InfoAut
Immagine di copertina per il post

Palestina: crescono le mobilitazioni e la sfiducia verso l’Anp

Si moltiplicano in Palestina i cortei a sostegno delle rivolte nel mondo arabo, nel frattempo non si ferma la repressione da parte dell’Autorità Nazionale Palestinese.

Nelle manifestazioni si esprime a gran voce la volontà di un’unità tra i palestinesi, che permetta di rafforzare la resistenza palestinese e di sconfiggere quindi le forze occupanti. Un’unità che deve però essere riformulata in nuove elezioni, assunto il dato della totale sfiducia del popolo palestinese nei confronti dell’ANP, un governo ormai totalmente assoggettato ai dettami sionisti e imperialisti.

Le rivolte nel mondo arabo hanno mostrato la possibilità di una vincita del popolo contro i governi dittatori. In particolare gli avvenimenti egiziani stanno avendo fortissime ripercussioni in Palestina: il popolo palestinese nutre sempre più speranze; i governi, sia quello sionista che l’ANP hanno paura.
L’ANP dunque prosegue sulla strada delle concessioni di facciata: rimpasti del governo e piccoli aumenti salariali per i lavoratori del settore pubblico.

Caratteristica delle manifestazioni degli ultimi giorni è il forte cambiamento soggettivo di chi sta scendendo in piazza, evidenziato in primo luogo da un’evoluzione delle parole d’ordine portate in corteo: si è passati da slogan che inneggiavano alla creazione di un’unità nazionale e all’abbattimento del tiranno, a slogan che vanno contro gli accordi di Oslo e i “negoziati di pace”, richieste che quindi svelano maggiormente la totale sfiducia nelle politiche portate aventi dall’ANP.

Una delle manifestazioni più partecipate è stata quella di giovedì 17 febbraio a Ramallah: più di tremila persone in piazza, che hanno più volte ribadito queste richieste ed hanno inneggiato all’unità del popolo palestinese e alle rivolte del mondo arabo.
Nel post corteo si è subito fatta sentire la risposta violenta e repressiva dell’ANP: quando ormai i membri della leadership dei partiti d’opposizione, tutti presenti durante la manifestazione, erano andati via, i servizi segreti della polizia palestinese sono entrati tra la folla, con abiti civili, provocando, picchiando e arrestando i manifestanti.
Alla fine gli arresti sono stati 17, tra cui anche alcuni minorenni e senza contare coloro che sono stati prelevati nei giorni successivi dalle proprie case, pratica ormai abituale della polizia palestinese assieme a quella israeliana.

Anche dopo una manifestazione che si è svolta i primi di febbraio, molti giovani dei collettivi universitari sono stati prelevati dalle loro case nei due giorni successivi al corteo, accusati semplicemente di aver alzato cori contro il comportamento servile dell’ANP e di aver inneggiato alla rivolta.

Questi focolai di lotta ci parlano di una sempre maggiore crescita soggettiva del popolo palestinese e di una crescente sfiducia nei confronti dell’ANP; assistiamo ad una forte presa di coscienza che solo un’unione di tutte le forze d’opposizione può mettere in campo una vera lotta popolare contro le forze occupanti.
Le manifestazioni di oggi continuano a chiedere, oltre al diritto al ritorno dei profughi e all’autodeterminazione del popolo palestinese, anche un’unità nazionale che si opponga ai negoziati con l’occupante e alla svendita dei diritti e delle rivendicazioni della lotta.

Ascolta l’intervista a Khaled e Bilal, due giovani palestinesi che hanno partecipato alle mobilitazioni:

{mp3remote}http://dl.dropbox.com/u/20733097/Bilal.mp3{/mp3remote}

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

israelemaghrebpalestina

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La «Generazione Palestina» tra razza, classe e protagonismo conflittuale

Come queste piazze ed esperienze hanno trasformato le soggettività che si sono mobilitate? Quali le loro genealogie, sedimentazioni e le possibili prospettive di rilancio e trasformazione?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

USA: ancora ampie proteste in tutto il paese contro l’ICE, la polizia federale controllata da Trump

Terzo giorno consecutivo di proteste a Minneapolis, dopo l’uccisione della 37enne Renee Nicole Good, avvenuta durante un’operazione di rastrellamento condotta da agenti dell’ICE, l’agenzia anti-immigrazione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Esecuzione federale a Minneapolis: l’ICE uccide, Trump approva

Una donna uccisa in pieno giorno da un agente mascherato. Le autorità federali bloccano le indagini, la propaganda riscrive i fatti, le piazze insorgono.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Siamo dentro una lunga tempesta

Quanto accaduto in Venezuela conferma che l’America Latina vive una svolta storica, che non sarà breve e che colpirà i popoli più dei governi, dice Raúl Zibechi in un’intervista con Radio Alas, in Argentina.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Siria: resistono i quartieri curdi di Aleppo all’attacco di Damasco. 140mila i civili in fuga

In Siria, le milizie salafite del governo di transizione continuano ad attaccare i quartieri autogovernati a maggioranza curda di Aleppo, ovvero Sheikh Maqsoud e Ashrefyie, con colpi d’artiglieria e tentativi di entrare con carri armati.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Speciale Venezuela a cura della redazione informativa di Radio Blackout

Il 3 gennaio 2026 gli Stati Uniti lanciano un’operazione militare contro basi civili e militari a Caracas, lasciando più di 80 morti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Regno Unito: sciopero della fame dei detenuti per la Palestina al limite

Prigionieri per la Palestina in sciopero della fame: dopo 64 giorni di digiuno, soffrono di spasmi muscolari incontrollabili e difficoltà respiratorie

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cronaca di un attacco al Venezuela, un paese scisso fino allo sconcerto

Sono circa le tre del mattino di sabato 3 gennaio quando gli abitanti di Caracas si svegliano con un botto spaventoso: bombe e missili cadono su diversi punti della città.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Regno Unito. Sanzionamenti contro fabbriche di armi legate a Israele

I manifestanti per la Palestina hanno iniziato il nuovo anno distruggendo fabbriche di armi legate a Israele, e la Coalizione Stop alla Guerra ha avvertito oggi il governo sul fatto che ci sarà una “risposta molto forte” alla repressione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Assemblea nazionale a Torino “Governo nemico del popolo, il popolo resiste”

Sabato 17 gennaio alle ore 15 all’università Palazzo Nuovo di Torino si terrà l’assemblea nazionale verso il corteo del 31 gennaio a seguito dello sgombero del centro sociale Askatasuna. Di seguito pubblichiamo l’appello.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Mohamed Shahin può restare in Italia

La Corte d’Appello del Tribunale di Caltanissetta conferma il NO all’allontanamento immediato di Mohamed Shahin dal territorio italiano

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Qesser Zuhrah: la studentessa che potrebbe presto diventare la più giovane persona a morire in uno sciopero della fame nel Regno Unito

Giunta al cinquantesimo giorno di rifiuto del cibo, la manifestante di Palestine Action detenuta in carcere, Qesser Zuhrah, è ora in pericolo di vita

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Arrestato il Presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun

C’è anche Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia – API, tra gli arresti di questa mattina nella nuova ondata repressiva (targata Piantedosi) contro le lotte e la solidarietà per la Palestina in Italia.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino città partigiana: Que viva Askatasuna! 

Ripubblichiamo il comunicato uscito dal centro sociale Askatasuna in merito alla giornata di lotta di ieri. Alleghiamo anche un video racconto della giornata.