13 14 15 giugno 2014 – Incontro dei territori resistenti in Europa e nel Mediterraneo

Stampa

13 14 15 giugno 2014 – Incontro dei territori resistenti in Europa e nel Mediterraneo

Indietro non si torna. Per uno spazio comune di solidarietà e conflitto!


L’Europa si è sgretolata, masticata dalle fauci della finanza globale e di governi obbedienti che garantiscono l’ordine per cui pochi comandano e tutti gli altri producono, incatenati a una situazione di precarietà dilagante che tiene tutti quanti al proprio posto. La grande truffa della crisi pesa come un macigno sulle spalle di chi vive sfruttato, barcamenandosi di giorno in giorno per arrivare a fine mese. Per uscirne ci hanno detto che c’era una sola strada (un’altra volta there is no alternative), quella dell’austerita’, ovvero della distruzione progressiva del welfare state e della contemporanea crescita smisurata di una tassazione non progressiva che colpisce la stragrande maggioranza della popolazione.

Adesso mastichiamo i frutti amari di quella ricetta del “rigore”.

Il neoliberismo ha messo di fronte a tutti noi il suo fallimento, eppure identificare un nemico comune è qualcosa di estremamente complicato. Gli stati nazione non contano più nulla di fronte al potere della finanza globale, i confini esistono solo nel loro ruolo di regolatori del flusso del lavoro migrante, l’Europaeretta a fortezza è ormai incendiata da conflitti in cui si giocano gli interessi dei potenti sulle nostre spalle.

Nazionalismo e pericolosi rigurgiti reazionari agiscono sullo scontento di chi soffre, trasformando l’odio per per la Banca centrale Europea, le istituzioni tecnocratiche dell’Unione, la Merkel e il direttorio politico europeo. L’orizzonte di un mondo piu’ giusto tramite il conflitto sociale per l’eguaglianza rischia di essere soppiantata dalla carta di riserva del potere. Il ritorno multiforme del fascismo, il mito delle piccole o grandi patrie.

Se c’è qualcosa di chiaro in tutto questo è che tanto la crisi neoliberista e le sue ricette di austerity e sofferenza quanto il ritorno al nazionalismo come altra via d’uscita in realtà percorrono la stessa strada e ci portano nella stessa direzione: la cancellazione di diritti e libertà su scala globale.

Dopo anni in cui dalle rivolte nord africane alle acampade spagnole fino alla resistenza turca abbiamo visto nello spazio euromediterraneo esplodere la rabbia di chi non vuole più accettare la dittatura finanziaria si sente piu’ che mai l’esigenza di spazi di relazione e lotta comuni. Pensiamo che sia arrivata l’ora di cercare insieme la strada da percorrere, perchè su di una cosa siamo più che certi: indietro non si torna, non è certo guardando a un passato di mancanza di diritti che usciremo dalla crisi.

Non abbiamo nessuna intenzione di lasciar vincere la partita a chi soffia sul fuoco della guerra tra poveri, annebbiando la vista a chi cerca un nemico, trasformando la lotta contro il potere in una lotta fratricida del vicino contro il vicino, degli “autoctoni” contro i migranti, dei piccoli proprietari contro gli sfrattati, di chi attende una casa popolare contro chi occupa una casa vuota… e persino di un paese contro un altro.

Loro hanno preparato con cura il terreno di battaglia. Hanno distrutto la scuola pubblica, svendendola al mondo del mercato , facendo delle scuole e delle università uno strumento funzionale solo ai bisogni del mondo del lavoro. Un popolo ignorante è più facile da governare e sanno bene che chi non ha accesso all’istruzione non ha strumenti per comprendere il presente e ribellarsi.

Hanno distrutto le città tramite processi di gentirfication, creando grandi aglomerati dormitorio, attorno a quartieri/vetrina dove consumare e concludere affari. Le dimensioni di relazione sociale autonoma e di autoorganizzazione nel cuore delle citta’ vengono combattute perche’ dove la socialita’ e’ commercializzata oltre ad esserci una nuova fonte di profitti per pochi e’ piu’ facile controllare le persone.

