InfoAut
Immagine di copertina per il post

Nulla tornerà ad essere uguale in America Latina

L’aspra caduta dei prezzi delle commodities è stata interpretata come  un fenomeno passeggero, ma con il tempo ha mandato all’aria bilanci che erano stati elaborati con il barile di petrolio a più di cento dollari.
Un disastro economico lungamente annunciato, perché nel decennio progressista i governi hanno aumentato la dipendenza dalla soia, dagli idrocarburi e dai minerali. Incluso il Brasile, l’unico paese industriale della regione sudamericana, ha visto sfiorire la sua industria mentre si ingrassavano le esportazioni di minerale di ferro, carne e soia in cambio di prodotti cinesi elaborati.

Esaurimento di un modello
Le cosiddette “conquiste” dei progressismi hanno incominciato a mostrare le sfilacciature del loro esaurimento: hanno abbassato la povertà che era arrivata a livelli tremendi nel picco della crisi, verso il 2000, ma sono stati incapaci di modificare gli indici di disuguaglianza nella regione più disuguale del mondo. Con la crisi, le politiche sociali stanno venendo fagocitate dall’inflazione, dalla disoccupazione e dall’aggiustamento fiscale.
Come di solito succede, la crisi economica ha messo allo scoperto le miserie che gli anni di prosperità hanno permesso di dissimulare: gestioni mediocri, corruzione, mancanza di progetti a lungo termine ed eccesso di dichiarazioni. Come è possibile che il socialismo del XXI secolo e le “rivoluzioni” in marcia siano state neutralizzate da un pugno di voti? Nonostante questo, nulla tornerà ad essere uguale nella regione. Le esperienze che vivono milioni di persone possono non coincidere con i discorsi, ma sempre lasciano dei sedimenti.
Per noi che crediamo che la storia la facciano i popoli e che i movimenti sociali giochino un ruolo centrale nei cambiamenti, il 2015 è stato un anno di allegrie. In Argentina si è mostrata l’enorme potenza del movimento delle donne, a giugno, quando 350.000 sono scese in strada a Buenos Aires con la parola d’ordine “Nemmeno una di meno”, rifiutando la violenza maschilista; così come le 65.000 che si sono riunite a Mar del Plata, nel 30° Incontro Nazionale delle Donne.
La lotta degli studenti secondari a San Paolo, con l’occupazione di 200 centri scolastici per rifiutare una riforma educativa neoliberista, è una dimostrazione che le giornate del giugno 2013 continuano ad essere vive nei cuori e nei viali brasiliani. L’estensione della lotta contro l’attività mineraria nel sud peruviano, dove le comunità contadine stanno resistendo al progetto del  rame Las Bambas, ad Arequipa, mostra che il movimento è lontano dall’esaurirsi in una regione o di fronte ad un progetto concreto.

La recente sollevazione indigena e popolare in Ecuador contro la decisione di Rafael Correa di impedire ai popoli di gestire autonomamente l’educazione interculturale bilingue è un’altra dimostrazione che gli stati non hanno potuto disciplinare i popoli.
Di fronte alla svolta a destra della regione, il riposizionamento degli USA e del capitale finanziario, lì ci sono i movimenti, sul piede di lotta per dire due cose che molti sembrano avere dimenticato: con la vita non si gioca, signori del capitale; non usate la nostra lotta come una scala per arrampicarvi, signori progressisti.

di Raúl Zibechi 

da comitatocarlosfonseca.noblogs.org

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

america latinaraul zibechi

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo: un inizio di mobilitazione verso e oltre il corteo contro il riarmo del 24 ottobre

Ripubblichiamo il resoconto della due giorni del 19-20 settembre tenutasi a Torino contro il riarmo uscito dalle varie realtà che portano avanti il coordinamento cittadino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“La fine del genocidio è la fine del sionismo”. Appello per scendere in piazza per la Palestina il 10 ottobre

Diffondiamo l’appello dei Giovani Palestinesi d’Italia per una mobilitazione nazionale sui territori il 10 ottobre 2026.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Houthi alla conquista di Mocha. La situazione nel corridoio energetico globale e il possibile ingresso di nuovi attori

Tra il 9 e il 10 settembre il movimento politico-militare scita libanese Ansar Allah (detti comunemente Houthi Yemeniti) ha preso in controllo di Mocha, una città portuale affacciata su una delle più importanti rotte marittime del pianeta, lo stretto di Bab el-Mandeb.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Serbia: sionismo e nazionalismo nei Balcani. Un approfondimento dopo il funerale di Mladić

A partire dai funerali “quasi” di Stato di Ratko Mladić, il comandante delle truppe serbe colpevoli del genocidio di Srebrenica morto in detenzione all’Aia, facciamo il punto sulla politica interna ed estera della Serbia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: “Israele sta radendo al suolo una fascia del sud del paese”. Il collegamento da Beirut con il giornalista Pasquale Porciello

