InfoAut
Immagine di copertina per il post

Colombia, arresti domiciliari per l’ex presidente Álvaro Uribe Vélez

||||

La decisione della Corte suprema: l’ex presidente incriminato per corruzione e frode, reati registrati durante il processo che lo vede imputato per i suoi legami con il gruppo paramilitare Bloque Metro

di Gianpaolo Contestabile e Simone Scaffidi, da Il Manifesto

Martedì 4 agosto la Corte Suprema di Giustizia colombiana ha confermato l’ordine di custodia domiciliare per l’ex-presidente Álvaro Uribe Vélez. È la prima volta nella storia della nazione che vengono imposte misure di questo tipo a un ex-presidente della Repubblica. La decisione della Corte è dovuta ai presunti reati di corruzione e frode a carico di Uribe registrati durante il processo che lo vede imputato per i suoi legami con il gruppo paramilitare Bloque Metro. Il processo ruota intorno alla vicenda della tenuta Guacharacas, nella regione di Antioquia, di proprietà della famiglia Uribe, dove nel 1983 un commando guerrigliero sferrò un attacco uccidendo il padre dell’attuale senatore ed ex-presidente Álvaro Uribe Vélez.

Secondo le testimonianze raccolte durante il processo, nella tenuta della famiglia Uribe, l’ex presidente avrebbe contribuito a fondare il Bloque Metro, un gruppo paramilitare di estrema destra facente parte delle sanguinarie Autodefensas Unidas de Colombia (AUC). Tra il 1996 e il 2002 il Bloque Metro ha operato in 45 municipi della regione di Antioquia organizzando centri di addestramento militare e le sue reclute sono state accusate di sequestri, sparizioni, torture, omicidi selettivi e esposizione di cadaveri con fini intimidatori.

Lo scandalo giudiziario investe anche l’attuale presidente Ivan Duque, di cui Uribe è considerato il padrino politico. Duque è infatti il leader del partito Centro Democratico fondato da Uribe, e come il suo predecessore sta promuovendo una politica dell’intransigenza e del pugno duro contro i gruppi guerriglieri e la dissidenza politica. I due sono accomunati anche da un altro scandalo che sta facendo scalpore sui media colombiani, ovvero la morte di Samuel David Niño Cataño.

Cataño era il pilota privato di Uribe e uno dei sostenitori della campagna elettorale di Duque. Il suo corpo è stato rinvenuto dall’esercito guatemalteco a Sayaxché, nella regione del Petén, alla frontiera con il Messico, luogo in cui il pilota si è schiantato mentre trasportava cocaina per il Cartello di Sinaloa, potente gruppo narcotrafficante messicano. Cataño è considerato il contatto che ha reso possibile il sodalizio tra l’attuale amministrazione guidata da Duque e il narcotrafficante José Hernández Aponte, detto il Ñeñe, trovato morto lo scorso anno in Brasile e accusato di aver comprato voti per la campagna elettorale di Duque.

Questo scandalo mette in risalto la corruzione dello Stato colombiano e la collusione del partito Centro Democratico con il paramilitarismo e la violenza che continua a mietere vittime tra la popolazione. Nel 2020 sono già stati uccisi 100 attivisti e leader sociali e secondo l’ultimo rapporto di Global Witness la Colombia è il paese con il maggior numero di omicidi di difensori ambientali del mondo. Sotto il governo di Uribe sono stati uccisi 5763 civili attraverso la dinamica dei falsos positivos, promossa dal programma governativo di Sicurezza Democratica, e dalla firma degli Accordi di Pace ad oggi 210 ex combattenti della guerriglia sono stati ammazzati.

