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Giustizia per Victoria.

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Sabato scorso Victoria Salazar è morta a seguito di un fermo eseguito dalle forze dell’ordine messicane. “Respira?” questa è la domanda che nel video che ha fatto il giro del mondo si sente proferire da uno dei due agenti. E la morte di George Floyd torna immediatamente alla mente. 

Victoria era originaria di El Salvador, madre di due figlie, ed è morta a Tulum a causa di una frattura della colonna vertebrale in quanto i due poliziotti che la stavano controllando, un uomo e una donna, l’hanno schiacciata sull’asfalto salendole sulla schiena e sul collo. Al momento i quattro poliziotti coinvolti sono stati sospesi.

Non è la prima volta che una donna o un uomo muoiono in seguito a un fermo agito in questo modo. Sono moltissime le famiglie delle vittime della violenza della polizia che chiedono giustizia per questi omicidi, dalla Francia agli Stati Uniti. Non si tratta di errori né di sviste, queste morti sono il risultato di una società in cui la violenza delle forze dell’ordine è accettata e legittimata dalla stessa giustizia.

Inoltre, in questo momento la pressione migratoria in Messico è una realtà che suscita preoccupazioni e virate restrittive in seguito al collasso della frontiera Nord e all’eventualità della partenza di un’altra carovana dall’Honduras. La polizia è il volto armato del razzismo sistemico che globalmente viene riprodotto da ogni forma di governo in epoca capitalista, sempre di più queste morti non restano sotto silenzio dando spazio a spinte di riscatto che pretendono giustizia.

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

GEORGE FLOYDmessicorazzismoviolenza polizia

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