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Dopo le forti proteste di sabato ripristinati i reparti all’ospedale di Giarre

Ieri l’incontro si è svolto in contemporanea a un corteo a Giarre che ha visto anche la partecipazione degli studenti delle scuole. Ben sette ore di confronto tra le parti coinvolte, alla fine del quale, viene sancito il ripristino dei reparti di radiologia, cardiologia e del laboratorio analisi nell’ospedale di Giarre; anche le ambulanze aumenteranno e sarà garantita un’assistenza ospedaliera di 24 ore. Più in generale si ristabilisce un presidio ospedaliero (comprendente circa 100000 abitanti  e diversi comuni) per come era prima della sua quasi totale dismissione il 20 aprile. Solo il pronto soccorso non riaprirà, cosa di cui l’Assessore Borsellino si è preoccupata tanto di sottolineare, indicandola come tendenza “trasformativa” d’ora in avanti, dei presidi ospedalieri dell’Isola. Si annunciano cioè nuovi tagli e licenziamenti nella sanità pubblica a grave discapito della qualità del servizio, cioè dei cittadini siciliani. Quello che però l’Assessore ha dimenticato di dire…(davvero non una parola è stata pronunziata in merito alla sollevazione popolare di sabato), è che si doveva immediatamente render conto agli abitanti di Giarre e dei comuni limitrofi, di una carenza inaccettabile di una basilare assistenza medica pubblica che non metta a rischio la loro vita. Dopo sabato infatti, quando le proteste hanno attraversato per tutto il giorno la cittadina e il clima è continuato ad esser molto caldo soprattutto nelle dichiarazioni e nelle promesse di una protesta che non si sarebbe fermata (anche con una certa schiettezza negli striscioni apparsi: “senza ospedale finisce male”), in neppure due giorni un tavolo istituzionale è stato convocato e il problema è stato quasi del tutto risolto.

Ai piani alti si comincia sempre più a temere queste improvvise esplosioni di rabbia popolare contro le istituzioni e le loro sedi, che vediamo accadere spesso nei comuni di medie e piccole dimensioni, ovvero quelli più colpiti dai tagli alle amministrazioni locali dall’ imposizione del pari bilancio del patto di stabilita e dal riassetto amministrativo che cancellerà le Province, cioè fondi pubblici. La sfiducia nelle istituzioni però, tra i siciliani, sembra proprio aumentare.

 

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