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Tav e devastazione ambientale, dalla Val di Susa al Chivassese continua lo scempio

03 Febbraio 2020 | in NO TAV&BENI COMUNI.

Con una delibera, il 27 dicembre scorso, il consiglio comunale di Torrazza ha accettato di stoccare lo smarino proveniente dalla Valle di Susa sul proprio territorio, contrariamente a quanto sostenuto fino a poco fa dallo stesso sindaco Rozzino, che oggi cambia idea dopo aver costruito parte della sua campagna elettorale sul no alla realizzazione della cava. La discarica dovrà contenere materiale di scarto proveniente dai lavori di scavo per la realizzazione del Tav Torino-Lione.

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Il materiale contiene amianto e uranio e la popolazione di Torrazza e del chivassese è preoccupata per la propria salute, considerando anche le altre discariche presenti sul territorio.
I detriti verranno ospitati in un deposito che sorgerà sulla strada che porta a Rondissone, in un'ex cava di proprietà Cogefa, a pochi metri dal polo logistico Amazon. Ovviamente il progetto rimane ancora nascosto e non viene reso pubblico… Quel che Telt ha fatto sapere è la prevista realizzazione di uno svincolo del binario all’altezza di Borgoreggio, dove arriveranno le terre e le rocce provenienti da Salbertrand, luogo in cui lo smarino dovrebbe subire delle lavorazioni prima di essere trasportato. Queste lavorazioni, sempre secondo quello che afferma Telt, prevedono la separazione dell’amianto dal resto del materiale, la cui parte nociva dovrebbe finire in Germania. Questa separazione è praticamente impossibile, anche secondo quanto dichiarato dai tecnici della commissione sul Tav. Dallo svincolo poi partirebbe un tapis roulant che farà arrivare il tutto nella discarica. Inizialmente il progetto prevedeva che i binari arrivassero direttamente fino alla cava ma questa variazione, che Telt ha apportato per convincere l’amministrazione comunale di Torrazza, secondo il sindaco porterebbe ad una consistente riduzione della superficie occupata dai detriti e diminuirebbe le immissioni di anidride carbonica, dato l’utilizzo di nastri trasportatori alimentati con energia elettrica (che finito il trasporto del materiale dovrebbero essere rimossi). In realtà da Salbertrand dovranno arrivare 3.6 milioni di metri cubi di smarino. I materiali provenienti da Chiomonte saranno trasportati con i camion fino alla stazione di Salbertrand utilizzando l’autostrada, e in totale, tutta la gestione dello smarino prodotto dagli scavi del tunnel di base, prevede il movimento di circa 6 milioni di tonnellate di materiale, con l’uso di circa 227.000 camion e di 22.000.000 chilometri da percorrere. Tra l’altro bisogna tener presente le falde acquifere presenti nel sottosuolo e quindi la contaminazione delle acque con gli inquinanti presenti nello smarino, che estenderebbe il problema ad un territorio ben più ampio.
La popolazione non pare molto contenta del voltafaccia di Rozzino e dal territorio del Chivassese i cittadini iniziano a muoversi. Previsti momenti di confronto e di assemblee pubbliche per informare la popolazione sulla pericolosità del materiale e dell’impatto ambientale della discarica, in un territorio già martoriato. Non dimentichiamo, tra le varie criticità, i depositi di scorie nucleari, di Trino e Saluggia.

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