InfoAut
Immagine di copertina per il post

Lo street artist egiziano Ganzeer accusato di terrorismo

Venerdì 9 maggio, una trasmissione televisiva chiamata “Al Raees Wel Nas” (Il Presidente e il Popolo), condotta dalla personalità televisiva Osama Kemal, mi ha accusato di essere stato ingaggiato dalla Fratellanza Musulmana. Come già saprete, la stessa è stata ufficialmente dicharata un’organizzazione terrorista dallo stato egiziano. Chi è stato accusato  di essere affiliato alla Fratellanza è stato condannato alla pena di morte con processi sommari. Inutile dire che sono accuse molto pesanti, che non dovrebbero essere formulate con tale leggerezza. Le accuse dl signor Kamal sono una versione farsesca del giornalismo così come i recenti processi nelle corti egiziane sono una versione farsesca della giustizia.

La trasmissione di Osama Kemal va in onda in un network chiamato “Al Kahera Wel Nas”, di proprietà del magnate della pubblicità Tarek Nour, che ha costruito le sue fortune durante il regime di Mubarak.

Ogni cosa che esce dal network di Tarek Nour è smaccatamente pro-Sisi. Sisi sarebbe il ministro della difesa, presumibilmente in pensione, ed ex-vice direttore dei Servizi Segreti Militari egiziani, attualmente in corsa nelle elezioni presidenziali in Egitto. Ciò indica molto chiaramente che Sisi non è altro che la continuazione del regime di Mubarak, molto autoritario e favorevole al mantenimento dello stato di polizia di Mubarak ed incline a sradicare la nazione da tutte le sue aspirazioni rivoluzionarie.

Pertanto, non dovrebbe sorprendere che gli artisti che hanno partecipato alla rivoluzione egiziana e che sono critici verso Sisi non piacciano a Osama Kamal. Io stesso, uno di quegli artisti, non sono sorpreso di essere stato portato all’attenzione del sig. Osama. Ciò che comunque mi sconvolge è che egli sia saltato alla falsa conclusione che sono affiliato alla Fratellanza Musulmana. Nel suo resoconto egli soteneva che “analisti politici” affermano che io sono affiliato alla Fratellanza. Non si è trattenuto dal citare il mio nome e dal mostrare la mia foto, ma non ha fatto mensione del nome del vero analista politico che ha tratto quella bizzarra conclusione.

Mi rendo conto che Osama Kamal possa pensare di avere qualche responsabilità nei confronti di Sisi, essendo un ovvio sostenitore della sua future presidenza. Tuttavia,mi piacerebbe ricordare ad Osama la sua responsabilità nei confronti del popolo egiziano. Essendo uno che viene guardato da milioni di telespettatori ogni giorno, dovrebbe capire che ogni cosa che egli dice ha un profondo impatto. Ed è molto scorretto da parte sua accusare qualcuno ingiustamente di essere affiliato ad un’organizzazione terrorista solo perché quel qualcuno propone immagini di Sisi poco favorevoli. E potrebbero tali accuse ridicole far uccidere quel qualcuno? Davvero Osama vuole vedermi impiccato per la mia arte?

Forse Osama vuole soltanto farmi paura così che io cambi il mio punto di vista?

Ben, Sig. Osama, se lei avesse mai conosciuto un artista in vita sua, saprebbe che l’unica cosa a cui gli artisti rendono conto è la loro coscienza. Diversamente dai giornalisti che potrebbero perdere il lavoro o dalle ONG che potrebbero temere la loro chiusura o partiti politici che potrebbero temere di essere sospesi dalla loro attività… Io, Sig. Osama, temo solo la mia arte, che è irrilevante. Comunque, le sue dichiarazioni su di me non hanno fatto altro che provare la rilevanza del mio lavoro. Bene così!

So esattamente cosa sta succedendo. Sisi ha deciso di stroncare l’affacciarsi di qualunque opposizione nei suoi confronti; alcune ONG sono state accusate di cospirazione, la Fratellanza Musulmana è stata dichiarata un’organizzazione terroristica, il movimento giovanile 6 aprile deve affrontare un processo, alcuni giornalisti sono stati imprigionati e altri licenziati, mentre le manifestazioni sono state vietate ed è stato dato loro un giro di vite con l’uso di forze dell’ordine estremamente militarizzate. L’approccio adottato ha implicato inizialmente massicce campagne di diffamazione attraverso i media egiziani, seguite da una repressione brutale acclamata dalle masse “zombificate” dai media. E ora, visto che sono rimasti l’unica voce senza restrizioni presente sulla scena, gli artisti di strada egiziani sono il prossimo obiettivo delle stato.

