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Le Olimpiadi, il calcio e l’odore dei soldi

Venerdì 6 febbraio si celebrerà l’inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

Di Fabio Balocco

Delle olimpiadi si è già detto tutto. Dell’abbraccio fra destra (governatore Zaia) e “sinistra” (sindaco Sala) quando si parla di grandi eventi-grandi opere. Chi è attento alle questioni ambientali, saprà della pista di bob, fortemente voluta da Salvini, oppure della cabinovia Apollonio-Socrepes, in corso di ultimazione in una zona franosa. Ma saprà anche (ed era facile immaginarlo) che la manifestazione è l’occasione per una scorpacciata di opere che non si sarebbero altrimenti realizzate, e questo in territori già ampiamente infrastrutturati. Così si rileva come l’investimento per le opere ruoti attorno a 3,54 miliardi di euro, ma anche che, di questa cifra, solo una piccola frazione è direttamente legata allo svolgimento delle gare: appena il 13% della spesa complessiva finanzia infatti le opere essenziali per i giochi. Di più, la sola Regione Lombardia, sulla sua piattaforma Oltre i Giochi 2026, censisce ben 78 interventi per 5,17 miliardi di euro, di cui 44 opere per 3,82 miliardi non compaiono nel portale nazionale. In pratica, i giochi sono una ghiotta occasione per il partito del cemento e dell’asfalto: né più né meno come avvenne per Torino 2006. I giochi come occasione per aumentare in piccola misura il PIL nazionale, quel PIL indicatore del benessere, secondo i gonzi, ovvero chi gestisce il potere e chi lo sostiene.

Ma c’è un particolare spesso sottaciuto dell’inaugurazione, e cioè che essa si svolgerà all’interno dello stadio Meazza di Milano e questo evento suonerà come un atto di addio, o meglio un funerale per questa che è una vera e propria istituzione milanese: lo stadio Meazza, già stadio San Siro. Perché il Comune, guidato dal “sinistro” Sala, lo ha venduto per 197 milioni alle due società Milan e Inter, consentendo loro di abbatterlo per realizzarne sì uno nuovo, ma anche e soprattutto di fare un bel business immobiliare: infatti nell’area sorgeranno anche hotel, uffici, negozi, ristoranti e il museo di Inter e Milan. Un po’ come già accadde a Torino, altro sindaco “sinistro”, Chiamparino (anch’egli invaghito da grandi eventi-grandi opere), con la Juventus, anche se qui fu costituito un diritto di superficie novantanovennale.

Ma c’è anche un’altra storia, questa invece minima, da raccontare legata all’inaugurazione in quello stadio, e cioè la partita del campionato italiano di serie A che lì si dovrebbe disputare il giorno seguente, l’8 febbraio, e cioè Milan-Como, partita impedita appunto dalla manifestazione. Orbene, cosa aveva pensato la FIGC? Di disputarla non già in un’altra data, oppure in un campo neutro italiano, bensì a Perth, in Australia, ossia dall’altra parte del globo. Detta così potrebbe sembrare una barzelletta, e invece in questo mondo alla rovescia, era vera. Così Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A ai microfoni di Mediaset: “Milan-Como a Perth? È un sacrificio che chiediamo ai nostri tifosi, credo che lo abbiano compreso”(https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/2025/12/19-145352650/de_siervo_entusiasta ). E perché poi questa operazione? Per esportare il nostro calcio nel mondo… In realtà per un introito nelle casse federali di dodici milioni di euro. Caso vuole che poi la balzana idea sia saltata e non già per un rinsavimento improvviso dei dirigenti della Federcalcio, bensì per le condizioni poste dalla Confederazione Asiatica di Calcio, ritenute eccessive dalla nostra Lega. Così Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A: “Nell’esprimere rammarico per l’epilogo di questo progetto, continuiamo ad essere fermamente convinti che questa conclusione sia un’occasione persa nel progetto di crescita del calcio italiano a livello internazionale, che priva peraltro i tantissimi tifosi della Serie A all’estero di vivere il sogno di assistere dal vivo a una partita della loro squadra del cuore” (https://www.milannews.it/news/saltata-perth-simonelli-escalation-di-ulteriori-e-inaccettabili-richieste-dell-afc-occasione-persa-601508). E infatti immaginiamo quanti tifosi di Milan e Como ci siano a Perth…

La follia delle grandi manifestazioni; la follia di abbattere uno stadio monumento del calcio; la follia (per fortuna saltata) di disputare una partita del nostro calcio dall’altra parte del mondo…che dire? I soldi, solo i soldi che muovono questo porco mondo.

da Volere la Luna

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