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Grup Yorum: la band musicale perseguitata da Erdogan

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Grup Yorum è un gruppo musicale turco fondato nel 1985,

Nel 1985, quattro amici nell’Università di Marmara hanno formato il Grup Yorum.

Il significato di Yorum in turco è commento, sono politicamente appartenenti all’area Socialista Internazionalista e come tali perseguitati di frequente dal Regime Turco.

Imprigionati per il loro impegno a favore della democrazia e della libertà di stampa non si sono mai arresi, man mano che i membri del gruppo venivano perseguitati ed arrestati per i testi delle loro canzoni, diversi musicisti si sono avvicendati sul palco, Helin Bölek, il cantante, e İbrahim Gökçek, il chitarrista del gruppo Yorum, fanno lo sciopero della fame dal 16 maggio 2019.

İbrahim Gökçek è stato imprigionato per le dichiarazioni di un testimone “segreto”. Rischia l’ergastolo, e ha aspettato per 2 anni che il suo caso si concludesse, per poter finalmente conoscere le accuse e preparare la sua difesa. Non è stata ancora annunciata una prima udienza.

I membri del Grup Yorum, sono accusati di “appartenere ad un’organizzazione terroristica”, in questo caso il Partito del Fronte Rivoluzionario di Liberazione del Popolo (DHKP-C).

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Se nei confronti dei curdi il governo turco sta ormai applicando un autentico genocidio e la pura e semplice pulizia etnica (con sostituzione della popolazione nel nord della Siria), analogamente una dura repressione si è scatenata contro giovani, lavoratori, giornalisti, scrittori, avvocati e dissidenti turchi.
Arresti, detenzioni e torture non sono certo una novità per il gruppo musicale turco (che esprime un “folk di sinistra”, apparentemente ispirato agli Inti Illimani cileni). Nel 2002 due donne di Grup Yorum – Selma Altin, cantante e Ezgi Dilanm, violinista – vennero arrestate e torturate dalle forze di sicurezza turche. Ma già da tempo i musicisti venivano perseguitati per il loro attivismo politico, a fianco dei movimenti del dissenso e di protesta contro il regime.
Le due musiciste erano state imprigionate presso l’Istituto Forense di Istanbul, insieme con altri 25 giovani, mentre manifestavano per reclamare la restituzione del corpo di un ragazzo rimasto ucciso nell’attacco a una stazione di polizia nel quartiere di Gazi (attentato poi rivendicato dal Fronte Rivoluzionario per la Liberazione del Popolo, DHKP-C).
Dopo averle “torturate fin dal momento del loro arresto” – come aveva dichiarato all’agenzia France Presse l’avvocato Taylan Tanay – gli agenti avevano rotto un timpano alla cantante e spezzato il braccio alla violinista. Anche il quotidiano turco “Hurriyet” aveva dovuto riconoscere che le due donne erano state “ripetutamente percosse” e le lesioni “procurate intenzionalmente”.
Nella sua denuncia, l’avvocato aveva precisato che le due musiciste “sono state ammanettate, costrette a stendersi per terra e picchiate da molti agenti per diversi minuti. Le torture sono poi continuate in macchina. Gli agenti sapevano che Altin era la cantante del gruppo e le hanno rotto intenzionalmente il timpano, picchiandola ripetutamente sulle orecchie”.
Ordinaria amministrazione, da allora le cose in Turchia sono soltanto peggiorate.
Dalla nascita nel 1985, Grup Yorum ha sempre garantito il proprio sostegno e la sua presenza sia alle lotte della popolazione turca sia a quelle internazionali per la giustizia e la libertà, coniugando sapientemente la vena di protesta con le melodie tradizionali. A conferma del suo spirito internazionalista e del rispetto per tutte le culture, le canzoni vengono eseguite sia in turco sia in curdo, arabo e circasso, sostanzialmente in tutte le lingue parlate in Anatolia.

Presenti alle manifestazioni contro il regime al fianco di studenti, operai, minatori, contadini, e di tutti i popoli oppressi, i membri di Grup Yorum hanno subito, oltre alla scontata censura, repressione, galera e tortura per un totale di oltre 400 processi.

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Tuttavia, indistruttibile come i popoli, Grup Yorum continua a esistere, a lottare in quanto “strumento della coscienza collettiva” di oppressi e sfruttati, voce della resistenza e della speranza. Il gruppo ha ormai al suo attivo ben 25 album di cui sono stati venduti oltre due milioni di copie. Attualmente i loro concerti (che hanno visto ripetutamente riempire gli stadi con centinaia di migliaia di persone accorse per ascoltarne la musica e il messaggio) sono vietati, oltre che ovviamente in Turchia, anche in Germania. 

Recentemente il ministero dell’Interno turco ha invitato a denunciare, in cambio di cospicue somme di denaro – una sorta di taglia – le persone inserite in cinque liste di presunti “terroristi ricercati”, avviando una caccia al dissidente anche sul suolo europeo, sono già stati inseriti nella lista sei membri del gruppo, İnan Altın, Selma Altın, Ali Aracı, İbrahim Gökçek, Emel Yeşilırmak, İhsan Cibelik, ,mentre sono undici i membri ancora in carcere del gruppo musicale Grup Yorum.

Il centro culturale di Idil a Istanbul ha subìto diverse perquisizioni, sono state arrestate 30 persone durante queste retate, con distruzione dei loro strumenti musicali e seri danni ai locali, come hanno scritto alcuni militanti della sinistra turca: “Non è distruggendo uno strumento che potrete far tacere la voce di un popolo”.
O anche, come scrivevano i repubblicani irlandesi sui muri di Derry e Belfast negli anni ’70-80: “Potere incarcerare i rivoluzionari, ma non potrete incarcerare la rivoluzione”.

Anche se perseguitati e ricercati dal Regime Turco nell’arco di 20 anni, Grup Yorum, ha fatto concerti in Germania, Austria, Australia, Francia, Italia, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Inghilterra e Grecia.

Musicalmente ispirati dagli Inti-Illimani nei primi anni del 1980, il loro genere in turco si chiama Halk Müziği. Prodotti da Kalan Muzik.

Gli scioperanti della fame sostengono: Arresto delle retate e dei raid contro il centro culturale. La rimozione del divieto dei concerti del Grup Yorum e la caduta delle accuse contro i membri del gruppo.

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