In Libano, l’esercito di occupazione israeliano continua a intensificare i bombardamenti nel Sud del Paese nonostante l’accordo quadro firmato a Washington lo scorso 26 giugno, primo accordo diretto tra i due paesi in quarant’anni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo

Ripubblichiamo l’indizione della due giorni del 19-20 settembre 2026 che si terrà a Torino organizzata dall’assemblea cittadina Torino Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Hanover: finto think tank utile a diffondere propaganda israeliana

Un’inchiesta originariamente svolta dal Guardian ha svelato il meccanismo utilizzato da un finto Think tank – inesistente in quanto senza sede, senza indirizzi né referenze – “Hanover” che allena l’intelligenza artificiale nella creazione di propaganda ad hoc in favore di Israele e del suo operato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cuba: acqua, medicinali, carburante, energia elettrica. Il peso del bloqueo nella vita quotidiana.

A Cuba la crisi economica e sociale ha raggiunto livelli sempre più drammatici.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele dichiara guerra anche agli aquiloni di Gaza

Dopo aver distrutto scuole, ospedali e case, Israele trasforma anche il gioco dei bambini palestinesi in una «minaccia letale». Aquiloni di carta senza esplosivi vengono equiparati ai droni e diventano il nuovo pretesto per minacciare bombardamenti e sfollamenti nella Striscia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pisa: boeing militare del Kuwait transitato dall’areoporto Galilei, movimentato materiale bellico

Nella notte di lunedì 24 agosto velivoli militari provenienti dal Kuwait sono transitati dall’aeroporto Galilei di Pisa, come denunciato da attivisti e attiviste del Movimento No Base e altre realtà pisane.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Hondurasgate: i tentacoli d’Israele e Stati Uniti sull’America latina

Con il giornalista Giorgio Trucchi, collaboratore per Pagine Esteri dal Centro America, abbiamo analizzato il contenuto dei 37 audio pubblicati da Hondurasgate che svelano la trama ordita da USA, Israele ed Argentina per fare dell’Honduras un polo strategico per mettere le mani sull’America Latina.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Una nuova offensiva estrattivista sulla Nostra America

Un giorno dopo di aver insediato il proprio Governo, il nuovo presidente di destra cileno José Antonio Kast ha ritirato 48 decreti supremi relativi a questioni ambientali emessi durante la precedente gestione e che erano sotto esame della Controlleria Generale.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of Americas”: l’Impero annuncia la guerra in America Latina

Pubblichiamo, in due puntate, questo speciale a cura della redazione sul progetto imperialista Usa, targato Trump, diretto verso l’America Latina. Nella prima parte, si approfondirà il progetto “Shield of America” e il nuovo corso interventista portato avanti dagli Stati Uniti. Nella seconda parte ci si concentrerà sulla portata politica della nuova fare apertasi con il rapimento di Maduro e l’assedio di Cuba, analizzando le implicazioni e i compiti che potenzialmente ci si pongono di fronte. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Brasile: Vittoria indigena nell’Amazonas

Quanto successo nell’Amazonas in quest’ultimo mese rappresenta un chiaro e contundente trionfo dell’umanità che resiste, non si arrende e non si vende. Quattordici popoli che abitano le rive del fiume Tapajós sono riusciti a ribaltare la decisione del governo brasiliano di Lula, che privatizzava tre importanti flussi d’acqua: Tocantins, Madera e Tapajós.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Siamo dentro una lunga tempesta

Quanto accaduto in Venezuela conferma che l’America Latina vive una svolta storica, che non sarà breve e che colpirà i popoli più dei governi, dice Raúl Zibechi in un’intervista con Radio Alas, in Argentina.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cronaca di un attacco al Venezuela, un paese scisso fino allo sconcerto

Sono circa le tre del mattino di sabato 3 gennaio quando gli abitanti di Caracas si svegliano con un botto spaventoso: bombe e missili cadono su diversi punti della città.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Dentro il campo nemico, contro il campo nemico. Per la solidarietà internazionalista con il Venezuela, contro la guerra che viene

Consideriamo che la decisione di un’intervento militare contro il Venezuela sia una, e probabilmente la più contundente, delle risposte statunitensi a ciò che si può definire la crisi del comando imperiale americano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Ha vinto Kast e il Cile si aggiunge all’ondata di ultradestra

È il primo pinochetista a giungere a La Moneda in democrazia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Venezuela: gli Stati Uniti rivendicano un atto di pirateria nei Caraibi

“Bene, lo teniamo, suppongo”, ha affermato Donald Trump dopo essere stato consultato dai giornalisti sull’uso del greggio della petroliera sequestrata di fronte alle coste del Venezuela.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

I tatuaggi di Pete Hegseth, l’America Latina e la guerra che viene

Mentre scriviamo queste righe il Presidente degli Stati Uniti dichiara unilateralmente chiuso lo spazio aereo sopra il Venezuela.