InfoAut
Immagine di copertina per il post

La Bachelet continua ad aggredire i Mapuche

La Bachelet continua ad aggredire i Mapuche

Il fatto è avvenuto quando alla chiusura della sua campagna elettorale a Temuco la lamngen apostrofava la candidata presidenziale , fatto che ha dato fastidio ad alcuni suoi simpatizzanti, che hanno colpito Monica Quezada per cercare di far tacere la sua denuncia.

La Bachelet era presidente quando il caporale Walter Ramirez per un ordine superiore, come si rileva in un audio della centrale di comunicazioni dei carabinieri che risulta nell’indagine, sparò alle spalle di un gruppo di comuneri mapuche che nella mattinata era entrato nel fondo Santa Margarita per reclamare la restituzione della proprietà agricola.

 

Durante il governo di Michelle Bachelet fu assassinato anche Jaime Mendoza Collío, e in varie occasioni fu applicata la legge antiterrorismo in casi relazionati al conflitto dello stato con le comunità mapuche, dando così alla sua amministrazione un carattere anti mapuche.

Ciò che oggi è avvenuto a Monica Quezada a Temuco è una chiarissima dimostrazione di ciò che in un suo eventuale governo sarà il trattamento della signora Michelle nei confronti del popolo mapuche e delle sue legittime richieste, confermato anche dalla storia del suo precedente periodo.

12 Novembre 2013

País Mapuche


Cile: La madre de Matias Catrileo si pronuncia sulla violenta aggressione subita

Riproduciamo la testimonianza di Monica Quezada, madre del Weichafe Matias Catrileo.

Sull’aggressione che ho subito da parte del personale di sicurezza del Reparto della Bachelet.

Oggi è un nuovo giorno, ringrazio per questo la madre terra e tutti coloro che hanno solidarizzato con noi. Ora vengono i minuti della riflessione e del dolore.

Ieri, con fatica sono andata con mia figlia Catalina a contestare pubblicamente la Bachelet, massima responsabile dell’assassinio del nostro amato Matías. Anche se non ha premuto il grilletto, sono stati i suoi poliziotti del Capitale, dei Latifondisti che gli hanno sparato. In definitiva lo ha ucciso il Governo della Bachelet che ha permesso la smisurata repressione che ha esercitato lo Stato Cileno contro coloro che lottano per i propri diritti.

Così, sentendomi in debito con il mio amato figlio, siamo andate a redarguirla, ad affrontarla per non aver assunto la RESPONSABILITÀ POLITICA, che ha nei fatti essendo stata il capo del Governo. La situazione era difficile, con il cerchio di sicurezza che aveva, 2 file di transenne e un gran numero di personale di sicurezza all’interno di queste. Sebbene fosse giusto e necessario, avevamo da rimetterci. Ma, come permettere che venga nel luogo dove abbiamo salutato nostro figlio? a fare una FESTA per la chiusura della campagna elettorale, piena di cinismo e di menzogne. Non si può se uno ha sangue nelle vene. Abbiamo fatto ciò che abbiamo potuto, gridare con un megafono che come famiglia di Matías Catrileo Quezada, la contestavamo per il suo agire indolente, che le sue mani erano macchiate di sangue mapuche, che ha applicato la legge antiterrorismo, e soprattutto perché non si è assunta la responsabilità politica che ha avuto nell’assassinio di Matías.

Poco dopo l’inizio della protesta ci si avvicina una parte del personale di sicurezza che si trovava all’interno delle transenne per AGGREDIRCI. UNA DI QUESTE GUARDIE DI SICUREZZA DELLA BACHELET –un uomo di circa 45-55 anni di media statura (più alto di me)– MI HA COLPITA DI FRONTE SULLA BOCCA, DALL’ALTO VERSO IL BASSO ROMPENDOMI UN DENTE E LASCIANDOMI CON LA BOCCA INSANGUINATA. Dopo è arrivata la stampa e abbiamo potuto denunciare, allora delle persone che stavano al lato e dietro di noi (fuori delle transenne) hanno incominciato a colpirci, quando arrivano i carabinieri e ci allontanano dal luogo.

Dopo viene la rabbia, l’impotenza. Fino a quando dobbiamo venire picchiati noi che ci azzardiamo a dissentire e a protestare!! Che abuso di Potere.

E ora che? Facciamo la denuncia? Accertiamo le lesioni? Facciamo una querela contro chi è responsabile di questo gruppo di sicurezza del reparto della Bachelet? Avrà senso?

Alla fine, di notte decidiamo di andare al commissariato dove facciamo la denuncia, con l’evidente lesione dentale, per l’aggressione che ho ricevuto da parte di quest’uomo appartenente al gruppo di sicurezza del reparto della Bachelet, che secondo quanto hanno affermato i Carabinieri va alla procura.

Nonostante ciò, abbiamo ottenuto che alla chiusura della campagna elettorale la Bachelet mostrasse la sua vera faccia.

Sappiate, forse oggi mi fanno male i colpi, ma nulla farà così male come il fatto che mi abbiano ucciso mio figlio.

Matías vive nel cuore del popolo!

