InfoAut
Immagine di copertina per il post

La bandiera rossa, la falce e il martello e l’Internazionale

||||
||||

Dalle sommosse dei contadini della Russia del XVII secolo giunge fino a noi il più antico dei nostri simboli, la bandiera rossa. Questa riappare nei moti operai di Lione del 1834, e durante la rivoluzione del 1848 viene issata sulle barricate di Parigi. La bandiera rossa veniva ed è usata tuttora come segnale di pericolo.

Nell’800 l’esercito inviato a reprimere i moti rivoluzionari la fissa sul terreno a indicare una linea invalicabile, superare tale linea voleva dire farsi ammazzare. Progressivamente questa bandiera è diventata sempre più rossa del sangue dei lavoratori, che la rivendicano come proprio simbolo. Durante la Comune di Parigi del 1871, come mostrano le fotografie dell’epoca, sventola sugli edifici pubblici, e da allora è la bandiera del popolo in lotta.

Il comunardo Eugene Pottier, un falegname di Lille, nel giugno 1871, quando a Parigi infuria il massacro dei comunardi, in un solaio di Montmartre scrive i versi de l’Internazionale. Pottier sfugge alla repressione ed alla condanna morte emessa a suo carico nel 1873, e si rifugia in America dove muore nel 1887.

Il poema l’Internazionale viene incluso nella raccolta “Chants révolutionnaires“, e Charles Gros, l’autore della “Marcia del I maggio“, allora professore a Lille ne dona una copia al gruppo di Lille del Parti ouvrier. Gustave Delory, sindaco socialista della città, rimane impressionato dal poema e chiede a Pierre Degeyter di musicarli. Questi è un compositore dilettante, membro e direttore della società musicale operaia della Lyre des travailleurs.

La musica dell’Internazionale viene composta in tre giorni da Degeyter al caffè “La Liberte“. Il 23 giugno 1888, nel corso di una festa popolare organizzata dal Parti ouvrier, la Lyre des travailleurs interpreta per la prima volta in pubblico l’inno rivoluzionario, che si diffonde velocemente. Nel 1910, al congresso internazionale di Copenhagen, 500 tra musicisti e coristi eseguono l’Internazionale: da quel momento diventa l’inno ufficiale del movimento operaio mondiale.

Alla fine del 1918 gli spartachisti tedeschi adottano un nuovo simbolo per salutarsi, il pugno chiuso, che deriva da un antico saluto dei gladiatori. Le dita rappresentano le divisioni sempre presenti nel movimento operaio, che, una volta superate con la lotta, diventano un potente strumento come il pugno. Fino alla Guerra di Spagna si saluta con il pugno chiuso portato vicino alla tempia, ad indicare che si ha l’idea comunista in testa. Dopo la Guerra di Spagna si è iniziato a salutare come oggi facciamo.

La falce e il martello vengono adottati come simbolo di unità tra i contadini e gli operai nel 1892, dal Partito dei Lavoratori di Andrea Costa. Questo partito è l’evoluzione del Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna, fondato dallo stesso Andrea Costa a Rimini nel 1882, che confluirà nel Partito socialista, portando in dote il simbolo della falce e martello, e che costituirà l’anima rivoluzionaria del PSI, quella che nel 1920 organizzerà il Convegno di Imola che, assieme al gruppo dell’Ordine Nuovo e a Bordiga, darà poi vita al PCd’I, infatti nel 1921 la III e la VI federazione per numero d’iscritti saranno Forlì e Ravenna. La falce e il martello sono orientati a sinistra perché è a sinistra che i rivoluzionari si siedono nelle assemblee elettive.

I bolscevichi adottano tutti i simboli precedenti e nella bandiera rossa inseriscono la falce e il martello e la stella a cinque punte, che sta ad indicare allo stesso tempo la stella polare del comunismo che è a sinistra, e i cinque continenti.

Il termine compagno trae origine da una parola del latino medievale che significa “colui con il quale condivido il pane”, ma anche “chi si sente legato da affinità spirituali o ne affronta la stessa sorte”.

