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I popoli indigeni del Canada sono in rivolta

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Continuano le occupazioni e i blocchi ferroviari in tutto il Canada.

La battaglia dei popoli indigeni contro il gasdotto Costal Gas Link continua senza interruzione, mentre le destre, l’industria e il governo alzano il livello dello scontro. Quasi due dozzine di persone sono state arrestate nella provincia della Columbia Britannica dopo aver rifiutato di lasciare i blocchi, 14 sono stati arrestati a New Hazelton (tra cui alcuni capi ereditari) e 6 persone al porto di Vancouver. A Toronto oltre 500 persone del servizio regionale pubblico di trasporto GO transit, di loro 37 sono state arrestate nelle prime ore del mattino durante il tentativo di sgombero.

La lotta iniziata contro il gasdotto adesso si espande toccando molte altre vertenze territoriali in tutto il paese e fa riemergere le memorie dei conflitti passati. I Mohawk di Kahnawake hanno risposto a una ingiunzione della Corte Superiore del Quebec a favore della Canadian Pacific Rail e contro i blocchi ricordando che il territorio per la costruzione della ferrovia è stato espropriato illegalmente nel XIX secolo e che la stessa Canadian Pacific Rail è un vettore di colonialismo e oppressione. Dunque hanno rinforzato le barricate nell’evenienza di un’irruzione della polizia per interrompere il blocco.

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Allo stesso modo in Alberta i manifestanti stanno bloccando alcune “infrastrutture critiche” che la leadership conservatrice vorrebbe cartolarizzare quali il settore energetico e le industrie adiacenti come il traffico merci. In questo contesto i militanti di estrema destra hanno provato a costruire gruppi di vigilanti per sfondare i blocchi, come successo ad Edmonton, Saskatoon e Winnipeg con la compiacenza del governo. Il premier della provincia Jason Kenney ha annunciato che è in preparazione una legislazione straordinaria contro i “difensori della terra”.

Oltre ai blocchi ferroviari diverse sono le autostrade e gli uffici governativi che sono stati occupati. A Montreal e Winnipeg cortei di centinaia di persone hanno fermato il traffico cittadino.

I popoli indigeni e i solidali non sembrano voler mollare la lotta anche di fronte alla recrudescenza della repressione del governo canadese.

 

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