Mónica Quezada, Madre di Matías Catrileo

12 novembre 2013

Werken

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Mónica Quezada, “Madre de Matias Catrileo se pronuncia sobre la agresión violenta que recibió da parte del comando de Bachelet pubblicato il 12-11-2013 in Werken, su [http://www.werken.cl/?p=26203] ultimo accesso 15-11-2013.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

cilemapuchequezada

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

War on war: we do not enlist! 8 Maggio: mobilitazione internazionale contro la leva obbligatoria e la guerra

Comunicato delle organizzazioni politiche e sociali della campagna internazionale “We do not enlist!”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lotta continua. A fianco della Palestina, a fianco della Flottilla

Riprendiamo il comunicato del Gap di Livorno che annuncia il ritorno di Simone dalla Flottilla e che rilancia la mobilitazione generale in sostegno della spedizione e per la Palestina! CONVOCHIAMO UNA CONFERENZA STAMPA, martedì 12, alle 12 in Piazza del Comune, insieme alle realtà Livornesi con il quale abbiamo condiviso le mobilitazioni da settembre ad […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Trump alle prese con Hormuz e papa Leone

La guerra di Trump all’Iran ha tutta l’aria di essere un fallimento per gli Stati Uniti: l’ultimo passo indietro rispetto al Project Freedom per sbloccare Hormuz ha dimostrato l’ennesima debolezza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla di nuovo in viaggio!

Come annunciato più volte la flottilla non si arrende!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stretto di Hormuz: tra navi militari, missili, droni e propaganda il golfo Persico resta un pericolosissimo teatro bellico

Iran. Con il perdurare dello stallo dentro e attorno allo Stretto di Hormuz, nuovo pesante allarme Fmi sul caro energia che colpisce in particolare le classi popolari dell’Europa. “Con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perde 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla: emergono gravi violenze contro attivisti e attiviste rapiti, due di loro traferiti nelle carceri israeliane

73 attivisti e attiviste sono in Grecia in attesa di essere rimpatriati nei rispettivi paesi. In realtà “quelli con passaporto dei paesi Schengen potranno anche decidere di restare in Grecia”.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Flottiglia sotto attacco! Mobilitiamoci insieme!

Questa notte la Global Sumud Flottiglia è stata attaccata dalla marina israeliana a più di 900 Km dalle coste di Gaza. Le barche sono state assaltate dai motoscafi dell’IDF e le persone a bordo arrestate.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Terzo giorno di navigazione sulla Flottila

Un messaggio video arriva da Simone del Gruppo Autonomo Portuali dal terzo giorno di navigazione verso Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano,Israele non si ferma continuano bombardamenti e demolizioni

Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso ieri la giornalista libanese Amal Khalil del quotidiano Al Akhbar e ferito una fotografa che la accompagnava.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Una nuova offensiva estrattivista sulla Nostra America

Un giorno dopo di aver insediato il proprio Governo, il nuovo presidente di destra cileno José Antonio Kast ha ritirato 48 decreti supremi relativi a questioni ambientali emessi durante la precedente gestione e che erano sotto esame della Controlleria Generale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Ha vinto Kast e il Cile si aggiunge all’ondata di ultradestra

È il primo pinochetista a giungere a La Moneda in democrazia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cile: le grandi possibilità del nazi Kast di essere presidente

Il primo turno delle elezioni presidenziali in Cile di ieri sono terminate in modo triste e prevedibile.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: parla il CAM, “La Commissione di Pace e di Intesa è una farsa” (I)

Siamo chiari, questa Commissione non rappresenta gli obiettivi politici della nostra organizzazione e del movimento mapuche autonomista che è attivo nei processi di recupero territoriale. di Héctor Llaitul La nostra politica continua ad essere la ricostruzione nazionale e la liberazione del Wallmapu, obiettivi che, una volta di più, non sono compresi né abbordati dalla classe […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: il popolo mapuche convoca una marcia a Temuco contro un megaprogetto elettrico

Viene convocata anche per chiedere la fine della promulgazione e dell’applicazione di leggi che cercano di fronteggiare i genuini processi di rivendicazione territoriale che comunità e Pu lof portano avanti in attesa della ricostruzione e liberazione nazionale mapuche.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: la Via Istituzionale v/s Resistenza e Controllo Territoriale

Sotto uno stato capitalista e coloniale è impossibile garantire i diritti fondamentali dei popoli originari.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: il CAM in Sciopero della Fame dice che “Non ci può essere dialogo con militarizzazione, prigionieri politici e senza la restituzione delle terre”

Dal 13 novembre sono in sciopero della fame i prigionieri politici mapuche del CAM (Coordinamento Arauco-Malleco) reclusi nel CCP Biobío di Concepción, Ernesto Llaitul, Esteban Henríquez, Ricardo Delgado Reinao e Nicolás Alcamán, per chiedere l’annullamento della sentenza di condanna a più di 15 anni di reclusione che pesa su di loro.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: i prigionieri politici mapuche iniziano uno sciopero della fame fino ad ottenere l’annullamento del processo del razzista stato cileno

Facciamo un appello al nostro Popolo, alle comunità in resistenza, così come agli oppressi in generale, ad accompagnare questa mobilitazione con denunce, proteste e azioni contro lo stato cileno e principalmente contro i veri nemici, i capitalisti e i loro lacchè, responsabili di tante ingiustizie, così come del saccheggio dei territori ancestrali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Popolo mapuche: accanimento giudiziario verso i dirigenti mapuche con condanne carcerarie eterne

La persecuzione verso le dirigenze mapuche non cessano, nemmeno dietro le sbarre, dove ultimamente abbiamo visto condanne di decine d’anni, una vita intera in carcere, un peso della legge che non cade così nemmeno sui violentatori di diritti umani di questo paese.