La precarieta’ e’ diventata permanente, caratteristica della vita ancor prima che del lavoro. Uno su mille ce la fa in un sistema che ci vuole a lavorare per delle briciole che non ci permettono di vivere dignitosamente, che ci mette uno contro l’altro in competizione per pochi euro .

In questo contesto chiamiamo ad un appuntamento le realta’ dell’Europa e del Mediterraneo le realtà che cercano di costruire territori solidali e ribelli attraverso la riappropriazione quotidiana di cio’ che serve a soddisfare i bisogni del 99percento, la solidarietà e il mutuo soccorso, creando spazi di libertà.

In molti luoghi la lotta per il diritto alla casa ha rappresentato uno terreno di conflitto che ha saputo essere utile alla ricomposizione delle lotte tra studenti precari e disoccupati, poveri e impoveriti, abitanti delle vecchie periferie e dei nuovi quartieri-vetrina e ha unito una composizione sociale meticcia, primo antidoto all’emergere di forze razziste e nazionaliste. Una lotta che si e’ articolata attraverso le pratiche dell’occupazione degli stabili abbandonati dalla logica folle della speculazione immobiliare, dell’autorecupero, dell’organizzazione dal basso di assemblee di quartiere e di reti contro sfratti sgomberi e pignoramenti, dalla denuncia della voracita’ del sistema bancario.

Riappropriarsi immediatamente di un bisogno, mettere in relazione una comunita’ solidale che inizia ad autodeterminare il proprio territorio, intessere le lotte e le rivendicazioni sociali… questi sono gli ingredienti delle lotte che hanno fatto del mutuo soccorso una occasione di risposta alla crisi e contemporaneamente di organizzazione. La lotta per la casa ha rappresentato, nelle metropoli una forma di queste lotte, capace di parlare lo stesso linguaggio delle lotte per i beni comuni sviluppate in contesti non metropolitani, di fare frutto della rabbia delle esplosioni delle banlieues europee nel quadro di un progetto politico di liberazione, costruendo conflitto radicale e consenso sociale attorno alla necessita’ di auto-organizzarsi. E’ da questa concretezza che vogliamo ripartire.

Cosi proponiamo un incontro europeo a partire dalle lotte, per ripartire dal basso: mettere in comune esperienze, pratiche e linguaggi. Per creare sinergie e cominciare insieme un processo di sollevazione solidale e senza confini.

 

Call for a Transnational Meeting of the struggle for the right to housing and income and experiences of mutual aid.

Never go back. For a common space of solidarity and conflict.

Europe has crumbled, chewed by jaws of global finance and obedient governments, ensuring the order for which few command and all other produce, chained to a situation of rampant insecurity that keeps anyone in her/his own place. The biggest scam of the crisis weighs heavily on the shoulders of those who live exploited, getting by from day to day to get salary at the end of the month. To get out we were told that there was only one road (again there is no further choice) of austerity, along with progressive eradication of surviving welfare state and the simultaneous growth of a huge non-progressive taxation that affects the vast majority of the population.

It's the bitter fruits of that recipe of "rigor" we are supposed to chew now.

Although Neoliberalism has been showing us a complete failure, to identify a common enemy looks like something extremely complicated. Nation states do not count anything in front of global finance power, while boundaries exist only as regulators of the flow of migrant labor. Armored like a fortress, Europe has been eventually set on fire by armed conflicts: powers are settling their disputes loading them on our shoulders.

Resurgence of reactionary nationalism act on the discontent of those suffering, transforming hatred for the European Central Bank, the technocratic institutions of the Union, Merkel and the European political directorate: struggle for a better, a fairer world through social conflict for equality is likely to be superseded by the last trick available to power: the return to fascism, in all its shapes, the recall to the myth of small or large homelands.

If there is anything clear is that crisis and its neoliberal prescriptions of austerity and suffering, along with return to nationalism – the last way out, they say –, actually walk the same path and lead us in the same direction: the eradication of rights and freedoms on a global scale .