Nella conferenza stampa svoltasi nelle ore successive alla notizia delle misure preventive ai danni dell’ex-presidente, il senatore e attivista per i diritti umani Ivan Cepeda, che in passato era stato accusato proprio da Uribe di aver manipolato le testimonianze durante il processo che lo vede come imputato, ha sottolineato come la decisione della Corte abbia “consolidato la democrazia” e abbia sancito l’inizio di una nuova fase nel percorso verso il raggiungimento della giustizia in Colombia. Nel frattempo i sostenitori di Uribe si sono dati appuntamento per manifestare sostegno e chiedere la libertà del loro leader, sfilando in automobile per le strade di diverse città del Paese, tra tricolori, magliette della nazionale di calcio e slogan che indicano Uribe come “ vittima della magistratura mafiosa delle Farc”.

Sulle reti sociali i giovani colombiani hanno accolto la notizia con un’ondata di felicità: c’è chi dice che è il giorno più bello della sua vita e chi è cauto e scrive che ancora non ci crede. Nel frattempo alcune organizzazioni sociali come il Congreso de los Pueblos hanno organizzato diversi cacerolazos (forma di protesta rumorosa mediante l’utilizzo di utensili da cucina) per rimarcare la colpevolezza di Uribe e la sua collusione con il sistema di violenza e corruzione che continua a dilaniare il Paese.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

colombia

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Terzo giorno di navigazione sulla Flottila

Un messaggio video arriva da Simone del Gruppo Autonomo Portuali dal terzo giorno di navigazione verso Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano,Israele non si ferma continuano bombardamenti e demolizioni

Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso ieri la giornalista libanese Amal Khalil del quotidiano Al Akhbar e ferito una fotografa che la accompagnava.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Oltre un solo uomo: perché le guerre di Israele non finiranno con Netanyahu

Per rompere questo paradigma, i palestinesi devono generare una leva, una leva reale. Questa non può derivare da inutili negoziati o da appelli al Diritto Internazionale a lungo ignorato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Salpa la Flottilla da Augusta! Buon vento!

Ieri la partenza dal porto di Augusta oltre 60 imbarcazioni di nuovo verso Gaza. Riceviamo un video da parte di Simone del Gruppo Autonomo Portuali che ricorda l’attualità dei valori della resistenza e la necessità della lotta contro sionismo, colonialismo e imperialismo, in occasione del 25 aprile. Intanto le navi della flottilla sono partite per […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino, Vanchiglia, Festival Altri Mondi / Altri Modi: video del dibattito “Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenza”

Si è conclusa la prima settimana di Festival Altri Mondi / Altri Modi che riprenderà dal 28 Aprile al 3 Maggio con la programmazione. Pubblichiamo il video del dibattito che si è tenuto domenica 26 Aprile con Youssef Boussoumah e Brahim Baya. Un momento di riflessione attorno alla lettura della guerra imperialista, quali sono le […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Città in guerra: dalla distruzione sistematica dello spazio urbano alla sua occupazione militare

Dalla Sarajevo degli anni 90 fino a Gaza, la guerra attraversa le città e le trasforma. I conflitti contemporanei assumono una dimensione sempre più urbana, sia nei teatri di guerra aperta sia nei contesti apparentemente in “pace”. Da Radio Blackout L’operazione militare israeliana contro Gaza ha dimostrato che i bombardamenti e le demolizioni puntano alla sistematica distruzione degli […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Shannon, uomo arrestato per il C-130: danneggiato aereo militare USA

Le denunce di Mick Wallace sull’uso militare dello scalo irlandese si intrecciano con il danneggiamento di un aereo americano: un episodio che riporta al centro il ruolo controverso di Shannon tra guerre, deportazioni e diritti umani, mettendo in discussione la neutralità di Dublino. Da Les Enfantes Terribles Le parole di Mick Wallace riaprono una ferita […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina, colonizzazione armata e guerra permanente: uccisi ragazzi in Cisgiordania, Gaza spezzata dalla “linea gialla”

