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Palestina: militarizzazione degli aiuti e silenzio internazionale. Il punto della situazione con Eliana Riva

Ogni giorno porta nuove atrocità in Palestina: oggi, almeno 17 persone sono state uccise dall’esercito israeliano in tutta Gaza, tra cui otto vittime durante un raid contro la casa del giornalista Osama al-Arbid, nel nord della Striscia. Il giornalista sarebbe sopravvissuto, ma molti dei suoi familiari sono stati uccisi.

da Radio Onda d’Urto

Dalla fine unilaterale del cessate il fuoco, il 18 marzo, i numeri continuano a crescere: oltre 1.300 bambini palestinesi sono stati uccisi e più di 3.700 feriti. Un bilancio tragico, che si aggiunge ai più di 50.000 bambini uccisi o feriti dal 7 ottobre 2023, secondo l’Unicef.

Nel frattempo, la distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza è sempre più militarizzata. Ieri, migliaia di persone hanno cercato di accedere a un centro di distribuzione di aiuti a Rafah, ma sono stati colpiti da colpi d’arma da fuoco sparati dall’esercito israeliano. Il centro, inaugurato poche ore prima da una finta ONG legata a Washington e Tel Aviv, ha visto anche il lancio di un nuovo centro di aiuti, ancora più militarizzato, nella Striscia di Gaza meridionale, tra Rafah e Khan Younis.

“Per questo la militarizzazione degli aiuti significa utilizzare il cibo non più semplicemente come arma di guerra, ma all’interno di un programma militare” dice ai microfoni di Radio Onda d’Urto Eliana Riva, giornalista e caporedattrice di Pagine Esteri “è uno strumento utile ad un fine militare, anche quello di controllare la popolazione, schedare ancora di più la popolazione ed arrestare”.

Questo mentre fuori Tel Aviv, centinaia di famiglie di ostaggi hanno bloccato l’autostrada chiedendo un vero negoziato che possa porre fine all’aggressione, fermare il genocidio e far tornare a casa i prigionieri di guerra. Ma anche in altre zone, come la Cisgiordania, le violenze sono in continuo aumento: raid quotidiani, assedi e violazioni dei diritti umani sono ormai la norma, con città come Jenin e Tulkarem sotto il controllo militare israeliano da mesi.

In Italia, il governo continua a mantenere una posizione di servilismo. Nonostante le parole di condanna del ministro Tajani, che ha criticato la “reazione israeliana inaccettabile”, il governo italiano non sembra intenzionato ad intraprendere azioni concrete contro Israele.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervista a Eliana Riva, giornalista e caporedattrice di Pagine Esteri.

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