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Elezioni presidenziali in Camerun: proteste, repressione del dissenso e delle opposizioni

Le elezioni presidenziali in Camerun del 12 ottobre hanno portato ad un clima di crescente tensione nel Paese.

Dopo 42 anni di regime Paul Biya è stato proclamato nuovamente presidente lunedì 27 ottobre, nonostante l’opposizione reclami la vittoria delle elezioni. Il clima elettorale è stato caratterizzato da aggressioni e rapimenti di sostenitori, scrutatori e militanti dell’opposizione. Ammontano a 20 le persone scomparse per mano del governo.

Le proteste che stanno attraversando il paese sono state represse nel sangue e ad oggi si contano diversi morti causati dal braccio armato del regime, tra questi una ragazza di 30 anni che ha perso la vita nella città di Garoua.

A Bafoussam, nell’ovest, centinaia di motociclisti hanno bloccato le strade per chiedere “elezioni credibili”, mentre scontri sono scoppiati in altre città.

Attraverso una testimonianza dalla città di Maroua, nel nord del Camerun, con il dott. Botche, insegnante universitario e segretario regionale del MRC, proviamo a ricostruire un quadro della situazione dalle elezioni alle proteste:

I conteggi elettorali prodotti dalle opposizioni, attraverso il monitoraggio dei propri scrutatori, riportano un risultano totalmente ribaltato in confronto a quello ufficiale che riconosce Biya vincitore.

Insieme ad un cittadino della diaspora, Erick Siake Kweyap, scrittore e mediatore culturale in Italia, abbiamo approfondito le rivendicazioni delle proteste e condiviso la solidarietà espressa dai e dalle camerunensi all’estero attraverso le manifestazioni tenutesi in Francia, Belgio e anche in Italia.

da Radio Blackout

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