For years we have witnessed and taken part in North African uprisings, Spanish acampadas, until the Turkish resistance; for years we saw in the Euro-Mediterranean space explode the anger of those who no longer wants to accept the financial dictatorship. Now we feel more than ever the need for relational spaces and a common struggle. We think it's time to seek together the way to follow, because we are more than sure we're not going back, never. It is not looking at a past lacking of rights that we'll emerge from the crisis .

We have no intention to lose the battle against those who fan the flames of war between the poor, clouding the view for those looking for an enemy, turning the fight against the power in a civil war of neighbor against neighbor, of the "natives" against migrants, of smallholders against the evicted ones, of those waiting for a popular home against those occupying an empty house ... and even of one country against another.

They have carefully prepared the battlefield. They destroyed the public school, leaving it to the world market for a few pennies, making schools and universities only a functional tool for the needs of the labor market. Ignorant people is easier to control because those who do not have any access to education do not have any tools to understand the present and rebel.

They destroyed the city by gentrification processes, creating large dorm suburbia, around neighborhoods / showcase where you can eat and do business. The dimensions of social relations and autonomous self-organization in the heart of the city are fought and rolled back, cause where sociality is marketed a new source of profits is available, along with more successful tools to control people easily.

The insecurity has become a permanent feature of labor and, even more, of our lives as a whole. One in a thousand makes it into a system that want us to work for the crumbs that do not allow us to live in dignity, that puts us in a merciless competition for a few Euros .

In this context, we call for an appointment Europe and the Mediterranean groups that seek to build solidarity and rebel territories through the everyday reappropriation, claiming back everything meet the needs of 99%, through solidarity and mutual aid, or, in better words, creating spaces of freedom.

Now struggle for the right to housing is known as one of the main lands of conflict, useful for pulling down any barrier between students and unemployed workers, poor and former-middle classimpoverished inhabitants, old neighborhoods and new showcase neighborhoods inhabitants, enforcing a social mestizo social composition, first antidote to the emergence of nationalist and racist revival. A fight that consists of in practical use of the buildings abandoned by the insane logic of real estate speculation, in self-recovery, in the organization from below of neighborhood assemblies and networks against evictions, foreclosures and banking system voracity.

Regaining immediately possession of tools to satisfy a need,  relate a solidarity community that begins to organize its own territory, weaving the struggles and social demands ... these are the ingredients of the struggles that made the occasion for a mutual aid response to the crisis and, at the same time, for organization. The fight for the house shaped this struggles in the metropolis, being able to speak the same language of the struggle for the common good developed in countryside contexts, to give a target to the anger explosion in the suburbs as part of a European political project of liberation, building radical conflict and social agreement around the need to self-organize. And  from this substance that we want to start.

In Italy, the network Abitare nella Crisi, has put in contact struggles that  have found in mutual aid and reappropriation an alternative and a form of resistance from below to the crisis. This network has built demonstration on October 19th 2013, when more than 100,000 people marched through the streets of Rome besieging the corridors of power, claiming home and income for everyone.

From this experience, we propose a euro -Mediterranean meeting, to share the struggles, share experiences, practices and languages, to create synergies, reporting mechanisms and networks of mutual aid in an international dimension, in order to set a process of rebellion and solidarity without borders.

The meeting will take place in Milan from June 14th to 15th, with arrivals from 13th at the Area of Mutual Aid (Spazio di Mutuo Soccorso), Piazza Stuparich 18, where it will also be guaranteed accomodation.

 

[ESP] [FRA] [DE] [GR] [EUSK][ESP] [FRA] [DE] [GR] [EUSK]

13th 14th 15th June 2014

Meeting of the resistent territories in Europe and in the Mediterranean

| Abitare Nella Crisi | Dwelling In The Crisis | | Vivir en la crisi | Wohnen in der Krise |

INFO:

>>> WhyWhyWhoWhoWhereWhereHowHow

Potrebbe interessarti

Infoaut 2017 - Facciamo Movimento per il Movimento infoaut 

Licenza Creative Commons