Coloni armati seminano morte nei villaggi palestinesi, aumentano violenze e sfollamenti in Cisgiordania. Nella Striscia Israele consolida l’occupazione del 53% del territorio trasformando la zona cuscinetto in frontiera militare stabile. Da Osservatorio Repressione La violenza contro i palestinesi prosegue senza tregua, tra l’espansione coloniale in Cisgiordania e la progressiva spartizione militare di Gaza. Nelle ultime […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: i primi passi di una fragile tregua

Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi politici e militari alla base del conflitto. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Una nuova partenza verso Gaza

Partirà a giorni la nuova missione per rompere l’assedio a Gaza.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

I tatuaggi di Pete Hegseth, l’America Latina e la guerra che viene

Mentre scriviamo queste righe il Presidente degli Stati Uniti dichiara unilateralmente chiuso lo spazio aereo sopra il Venezuela.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Trump all’attacco dell’America Latina con la scusa della “guerra alla droga”

La tensione nei Caraibi ed in America Latina si fa sempre più alta. Alcune note per comprendere quanto sta succedendo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Trump ritira il visto anche al colombiano Petro: troppo filopalestinese e anti-Usa

Alla tribuna dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Gustavo Petro ha scelto ancora una volta di alzare la voce contro quello che definisce l’ordine globale dell’ingiustizia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Colombia: Il Governo riprende la guerra contro l’ELN

Il Governo non ha rispettato l’accordo di ritirare l’ELN dalla lista dei Gruppi Armati Organizzati (GAO), che era una delle condizioni del gruppo rivoluzionario per continuare nei dialoghi. Il 23 agosto è scaduta l’estensione del cessate il fuoco e le due parti hanno ripreso le operazioni militari.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’America Latina al crocevia. Tensioni geopolitiche e la sfida dell’Unità Regionale

Il mese di aprile del 2024 ha tratto con sé una rivelazione di grande impatto: un rapporto fatto trapelare dall’ambasciata degli Stati Uniti in Bolivia, meticolosamente elaborato dal Centro di Studi Geopolitici Multidisciplinari (CEGM), getta luce sul nuovo e ambizioso piano di ricolonizzazione dell’America Latina.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Colombia: Contadini espellono la multinazionale Anglo Gold dal loro territorio

A Jericó, Antioquia, più di 100 contadini del Sudovest antioquegno hanno smontato una piattaforma mineraria installata illegalmente dall’Anglo Gold Ashanti in una zona umida. Negli ultimi giorni, le comunità di questo territorio guidano una lotta a favore dell’acqua e contro l’attività mineraria.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Colombia: Gustavo Petro ha dichiarato che la Colombia è un paese indipendente, sovrano e giusto

Domenica il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha dichiarato che se fosse necessario sospendere le relazioni estere con Israele, lo farebbe dato che “non appoggiamo il genocidio”.

Immagine di copertina per il post
Culture

Cristianesimo, violenza e marxismo in Camilo Torres

Questo articolo offre una rilettura della vita e delle opere del prete cattolico colombiano Camilo Torres Restrepo (1929-1966) attraverso il prisma della resistenza all’ordine e all’autorità nella religione cattolica. Torres fu un sacerdote, un guerrigliero e un sociologo, combinando questi ruoli in un tutto organico.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Colombia: Contadini liberano 78 poliziotti e 6 dipendenti della multinazionale petrolifera Emerald Energy

Il presidente Gustavo Petro ha informato che contadini e indigeni che hanno protestato contro l’impresa petrolifera Emerald Energy nel sudest della Colombia, ieri hanno liberato i 78 poliziotti e i sei dipendenti dell’impresa multinazionale che avevano bloccato l’altro ieri per più di 30 ore.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Colombia: il Governo sospende il cessate il fuoco con l’ELN

Questo mercoledì il Governo della Colombia ha annunciato che sospende il cessate il fuoco con l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), che aveva annunciato giorni addietro, e ha chiesto che questo gruppo guerrigliero dichiari una “tregua verificabile”.