Torino - proprio niente da inaugurare!

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Torino - proprio niente da inaugurare!
Contestato l'inaugurazione dell'anno accademico 2010-2011 presso la sede della Facoltà di Economia e Commercio di Torino! E' stato simbolicamente srotolato uno striscione dalle finestre, sono stati distribuiti volantini e fatti interventi contro la cerimonia dell'inaugurazione dell'anno accademico in programma, ribadita la distaza che separa abissalmente chi da due anni si mobilita contro la riforma Gelmini e le istituzioni accademiche, che oggi hanno dimostrato, ancora una volta, di voler portare avanti il processo di distruzione dell'università, spalancando le porte all'attuazione del ddl Gelmini! Segue il volantino distribuito del Collettivo Universitario Autonomo durante l'iniziativa.

Ci rifiutiamo di essere i vostri ubbidienti sudditi!


Inaugurazione dell’anno accademico 2010/11... La celebrazione di un rituale appannaggio delle baronie universitarie in mezzo alla distruzione dell’istruzione pubblica e del futuro di milioni di studenti e studentesse.

La riproposizione, in dimensione locale, di una classe dirigente immersa nelle festività rituali, sorda al malessere ed alla rivolta di studenti e lavoratori, giovani e precari. Che il rettore ed i vertici accademici non si siano accorti della situazione in cui versa l’università torinese e delle mobilitazioni studentesche sembra alquanto strano, forse che non siano interessati?! forse che siano disarmati dinnanzi allo sconosciuto?! forse che preferiscano spendere le loro ultime energie per preservare i loro privilegi e poteri?!
Come si può pensare di inaugurare un anno accademico che in molti casi non è partito? Contro la riforma Gelmini molti ricercatori hanno presentato la propria indisponibilità a tenere lezione, molti corsi non sono partiti ed a settembre ci siamo trovati con un’offerta didattica completamente stravolta. Molti servizi offerti dall’università, per esempio i servizi delle biblioteche, sono stati ridotti per la scarsità di fondi, così come la mannaia dei tagli voluti dal presidente della regione Roberto Cota alle borse di studio e alle residenze universitarie si è abbattuta in faccia alla realtà di Unito. Questo anno accademico non è mai partito! Dai primi mesi d'università in moltissimi ci siamo mobilitati contro la devastazione dell’università pubblica: con l’occupazione di Palazzo Campana e di Palazzo Nuovo, con il blocco della didattica, gli studenti e le studentesse hanno proseguito la lotta contro la Gelmini, bloccando la normalità della vita accademica! Non è ammissibile che il rettore ed i baroni, oggi, inaugurino un anno accademico che non abbiamo voluto far iniziare per protesta! Non è accettabile che il conto – alias crisi! - venga presentato a chi ha avuto il coraggio e la dignità di dire No! Dovremmo pagare le tasse con pochi corsi effettivamente attivi e con servizi scadenti ed insufficienti? Questo era un interrogativo ed umore che già nelle assemblee studentesche d'autunno si respirava: ridateci la prima rata! Soddisfatti o rimborsati? Siamo totalmente insoddisfatti!

Le nefandezze dell'università nostrana non si fermano certo qui, tutti ci ricordiamo il comunicato della Crui in cui si auspicava una veloce approvazione della riforma Gelmini. In quell'occasione ci domandammo “Perchè l’università di Torino è ancora associata a questo manipolo di rettori affaristi complici della Gelmini? Perchè dobbiamo pagare un’esosa quota di associazione a questa lobby pro-Gelmini a cui il rettore Ezio Pelizzetti dice di non partecipare più da tempo?”. Poco tempo addietro si è avuta notizia della rinnovata iscrizione di Unito alla Crui: i vertici accademici pensano di poterci prendere in giro ancora a lungo? L'unico gesto che oggi pretendiamo, superata l'epoca delle prese di posizioni vuote e velleitarie, è il ritiro immediato della nostra università dalla congrega della Crui! Utilizzate meglio i nostri soldi! Troppe volte abbiamo chiesto al rettore di schierarsi con gli studenti e con i ricercatori contro il governo e la Gelmini; quest’inaugurazione è segno dell’indifferenza che domina i vertici accademici di fronte alla nostra lotta. Non ci fermeremo, impediremo che la riforma Gelmini possa essere applicata! Bloccheremo le commissioni deputate a farlo; la commissione per la modifica dello Statuto, l'applicazione dei decreti attuativi saranno il nostro campo di battaglia, e speriamo il pantano di una classe baronale scialba ed egoista, di una dirigenza accademica sorda e opportunista.

L'abbiamo gridato per tutto l'autunno, pensavamo anche a voi: “Que se vayan todos”, il vostro tempo è scaduto fate le valigie!

Collettivo Universitario Autonomo

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