InfoAut
Immagine di copertina per il post

Giorgione scarcerato, ma ai domiciliari!

Giorgio è accusato di concorso in resistenza, lesioni aggravate e porto di materiale esplodente. Tutte accuse infondate e campate per aria dal chiaro sapore vendicativo e arbitrario degli arresti, dei soprusi e dei pestaggi ai quali ci hanno abituato polizia e carabinieri come unica risposta alle mobilitazioni sociali e di piazza.

Vogliamo denunciarlo con forza, perché questo è quanto accade quotidianamente intorno e a ridosso del fortino di Chiomonte dove centinaia di persone resistono alle truppe di occupazione, in alcune occasioni come quella dello scorso 3 Luglio, insieme a decine di migliaia di persone da tutta Italia e non solo che sostengono il movimento di resistenza popolare contro il TAV.

Inoltre vogliamo oggi ribadire con ancora più forza una semplice verità: ciò che accade in Val Susa in termini di sopruso, violenza e occupazione militare, rappresenta sempre di più ai nostri occhi, il segno dei tempi, di un paese allo sfascio, in preda ad una torsione autoritaria, promossa dalla peggior cricca mafiosa, pidduista e razzista mai vista – e ce ne vuole – al comando del nostro paese.

Alcuni anni fa abbiamo cominciato a denunciare con crescente convinzione che ci fosse una svolta autoritaria, una criminalizzazione e penalizzazione della protesta e in generale dell’iniziativa politica su tutti i livelli della presa di parola del conflitto sociale. Se contassimo gli arresti, le denunce, i processi e le misure repressive dal 2001 ad oggi, diciamo dal 17 marzo di Napoli 2001 contro il global forum prima del g8 genovese, raggiungeremmo cifre esorbitanti, ne verrebbe fuori una fotografia dannatamente grave per la cosiddetta democrazia liberale. A fronte di ciò le supposte opposizioni politiche condividono il terreno repressivo apparentemente adottato oggi solo dalle forze di governo, poiché nella crepa mastodontica aperta dalla crisi sulle ingiustizie e ineguaglianze del neoliberismo l’unica risposta da parte delle lobby e delle oligarchie trasversali al potere è la repressione meglio se preventiva, ancor meglio se silenziosa ma se necessario, eclatante e simbolicamente esemplare, come per il processo che vede alla sbarra decine di compagni dopo la mattanza delle piazze genovesi di quel luglio 2001.

A dieci anni di distanza il doppio petto al governo è sempre più sporco di sangue e di menzogne. A dieci anni di distanza il movimento è cresciuto, sedimentato e sta imparando dalla Valle ribelle che è possibile e necessario, praticare e costruire resistenza e sovranità popolare, dal basso, per l’indipendenza sociale, economica e politica, dalla cricca, dagli sporchi interessi, dalle lobby e dal neoliberismo.

Un forte abbraccio lo mandiamo ai compagni e alla gente della Valle che si sono mobilitati subito per la libertà di Giorgio con un arrivederci a presto sulle barricate della libera Repubblica della Maddalena.

Giorgio libero, tutte e tutti liberi! Sarà dura, sempre più dura, sicuramente per loro!

Laboratorio Acrobax – www.indipendenti.eu

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

arrestinotavromaval susa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Transizioni armate: riflessioni sul rapporto tra guerra, riarmo, natura e territori

Il tema della transizione energetica ed ecologica si lega a doppio filo con la corsa al riarmo e la riconversione al contrario

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

COP30: Extinction Rebellion scarica 30 tavoli davanti alla Regione Piemonte. “Tutte le occasioni mancate”

Nei giorni conclusivi della conferenza sui cambiamenti climatici che si tiene a Belém, il movimento denuncia gli impegni disattesi da Governo e Regione

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

San Giuliano: Telt prende possesso delle case, ma la valle non si arrende

Ieri mattina Telt è entrata ufficialmente in possesso delle abitazioni di San Giuliano di Susa che verranno abbattute per far spazio al cantiere della stazione internazionale del Tav Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Confluenza: 22 e 23 novembre insieme nel Mugello per la difesa dell’Appennino

