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Bologna, si apre il processo per le lotte alla Yoox. In decine in presidio al Tribunale

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Questa mattina decine di persone hanno partecipato al presidio convocato dal Laboratorio Crash e dal SI Cobas davanti all’ingresso principale del Tribunale di Bologna, in contemporanea con l’inizio del dibattimento in merito alle lotte condotte contro la Yoox e le sue cooperative appaltanti nel 2014 e a poche ore dalla giornata di sciopero e iniziativa lanciata dalla rete Non Una di Meno.

Per quelle lotte di qualche anno fa contro una delle principali aziende italiane nel ramo dell’e-commerce, sono altrettante decine le facchine e i/le solidali colpiti da denuncia per violenza privata e resistenza in merito agli scioperi, ai blocchi della produzione e ai cortei spontanei che punteggiarono quel periodo di mobilitazione.

Come ricostruito in un ebook realizzato come redazione di Infoaut, che verrà pubblicato domani sul nostro portale, le lotte condotte all’interporto bolognese del 2014 assumono una forte rilevanza poiché capaci di parlare a tante altre vertenze possibili e necessarie.

Le lotte furono agite infatti contro un modello di sfruttamento multisfaccettato, dove la molestia sessuale si accompagnava all’intimidazione razzista, descrivendo tutta una serie di contraddizioni e di molteplici forme di sfruttamento nelle quali è fondamentale inserire il cuneo dell’iniziativa antagonista.

Il processo arriva in maniera quasi provocatoria il 7 marzo, il giorno precedente a quello simbolo delle rivendicazioni femministe, e in un contesto di forte attivazione, dibattito e presa di parola. Alle migliaia di denunce “di grido”, spesso effettuate in palcoscenici importanti, che hanno permesso al movimento descritto dall’hashtag #metoo di sfondare l’audience e alla Rete Non una di Meno di rendere di massa le mobilitazioni costruite dal basso nel nostro paese e non solo, è importante affiancare infatti anche le storie e le lotte di chi ha meno possibilità di emergere dalle secche dello sfruttamento.

Le lavoratrici in settori duri come quelli della logistica, dando a partire dalla propria esperienza un ulteriore contributo all’allargamento dello spettro delle rivendicazioni e delle lotte contro la violenza di genere, sono un esempio importante di presa di parola di chi spesso non ha voce o ha più difficoltà a farla arrivare nei piani alti del dibattito mainstream.

Di seguito riportiamo alcune considerazioni dell’avvocato Marina Prosperi, che segue gli imputati del processo. Domani invece pubblicheremo “Abbiamo aperto la porta e siamo uscite!”, una produzione di Infoaut che in occasione dell’8 marzo, giornata di lotta transnazionale delle donne e contro la violenza di genere, porterà un suo contributo al dibattito che lega opposizione alla violenza di genere e percorsi di lotta e rivendicazione sociale.

 

 

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