Fonte: homolaicus

Guarda “”L’Internazionale” – Internationale in Italian“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Amendolara: mai più schiavi

Riprendiamo il comunicato pubblicato da Fem.in cosentine in lotta, Usb Reggio Calabria, Colpo Popolare, Addunati di Lamezia e La Base Cosenza in merito al corteo di ieri ad Amendolara in risposta alla strage da caporalato.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Sul Generale

Ad una settimana dal raduno nazionale del partito fondato dal Generale proviamo a ragionare attorno alla sua figura e alla traiettoria politica di Futuro Nazionale.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

In marcia per la difesa della Piana fiorentina

Sabato 16 maggio, Sesto Fiorentino. Erano un paio di migliaia a marciare per difendere “l’ultimo cuore verde rimasto nell’area metropolitana” di Firenze dal progetto di ampliamento dell’aeroporto di Peretola.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Due o tre cose che sappiamo di lei: la vittoria del PSG come assist per la strategia della tensione dello Stato (razzista) francese

Sabato 30 maggio, in seguito alla vittoria della Champions League da parte del Paris Saint-Germain, per alcune ore il centro di Parigi è stato teatro di disordini e scontri tra giovani tifosi e un numero esorbitante di forze dell’ordine. Prove generali di una strategia della tensione a sfondo razzista.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

SPECIALE ALBANIA – massicce proteste a Tirana contro la svendita dei territori e la corruzione della classe politica

Ennesima giornata di imponenti manifestazioni a Tirana, capitale dell’Albania, contro il governo guidato da Edi Rama, accusato di svendere il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sardegna: proteste agli aeroporti contro la presenza di turisti israeliani, compresi soldati e riservisti

Dal 28 maggio tre voli ogni settimana da Tel Aviv atterrano a Cagliari ed Alghero, trasportando decine di famiglie che alloggeranno poi in vari resort nella zona meridionale della Sardegna.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Per coloro che soddisfano le condizioni”, Una nuova pagina della mai realizzata abolizione dell’hukou

Traduciamo di seguito un articolo di Eli Friedman pubblicato sulla rivista Positions Politics nel giugno 2026. Il testo prende spunto dalla nuova direttiva del Consiglio di Stato cinese sui servizi pubblici nel luogo di residenza per interrogarsi su una questione che ritorna ciclicamente nel dibattito sulla Cina contemporanea: il sistema dell’hukou sta davvero per essere […]

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Il volto della finta transizione: speculazione, inganno politico e l’ombra dell’atomo

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo articolo che analizza alcuni aspetti centrali in ambito energetico: l’ipocrisia del sistema e l’assenza di pianificazione, l’assalto delle società energetiche a discapito dei beni comuni, la sottrazione al dibattito scientifico a beneficio della polarizzazione ideologica, la carenza dal punto di vista progettuale e l’ampio spazio lasciato alla speculazione e, infine, l’uso massiccio dei tamburi della propaganda. Il nucleare oggi viene posto come alternativa sostenibile in un discorso totalmente ipocrita sulla priorità da dare alle rinnovabili. Un controsenso tecnico, pratico e di completa mistificazione della realtà. Teniamo alta l’attenzione!

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Pisa: Appello per la libertà di lottare al fianco della Palestina, contro la guerra e contro i tentativi repressivi nella nostra città

In questi giorni cinquantaquattro persone che hanno partecipato al movimento per la Palestina nell’ultimo anno, hanno ricevuto le notifiche della conclusione delle indagini da parte della Questura di Pisa per le incredibili mobilitazioni di massa della scorsa estate e dell’autunno contro guerra e genocidio.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Amendolara, piana di Cerchiara: province di Bruxelles

La pira non fuma più. Si sentono però ancora le zaffate di carne, plastica e metalli combusti, intorno al rogo di Amendolara. Tutto ha ripreso a scorrere, a pochi passi dalla cenere. Sfrecciano furgoncini imbottiti di braccia umane sottocosto, s’innalzano nuvolette di erbicidi nei pescheti, agli incroci sostano gruppi di ragazzi col turbante, in attesa che qualcuno li prelevi e li porti sui campi di lavoro.