Migliaia di persone per "Roma non si chiude"

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Da una parte le istituzioni che lavorano per una città-deserto. Dall'altra le esperienze di autogestione e le migliaia di persone che non si abbandonano allo sconforto e costruiscono alternative dal basso.

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Un lungo corteo ha attraversato le strade di Roma nel pomeriggio di ieri. Da Piazza Vittorio fino a Madonna di Loreto, realtà di movimento, associazioni e centri sociali hanno animato la marcia. Migliaia di persone per opporsi alle minacce di sgombero del Ministero dell'Interno guidato da Salvini. Da settimane l'attenzione mediatica si è concentrata sulla lista di 22 stabili occupati e da sgomberare urgentemente. Un attacco eterogeneo alle esperienze di autogestione della città. Dalle occupazioni abitative, agli spazi femministi passando per i centri sociali. Molti artisti della scena romana hanno partecipato alla manifestazione

Qualche giorno prima della manifestazione degli attivisti avevano segnalato diversi stabili lasciati all'incuria dai privati o dal pubblico. Azioni per ricordare a tutti che Roma è piena di mostri di cemento abbandonati al nulla e di spazi sgomberati in passato nei quali non sono mai stati attivati dei progetti. 

Paradossale che in una città che nessuno riesce ad amministrare, in cui i servizi non esistono e che offre un deserto culturale ai giovani, la priorità delle istituzioni sia quella di smontare le poche esperienze alternative. Vedremo nei prossimi mesi se dalle minacce si passerà ai fatti. 

La promessa alla fine della manifestazione è quella di tornare ad affollare le piazze e le strade di Roma il prossimo autunno.

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