Massa, di Merce, piattaforma di informazione della sinistra ungherese, collaboratrice del Manifesto.
La sentenza di Budapest arriva nello stesso giorno in cui la Corte di Cassazione francese ha rifiutato il ricorso presentato dalla difesa di Rezhino Gino, confermando l’estradizione del militante antifascista verso la Germania.”Se l’estradizione dovesse confermarsi”, scrive Free All Antifas Italy nel dare la notizia, “si teme che Berlino possa favorire la consegna di Gino ai tribunali ungheresi – dove è stato riconosciuto, anche dalla corte francese, un serio rischio di violazione dei suoi diritti”.
Per Gino e per tutte e tutti, oggi alle ore 18 corteo a Milano dal consolato ungherese a quello francese, con Free All Antifas e Comitato contro la repressione. Nik, del comitato contro la repressione di Milano, raggiunto poco prima delle iniziative del pomeriggio.
Giornata di iniziative fino dal mattino anche a Parigi, da dove avevamo sentito in mattinata Duccio, compagno solidale.
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