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Sputnik Moment?

La notizia del lancio del prodotto cinese ha sorpreso quasi tutti. Nessuno poteva immaginare che la Cina fosse già a questo livello nello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale cosiddetta generativa.

da Radio Blackout

L’aspetto finanziario, con INVIDIA che brucia oltre 600 miliardi di dollari e dietro altri titoli tecnologici afferenti a Google o a Microsoft che perdono svariati miliardi non è che un riflesso del vizio tipico della finanza di gonfiare le bolle a dismisura fino a che per qualche ragione poi scoppiano o si ridimensionano bruciando miliardi di dollari, come in questo caso. Eppure è anche il riflesso dello sconcerto che ha colto il mondo tecnologico e finanziario nell’apprendere che non solo il modello funzionava ma addirittura funziona azionava meglio degli omologhi americani. Di più. E’ dichiarato in 6 milioni di dollari il costo per allenare modelli come quello sviluppato da DeepSeek contro i 100.000.000 di dollari dichiarati dalle aziende americane per i rispettivi modelli come chat gpt o claude. 

Fino ad oggi nel mondo si discuteva del fatto che  non esistessero competitori in grado di sborsare la quantità di denaro necessario per sviluppare queste tecnologie, che tutto si risolvesse tra monopolisti  e che addirittura gli attori statali non eran in grado di stare spesso su quei livelli. I Cinesi  abbassando il costo di 20 volte hanno mostrato al mondo che forse la strada intrapresa finora con investimenti altissimi da parte di pochi soggetti, non è l’unica strada. Inoltre il modello cinese è autenticamente open a dispetto dei modelli americani che sono totalmente chiusi o parzialmente chiusi come quello di Google.

Ad un altro livello tocca chiedersi quale sia la solidità della strategia inaugurata dal primo governo Trump e sistematizzata da Biden per impedire ai cinesi di accedere ai livelli tecnologici più alti. Non dimentichiamo che i cinesi hanno sviluppato il loro prodotto in mezzo a una serie di limitazioni già in essere, come ad esempio quelle ai processori più avanzati, di cui i cinesi hanno capito come fare a meno utilizzando anche un minore quantità di chip.

Senza recitare l’ennesimo sconfessato de profundis per l’impero americano possiamo dire che il gigante asiatico anche nel campo dell’AI si propone probabilmente come competitore credibile tanto sui mercati e che sugli scacchieri geopolitici.

Abbiamo ospitato negli studios Gilberto, redattore di Stacca Stacca, trasmissione del nostro palinsesto dedicata all’hactivismo, per farci raccontare cosa pensa del prodotto della start up cinese Deep Seek.

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