Caro Sig. Osama Kamal, dovrei puntualizzare che ciò che lei sta facendo non è esattamente nell’interesse di Sisi. Quello che lei sta facendo lo fa apparire come un uomo che teme molto l’impatto dell’arte. Piuttosto che vedere noi come una minaccia per lo stato,

Dopo le sue accuse sul 9 maggio, prevedo che il contraccolpo artistico dalla comunità intellettuale contro di lei e dell’uomo che ammira (Sisi) sarà molto probabilmente notevole. Penso che per evitare che ciò avvenga, scusarsi pubblicamente durante la prossima puntata della sua trasmissione (il 16 maggio)sarebbe un buon inizio. Dopodiché, Tarek Nour dovrebbe cancellare la sua trasmissione dal proprio network e terminare ogni rapporto futuro con lei. Contemporaneamente, lo Stato dovrebbe chiudere i giornali Al Youm 7 e Al Gomhouria per aver pubblicato articoli sulla stessa linea del report di Osama Kamal, pieni di falsità e di accuse infondate.

(Traduzione a cura di Infoaut – articolo originale su Revolution News)

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Egittoganzeer

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Città in guerra: dalla distruzione sistematica dello spazio urbano alla sua occupazione militare

Dalla Sarajevo degli anni 90 fino a Gaza, la guerra attraversa le città e le trasforma. I conflitti contemporanei assumono una dimensione sempre più urbana, sia nei teatri di guerra aperta sia nei contesti apparentemente in “pace”. Da Radio Blackout L’operazione militare israeliana contro Gaza ha dimostrato che i bombardamenti e le demolizioni puntano alla sistematica distruzione degli […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Shannon, uomo arrestato per il C-130: danneggiato aereo militare USA

Le denunce di Mick Wallace sull’uso militare dello scalo irlandese si intrecciano con il danneggiamento di un aereo americano: un episodio che riporta al centro il ruolo controverso di Shannon tra guerre, deportazioni e diritti umani, mettendo in discussione la neutralità di Dublino. Da Les Enfantes Terribles Le parole di Mick Wallace riaprono una ferita […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina, colonizzazione armata e guerra permanente: uccisi ragazzi in Cisgiordania, Gaza spezzata dalla “linea gialla”

Coloni armati seminano morte nei villaggi palestinesi, aumentano violenze e sfollamenti in Cisgiordania. Nella Striscia Israele consolida l’occupazione del 53% del territorio trasformando la zona cuscinetto in frontiera militare stabile. Da Osservatorio Repressione La violenza contro i palestinesi prosegue senza tregua, tra l’espansione coloniale in Cisgiordania e la progressiva spartizione militare di Gaza. Nelle ultime […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: i primi passi di una fragile tregua

Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi politici e militari alla base del conflitto. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Una nuova partenza verso Gaza

Partirà a giorni la nuova missione per rompere l’assedio a Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Livorno portuali bloccano il transito di una nave carica di armi USA. La polizia sgombera il presidio

All’alba di sabato 18 aprile i lavoratori del porto di Livorno hanno bloccato il transito di una nave che stava trasportando armamenti statunitensi verso la base militare Usa di Camp Derby. Non appena ricevuta l’informazione sul transito della nave cargo, il sindacato di base Usb, il Gruppo Autonomo Portuali e l’Ex Caserma Occupata di Livorno hanno organizzato il presidio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Per la Palestina e contro la guerra: appello dei palestinesi all’unità e alla convergenza sindacale.

Abbiamo colto con entusiasmo l’indizione di sciopero generale da parte di CUB, SGB, ADL Varese, SI COBAS e USI-CIT per il 29 Maggio 2026.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Il nuovo disordine mondiale / 35 – Come iniziano e come vanno a finire le guerre

di Sandro Moiso
Potrà sembrare un argomento distante dall’attualità, anche bellica, ma la storia di intrighi, tradimenti, alleanze incerte, signori della guerra e semplici banditi oltre che di mire imperiali di vario genere e di una rivoluzione, che doveva ancora assurgere alla sua piena valenza mitopoietica prima che politica, narrata da Peter Fleming nello studio appena pubblicato dalle edizioni Medhelan, Il destino dell’ammiraglio Kolčak, comparso nell’edizione originale inglese nel 1963, può essere di grande utilità per comprendere ancora oggi i meccanismi reali e concreti che conducono alle guerre e, successivamente, alle vittorie o sconfitte che sono, prima o poi, destinate a concluderle.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Militarizzazione della ricerca: il Politecnico e il suo ruolo nella fabbrica della guerra