Mentre a livello globale e nazionale l’aggressione estrattivista dei territori si fa sempre maggiore, in Italia continua il percorso di Confluenza, affiancata dalla coalizione TESS.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Brasile. La Marcia Mondiale per il Clima riunisce 70.000 persone a Belém e chiede giustizia climatica: «Noi siamo la risposta»

Un incontro storico dà voce ai popoli che non sono stati ascoltati negli spazi ufficiali della COP30.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

COP30: gli indigeni dell’Amazzonia si invitano al vertice sul clima

Gli indigeni della tribù Kayapó, sostenuti da centinaia di manifestanti, hanno organizzato un’azione di protesta all’interno della “zona verde” della COP30.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il Sud unito contro il ponte. Vogliamo casa, lavoro, ambiente e sanità

La mobilitazione contro il ponte sullo Stretto è, oggi, uno spazio politico cruciale per la resistenza e il riscatto del Sud.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

III e IV giorno dell’Incontro Internazionale delle Comunità Danneggiate dalle Dighe, dalla Crisi Climatica e dai Sistemi Energetici

Sotto il sole amazzonico, un gruppo composto da militanti di 45 paesi ha intrapreso questa domenica (9/11) una traversata simbolica attraverso le acque della Baía do Guajará, a Belém (PA).

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Mineria responsable? Cuento miserable!

Con una compagna del Frente Nacional Antiminero parliamo di estrattivismo in Ecuador.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Mobilitazione studentesca in decine di città contro il riarmo per scuola e formazione

Contro l’escalation bellica, per la Palestina e non solo, ieri, venerdì, è stato sciopero studentesco in decine di città italiane

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Da Mompantero a Susa, vent’anni dopo: la fiaccolata del movimento No Tav illumina ancora la valle

Vent’anni dopo la battaglia del Seghino, la Valsusa torna a camminare insieme, fiaccola alla mano, per ribadire che la lotta non è mai finita.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Napoli: basta complicità con Israele, raccontiamo la verità nelle nostre città

Nella giornata di ieri come attivist3 della rete Napoli per la Palestina, bds, sanitari per Gaza e centro culturale Handala Alì siamo stat3 al PHARMEXPO per contestare la presenza di TEVA, azienda farmaceutica israeliana, complice dell’occupazione e del genocidio in Palestina.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Giorni di trivelle in Val Susa

Lunedì scorso è stata avvistata una prima trivella in località Isolabella, a Bussoleno. Immediatamente è partito il monitoraggio sul territorio da parte del popolo valsusino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Roma: accendiamo i riflettori della festa del cinema sulla Palestina, blocchiamo l’ambasciata israeliana

Venerdì 24 novembre alle ore 18 in piazza Verdi a Roma è stato chiamato un corteo da parte di diverse realtà di cui riprendiamo il comunicato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“Un milione di corpi in movimento, di bandiere, striscioni, messaggi a pennarello su pezzi di cartone”

Pubblichiamo di seguito il contributo di Nicoletta Dosio in merito al corteo nazionale per la Palestina dello scorso sabato a Roma. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Réflexions à chaud sur le mouvement « Bloquons tout »

Traduzione in francese dell’editoriale “Riflessioni a caldo sul movimento Blocchiamo tutto”. Il est presque impossible de dresser un bilan organique de ces journées incroyables. Le mouvement « Bloquons tout » a représenté une véritable rupture politique et sociale dans l’histoire italienne.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina: 473 i componenti della Global Sumud Flotilla rapiti. Continua il viaggio della Thousand Madleens to Gaza

Sono 473 i componenti degli equipaggi della Global Sumud Flotilla rapiti in acque internazionali dalle forze occupanti dell’esercito israeliano dopo l’assalto alle imbarcazioni iniziato la sera di mercoledì 1 ottobre 2025 a meno di 70 miglia da Gaza.