Grecia. Lotte contro la gentrification, la gestione della pandemia a scuola, il patriarcato

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Il quartiere di Exarchia ad Atene è da tempo nel mirino degli speculatori che mirano ad un rapido processo di gentrification, che consenta di disinnescare la rete di relazioni politiche e sociali che ne hanno fatto spazio di autogestione e autorganizzazione di lotte anche radicali. Sgomberi e aumento della pressione poliziesca non sono bastati a mettere un freno alle capacità di autodifesa del quartiere. In queste settimane di gennaio il tentativo di mettere cavi per l’alimentazione elettrica per un condominio di lusso in costruzione sono stati contrastati attivamente dagli abitanti, che hanno impedito l’attuazione dei lavori.

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Da settimane si è dispiegato ad Atene un ampio fronte di lotte studentesche contro la gestione statale della pandemia e la riforma universitaria approvata un anno fa.
Il 18 gennaio dalla facoltà di economia occupata sono usciti gruppi di persone che hanno attaccato la polizia in assetto antisommossa. Una risposta alle violenze poliziesche della settimana precedente.
Il 20 gennaio centinaia di studenti hanno sfilato per le strade del centro di Atene partendo da Propyleaia e arrivando fino a Syntagma.

A Salonicco una ragazza di 24 anni, Georgia viene stuprata in un hotel da tre uomini. La polizia ferma in stato di arresto tre giovani della Salonicco bene, figli di uomini ricchi e influenti. Dopo qualche ora di arresto i tre vengono rilasciati senza nessuna misura cautelare in attesa del processo. Particolarmente ributtante la reazione di uno di questi che sui social condivide soddisfatto una sua foto mentre posa con un giornale aperto sulla pagina che raccontava del suo arresto, col sorriso beffardo di chi sa di avere assicurata l’impunità nelle aule del tribunale.

Ma le strade a differenza dei giudici non lasciano correre. Le strade di Atene si riempiono nella serata di venerdì 21 gennaio, più di cinquemila persone, tra cui molti i gruppi femministi, sfilano per il centro cittadino intonando slogan in solidarietà a Georgia e affinché “non ci sia più nessuna Georgia”

Ne abbiamo parlato con Gabrio, un compagno che vive ad Atene

Ascolta la diretta:

Da Radio Blackout

 

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