Il 24 novembre 2025, a Torino, un incontro pubblico ha messo al centro una domanda sempre più difficile da eludere: che ruolo stanno giocando le università nella nuova fase di riarmo? 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La flottiglia del “Sumud” sfida di nuovo il blocco di Gaza: 70 imbarcazioni in mare

Ripubblichiamo questo articolo della redazione di PagineEsteri nell’ottica di dare visibilità e diffondere il più possibile la nuova missione della Flotilla per Gaza. Rompere l’assedio con un gesto collettivo come questo rimane un’iniziativa non scontata e a cui va data importanza nonostante il livello mediatico sia al momento disinteressato da questa missione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’Italia dimentica Regeni e la 185 e fa affari con l’Egitto

L’Italia continua a violare almeno lo spirito della legge 185 del 1990 dove si vieta l’esportazione di materiale di armamento « verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani ».

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La COP 27 dalle mille e una contraddizioni

Il messaggio principale di questa Cop è che non c’è giustizia climatica senza giustizia sociale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Missione Sirli: Francia e Egitto collaborano nella lotta al terrorismo bombardando civili

Pochi giorni fa è stata pubblicata un’inchiesta da parte di un media indipendente francese, Disclose, che rivela il coinvolgimento della Francia in azioni militari condotte dall’Egitto nei confronti di presunti trafficanti alla frontiera con la Libia. La missione, dal nome Sirli, è iniziata nel febbraio 2016 quando la Francia ha stabilito di sostenere l’Egitto di […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sospeso il processo per l’omicidio di Giulio Regeni

«Gli agenti egiziani vanno informati» La terza Corte d’Assise annulla il rinvio a giudizio. Ora servirà una nuova rogatoria per chiedere l’elezione di domicilio dei quattro membri della National security. La decisione dopo una lunghissima giornata di dibattimento La terza Corte d’Assise di Roma rientra in aula alle 20.45, dopo quasi sei ore di camera […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Business first! Regeni e Zaki non contano: altra fornitura di elicotteri di Leonardo all’ Egitto

Patrick Zaki? Giulio Regeni? Non contano. Le dichiarazioni solidarietà, di indignazione per la detenzione del primo e l’omicidio del secondo non scalfiscono di un millimetro il rapporto di collaborazione tra l’Italia e l’Egitto e il business delle armi continua imperterrito (come pr altro quello del petrolio).  L’ultimo affare riguarda una partita di elicotteri operativi al 100 per cento. […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Egitto: Il ministero egiziano della repressione e dei depistaggi si addestra in Italia

Tra il 2018 e il 2019 la polizia italiana ha formato agenti egiziani. Una collaborazione con il ministero più controverso d’Egitto: quello che gestisce i servizi segreti, che ha depistato sull’omicidio di Regeni e di cui fanno parte i suoi aguzzini. E quello che ogni anno indaga, incarcera e fa sparire dissidenti veri e presunti […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

A 5 anni dalla scomparsa di Giulio Regeni

Cinque anni fa moriva Giulio Regeni, dottorando presso l’università di Cambridge dapprima rapito e poi ucciso in Egitto mentre conduceva delle ricerche sul ruolo dei sindacati autonomi nelle proteste che stavano attraversando il paese. (L’immagine tratta dalla pagina satirica Compagni Annoiati riporta la foto che Giulio aveva mandato dall’Egitto, due giorni prima di essere rapito.) […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Avere paura degli aquiloni

Da piccola passavo una parte dell’estate in Marocco, il paese d’origine dei miei genitori. Quelle settimane le ricordo con il sorriso, tanto amore e un po’ di malinconia. Passavo le mie giornale nel darb a socializzare con i coetanei della zona. Mi chiedevano come fosse l’Italia, come mai avessi un accento così strano, ridevamo, scherzavamo […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

E’ di nuovo primavera? – Gli audio del dibattito

Ieri al Centro Sociale Askatasuna si è tenuto il dibattito “E’ di nuovo primavera? – Dibattito sui nuovi conflitti sociali che attraversano il mondo arabo” con le relazioni di Gabriele Proglio, ricercatore di storia contemporanea presso l’Universidad de Coimbra e Karim Metref, giornalista ed educatore. Molti sono stati gli spunti su questo nuovo ciclo di […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

E’ di nuovo primavera? – Dibattito sui nuovi conflitti sociali che attraversano il mondo arabo

Dall’Algeria all’Iraq, per passare dal “risveglio” di Piazza Tahrir in Egitto. Segni più o meno intensi di mobilitazione sociale attraversano il mondo arabo. Sono accomunati da due elementi centrali: la lotta contro la corruzione dei governi e la questione del carovita, della disoccupazione, del reddito. “Il popolo vuole la caduta del regime” gridano i giovani, […]